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Viabilità e infrastrutture, dalla Siracusa – Gela Musumeci attacca il Governo nazionale: “trattati come una colonia” |Entro ottobre il tratto fino a Ispica

Uno svincolo tutto nuovo per Rosolini e nuovi chilometri da percorrere per l'autostrada Siracusa- Gela

Una visita a sorpresa alla nuova bretella dello svincolo per Noto e al lotto ragusano della Siracusa – Gela, per il completamento dello svincolo di Rosolini e l’apertura di quello di Ispica. Anche se, al momento, niente date. Si è svolto oggi il sopralluogo del presidente della Regione, Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. Il Governatore siciliano ha voluto constatare con i propri occhi lo stato dei lavori, e non le ha mandate a dire al Governo nazionale riguardo alle condizioni della viabilità regionale e delle infrastrutture.

“Sono felice per questa opera – ha detto Musumeci sulla bretella – ma la stessa cosa non posso dire per la viabilità non di competenza regionale ma nazionale. Siamo stanchi, non ce la facciamo più ad essere trattati da questo Governo come se fossimo una colonia. Se a Genova un ponte si può ricostruire entro un anno, non si capisce perché in Sicilia un pilone (del ponte Himera) non possa essere rimesso su in un anno. E invece sono passati 5 anni. Questa è la situazione della viabilità in cui viene tenuta la Sicilia, i siciliani siamo stanchi di non avere strade sicure che non consentono una facile mobilità di uomini o di merci”. 

Tante le incertezze sulla durata dei cantieri e anche sul turismo, a causa di un virus che al momento risulta incontrollabile. “Il mio sogno è di potere percorrere l’autostrada da Catania fino a Gela – ha spiegato il Governatore siciliano – ma niente cronoprogrammi, per un codice degli appalti inadeguato e per il Coronavirus che ci potrebbe fare richiudere tutto”. 

Sulla riapertura della Sicilia dopo le restrizioni del lockdown il presidente è ottimista, ma invita alla cautela. “Chi decide le fasi successive – ha continuato Nello Musumeci – non è la politica, ma il dato epidemiologico. Siamo partiti con un turismo autoctono, ma se rispettiamo le norme e non dovessero esserci segnali d’allarme potremmo aprire alle altri regioni dai primi di giungo. Sarà il comitato tecnico scientifico nazionale, invece, a dirci se possiamo consentire anche alle comitive straniere di potere accedere. Da un lato vorremmo una lunga fila di turisti, dall’altro temiamo che possa essere riesplodere il contagio. Dunque bisogna avere prudenza e riuscire a trovare una soluzione che ci consenta il rispetto della cautela e al tempo stesso non scoraggiare i flussi turistici che già all’inizio di quest’anno si presentavano interessati alla Sicilia”. 

Si ripartirà anche con le discoteche e i lidi balneari. “Immagineremo la discoteca – ha precisato il presidente della Regione – non come l’abbiamo vissuta e conosciuta ma all’aperto, come luogo in cui ci si può rilassare, sedere ad un metro di distanza e ascoltare la musica. Dovremo evitare che diventi un focolaio di diffusione del contagio. Sui balneari siamo più tranquilli, anche se dovranno sacrificare una gran parte della clientela”. 

Sebastiano Diamante

 

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