“Dopo aver ascoltato ragionamenti di varia natura sulla sanità pubblica, scopriamo adesso che in provincia di Siracusa abbiamo un numero di posti letto, fra pubblico e privato, superiore a quello delle altre province dell’Isola, per cui dovremmo anche essere riconoscenti e grati per il risultato a cui siamo pervenuti con l’ultimo Decreto Assessoriale dello scorso 15 giugno!!!”
Così l’on. Vincenzo Vinciullo, componente della Commissione Regionale Sanità, interviene al termine della bollente querelle ospedaliera – incentrata soprattutto sulla rimodulazione e sulla ridistribuzione dei posti letto nelle 9 province siciliane – manifestando anche il suo appoggio nei confronti dell’iniziativa portata avanti dal presidente della Provincia Regionale di Siracusa, on. Nicola Bono, a tutela e difesa della sanità pubblica.
Spinosa appare la rilfessione del deputato di centro-destra sulla vicenda relativa ai posti letto pubblico-privati, in merito ai quali, a detta dello stesso Vinciullo, era stato richiesto in Commissione Sanità di trattare congiuntamente.
“Ma da parte dell’Assessore regionale alla Sanità – continua Vinciullo – non c’è stato mai nessuna volontà di ragionare sull’argomento, per affrontare, documenti alla mano, la disparità, vera o presunta, di trattamento fra pubblico e privato. Pertanto non sono stati i deputati del centrodestra in Commissione Sanità a proteggere le cliniche private, ma l’Assessore che ha potuto contare, oltre che su alcuni suoi sostenitori tradizionali, su una maggioranza in parte occulta, in parte transfuga all’interno dello schieramento iniziale”.
“Quindi perché – ha affermato ancora l’on. Vinciullo – ora questo tentativo di unificare a Siracusa le due vicende che a Palermo sono state tenute, volutamente, su due piani diversi?”
Nella sua pedante analisi, il deputato sostiene, dati alla mano, che, anche unendo posti letto pubblici e privati, Siracusa rimane sempre fanalino di coda, relegata in “…una posizione degna della bella, ma sfortunata Cenerentola“.
“Per poter giudicare senza preconcetti – aggiunge l’esponente del PdL – e senza vizi di parte, riportiamo di seguito i dati di tutte le 9 province isolane:
Province | Posti letto pubblici | Posti letto privati | Somma | Abitanti | Posti letto x 1.000 Ab. |
Agrigento | 815 | 145 | 960 | 455.000 | 2,11 |
Trapani | 760 | 175 | 935 | 436.000 | 2,14 |
Ragusa | 725 | 82 | 807 | 312.000 | 2,59 |
Siracusa | 750 | 321 | 1071 | 401.000 | 2,67 |
Caltanissetta | 676 | 125 | 801 | 272.000 | 2,94 |
Palermo | 3352 | 1313 | 4365 | 1.243.000 | 3,51 |
Messina | 1979 | 772 | 2751 | 654.000 | 4,21 |
Catania | 3156 | 1424 | 4580 | 1.082.000 | 4,23 |
Enna | 545 | 352 | 897 | 174.000 | 5,47 |
Dalla lettura dei dati emerge che la provincia di Siracusa è quartultima nella disponibilità di posti letto, a fronte di realtà come Enna che hanno più del doppio di posti letto, di Catania e Messina che superano abbondantemente i 4 posti letto per ogni 1.000 abitanti, di Palermo che si assicura il 3.51 e infine di Caltanissetta che sfiora il 3 per mille”.
“Questi sono i dati – afferma in conclusione Vinciullo – e questo spiega il motivo per il quale si è deciso, volutamente, di non unificare la distribuzione dei posti letto, al solo fine di creare confusione, non solo fra la gente comune, ma purtroppo anche fra gli addetti ai lavori. Se i posti letto non servono ai malati della nostra provincia, credo che non debbano servire neanche ai malati delle altre province, di conseguenza per evitare di continuare a pensare di essere stati sottodimensionati, portiamo il dato delle rimanenti province al 2,67 per 1.000, avremo risparmiato e soprattutto verrò finalmente convinto che la distribuzione dei posti letto è equa e che non ci sono, come emerge dai dati, cittadini di serie B e cittadini di serie A”.
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