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Violenza di genere, mobilitazione nazionale e presidio a Siracusa: “Senza consenso è stupro”

Violenza di genere, mobilitazione nazionale e presidio a Siracusa: “Senza consenso è stupro”

Tornano a mobilitarsi in tutta Italia i centri antiviolenza e i movimenti femministi e transfemministi, che annunciano un nuovo corteo nazionale a Roma. La manifestazione partirà alle 14 da piazza della Repubblica per ribadire il no al Ddl Bongiorno e denunciare ogni tentativo di ridurre la violenza maschile sulle donne e sulle persone Lgbtqia+ a una semplice questione linguistica.

In parallelo, anche Siracusa si unisce alla protesta. Il Centro antiviolenza Ipazia ha promosso un presidio in viale Santa Panagia, nei pressi del Tribunale, con un sit-in dalle 10 alle 13. Una scelta simbolica ma significativa: secondo le attiviste, proprio i tribunali sono spesso luoghi in cui le vittime rischiano di subire una seconda forma di violenza, quella istituzionale.

L’iniziativa si inserisce in un momento storico importante, a trent’anni dall’approvazione della legge 66/96 sulla violenza sessuale. Le piazze tornano così a rivendicare principi ritenuti fondamentali: il rispetto dei corpi, i diritti umani e la centralità del consenso, in linea anche con quanto stabilito dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia.

Al centro della mobilitazione c’è un messaggio chiaro: “Senza consenso è stupro”. Un’affermazione che le organizzazioni definiscono tutt’altro che uno slogan, ma un principio essenziale di civiltà, libertà e autodeterminazione. Una battaglia che, sottolineano, riguarda l’intera società e che deve essere affrontata senza ambiguità.


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