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Volo cancellato, rifiutati in albergo in Germania, poi tutto in treno per tornare a Siracusa: il viaggio di nozze di Michael e Denise

Odissea in Europa: un viaggio di nozze da ricordare

Un viaggio di nozze sicuramente fuori dall’ordinario – come lo è questo periodo storico – per Michael e Denise. Si sono sposati quando si doveva mantenere la distanza di un metro, sono partiti a Oslo e due giorni dopo è stato pubblicato il decreto con cui si imponeva isolamento e zona rossa in tutta Italia. Finita la luna di miele, però, sono riusciti a prendere l’aereo con la compagnia Klm che li ha portati ad Amsterdam, in Olanda. E da lì, l’odissea.

Alitalia ha cancellato il volo per Roma quindi i due neo sposini hanno chiamato la Farnesina per chiedere una mano d’aiuto sul rientro. Ma prima l’ambasciata italiana ad Amsterdam e poi il ministero degli Esteri hanno consigliato loro di “sbrigarsela” in autonomia. E così si sono guardati negli occhi e hanno preso la decisione: avventura, con il sorriso nonostante il momento difficile.

Treno in direzione Arnhem, poi Duisburg in Germania (“qui l’albergo ha rifiutato di darci un letto per qualche ora perché italiani”), quindi Colonia e altro collegamento con Monaco di Baviera, infine Innsbruck. Dall’Austria sono riusciti ad attraversare a piedi il confine arrivando a Bolzano. Da qui il primo controllo da parte di due poliziotti italiani. Ed è evidente, a questo punto, la totale superficialità dei Paesi europei nell’affrontare questa epidemia, quando ormai in tutte le città italiane stanno approntando postazioni nelle stazioni. Stanotte, stanchi dopo 36 ore senza dormire, hanno scelto di fermarsi a Bolzano. Non vogliono avvicinarsi a Milano, quindi domattina affitteranno un’auto per arrivare a Roma, altro soggiorno notturno e sabato mattina presto alla stazione Termini per il treno – l’ultimo – direzione Siracusa.

Abbiamo l’autocertificazione – dicono Michael e Denise – abbiamo mandato una mail alla Protezione civile, un’altra al presidente Musumeci e abbiamo chiesto aiuto anche al sindaco di Siracusa Francesco Italia, che si è messo a disposizione. L’unica cosa che ci serve è non bloccarci sul treno e sul traghetto per poi tornare a casa nostra”. Dove sanno già che dovranno sottoporsi all’autoquarantena volontaria. Ma dopo quest’avventura, chi avrà voglia di uscire di casa?


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