Aggrediti due agenti di Polizia penitenziaria al carcere di Augusta, minacce di morte per un altro

L’aggressione è avvenuta al termine del tempo dedicato ai colloqui con i parenti. Il detenuto, a suo dire, non avrebbe effettuato tutto il tempo previsto

Un laboratorio di letteratura per i detenuti del carcere di Augusta

Due agenti di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Augusta sono stati aggrediti, l’altro ieri, e un terzo avrebbe subito minacce di morte, da un detenuto magrebino al termine dei minuti dedicati al colloquio che da “massima espressione del trattamento e reinserimento del reo, per ingiustificati quanto inauditi motivi, sfocia in minuti interminabili di pretese e offese”. Lo denuncia Sebastiano Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe secondo cui sembrerebbe che a causare l’aggressione sia stato il fatto che “il detenuto, a suo dire, non avrebbe effettuato tutto il tempo di colloquio come da richiesta, cosa a dir poco impossibile”.

“E pensare che, – aggiunge- nonostante da calendario non fosse la giornata di colloqui prevista, al magrebino “aggressore” (nei confronti del quale, tra l’altro, vi è in atto un procedimento disciplinare per essere stato partecipe qualche giorno fa in una gravissima lite tra detenuti) la direzione, proprio nell’ottica di favorire il rapporto di affettività tra l’utenza e i propri familiari, ha inteso autorizzare il colloquio non programmato. E a farne le spese ancora una volta la Polizia penitenziaria”.

Agli agenti coinvolti Bongiovanni rivolge l’augurio di sincera guarigione, ma riaccende la problematica della carenza di personale penitenziario nella sala colloqui e definisce “inverosimile ancora sentire parlare sindacalisti convinti che – prosegue- insistono per portare avanti accordi sindacali, sottoscritti anche dalla direzione, che prevedono un importante depauperamento del personale che costituisce l’unità operativa colloqui: ci si chiede come avrebbero potuto affrontare una situazione di notevole destabilizzazione dell’ordine e della sicurezza come l’aggressione di ieri senza un numero di personale adeguato alle esigenze del reparto?”

Da qui l’invito del sindacato al provveditore dell’amministrazione penitenziaria e al direttore dell’istituto perché dispongano “immediatamente ogni utile misura a tutela del personale di polizia penitenziaria e in particolar modo degli agenti coinvolti nella gravissima quanto triste vicenda, l’ennesima su scala nazionale a danno del corpo dal primo giorno del 2019. Dinanzi l’inerzia dell’amministrazione, anche dinanzi la gravità dei fatti oggi denunciati, metteremo in atto quanto nelle proprie possibilità per denunciare in ogni dove le eventuali inadempienze dell’amministrazione nei confronti dei propri dipendenti, spesso messi a lavorare in condizioni di notevole disagio e in un clima tutt’altro che distensivo”. 


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