A Bologna “Fico” è realtà, a Floridia “Campus for Food” è un sogno: l’idea di un centro agroalimentare pubblico-privato

Fico, a Bologna

Novanta mila metri quadri di superficie di cui 12.500 coperti per la realizzazione di 50 opifici e 5 mila destinati a un centro polifunzionale, il tutto per 20 milioni di euro

Novanta mila metri quadri di superficie di cui 12.500 coperti per la realizzazione di 50 opifici e 5 mila destinati a un centro polifunzionale, il tutto per 20 milioni di euro. Questi i numeri di Campus for food, il progetto ancora solo in fase embrionale del Comune di Floridia che mira a realizzare un centro dedicato al comparto ortofrutticolo e a quello agroalimentare, con stand espositivi, magazzini, piattaforme logistiche uffici e strutture di supporto. E ancora laboratori e stazioni dedicati all’educazione sensoriale, alla ricerca, alla sperimentazione e all’applicazione delle tecnologie legate alla biodiversità, dove le meraviglie dell’agroalimentare e dell’enogastronomia dei distretti isolani, nazionali e del Mediterraneo, saranno studiate, presentate, narrate e fruite dalla nascita della terra madre fino all’arrivo nel piatto e nel bicchiere.

L’idea è quella di realizzare una struttura che metta insieme le eccellenze agroalimentari Made in Sicily – un po’ come accade con Fico Eataly world a Bologna, il parco dell’agroalimentare più grande del mondo – e che ne favorisca la promozione e la valorizzazione. “Il centro agroalimentare Campus for food racchiuderà in un’unica casa la tradizione, la cultura del cibo di eccellenza, la qualità e le competenze di aziende e di persone che da sempre lavorano nelle filiere agroalimentari, con uno sguardo rivolto non solo al recupero e alla valorizzazione dell’eccellenza locale per la sua commercializzazione, ma anche alla ricerca e all’innovazione sul versante dell’e-commerce e delle biotecnologie; e, soprattutto, al dialogo costruttivo con i Paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo, ai quali ci accomuna un sostrato identitario, e con le nuove potenze economiche e commerciali come Cina, India e Medio Oriente ha spiegato il primo cittadino –. Il progetto originario di questa opera trascende il mero ambito comunale, seppur la nostra comunità ne trarrà vantaggi straordinari. Essa nasce per divenire un punto di riferimento dell’area rappresentata dalle province di Siracusa, Ragusa, Catania e Messina. Un territorio immenso, ricco di potenzialità, di risorse e di opportunità di sviluppo. Per tali ragioni il Campus for food costituisce la punta di diamante del mio programma politico-amministrativo. Sarà un luogo di produzione di valori, prima che di prodotti, espressione dei mestieri, della passione e del genio  di piccole e medie imprese di alta qualità che, con la loro arte manifatturiera, produrranno  il  gusto e la bellezza del nostro raccontandolo a tutti i cittadini del mondo”.

Non c’è ancora un progetto ma soltanto un progetto preliminare e nemmeno grafico per una struttura che dovrebbe mettere al centro il rilancio competitivo dei settori agricolo, alimentare, zootecnico, manifatturiero, commerciale e artigianale e concentrare risorse e competenze locali. Ma, a parte le parole, sono pochi i dettagli emersi finora. Tanto da avere creato intorno a sé quella che sembra più indifferenza che altro. E per questo il sindaco Limoli durante la presentazione del progetto (che non c’è) ha voluto accanto a sé l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, che ha assicurato l’interesse di imprenditori agricoli siracusani e del vittoriese. La base è quindi un partenariato tra Regione, Comune e soci privati, ma ci sono da intercettare finanziamenti pubblici e privati e da rendere concreto quello che adesso è un sogno ad occhi aperti.


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