Nuovo ospedale di Siracusa: no alla Pizzuta, 4 aree alternative ma… svelate dopo le Europee

Il consulente Giuseppe Pillitteri, incaricato dall'Asp8 per individuare l'area su cui costruire il nuovo ospedale di Siracusa, ha già terminato all'inizio del mese il proprio lavoro ma...

Non alla Pizzuta, quattro le alternative ma… se ne parlerà dopo le elezioni europee. Iniziano a trapelare le prime indiscrezioni dopo che il consulente Giuseppe Pillitteri, incaricato dall’Asp8 per individuare l’area su cui costruire il nuovo ospedale di Siracusa, ha terminato (pare all’inizio del mese) il proprio lavoro. Un report già consegnato al Governo regionale, che starebbe aspettando la conclusione delle Europee prima di renderlo pubblico.

Il Consiglio comunale, organo a cui spetta la decisione finale in merito, ha deliberato per due volte l’area della Pizzuta quale idonea per la realizzazione del nuovo ospedale, ma si è trovato davanti a un fuoco di fila composto prevalentemente dai Comuni della zona montana e dell’hinterland che hanno chiesto a gran voce di preferire una zona raggiungibile più facilmente. E così, nonostante la ferrea volontà del civico consesso, la Regione ha esautorato il Consiglio procedendo a una serie di riunioni con le amministrazioni comunali e nominando (o facendo nominare all’Asp8) un consulente che avrebbe finito il lavoro nei termini stabiliti, come confermato da fonti dell’Azienda sanitaria.

E l’esperto avrebbe individuato 4 aree alternative alla Pizzuta, si diceva. Una delle quali dovrebbe trovarsi in prossimità dello svincolo autostradale di Siracusa sud, ma tutte comunque con maggiore facilità di accesso rispetto a quella attualmente scelta dall’aula.

“Se così fosse, i timori che avevo espresso tempo fa sulle esigue dimensioni dell’area sono fondate – dice il deputato regionale del M5S Giorgio Pasqua, componente della VI commissione Salute all’Ars –. Ho chiesto all’assessore Ruggero Razza e al direttore generale Salvatore Ficarra di presentare lo studio contemporaneamente al Consiglio comunale e alle istituzioni competenti”. Anche per evitare possibili incidenti diplomatici. “In ogni caso – specifica –  se volessimo ipotizzare a Siracusa un futuro Dea di secondo livello (per l’odierna rete ospedaliera è di primo livello, ndr), quindi con tutte le specialità, l’area della Pizzuta resta troppo piccola. Sarà comunque il Consiglio comunale a dover decidere, alla fine. Per questo ho anche chiesto di inviare la proposta motivandola bene. E al più presto. Non possiamo più perdere tempo”.

Anche perché, se vero che il dossier è momentaneamente chiuso nel cassetto per evitare spillette elettorali, si è già perso altro tempo. Inutile e dannoso.


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