Priolo Gargallo, incidente alla Versalis: la Procura apre un’indagine. Nessun valore anomalo registrato in atmosfera

Intanto anche la politica fa sentire la propria voce dopo il nuovo incidente in zona industriale, torna alta l'attenzione del monitoraggio della qualità dell'aria con l'eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che ha presentato un'interrogazione scritta all'Ue

versalis

La Procura di Siracusa ha aperto un’indagine dopo l’incidente avvenuto ieri pomeriggio all’impianto Versalis di Priolo Gargallo. Un violento incendio divampato a causa di una perdita d’olio dall’impianto, con fiamme e un denso fumo nero visibile a chilometri di distanza. Il tutto, fortunatamente senza feriti, anche grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco dislocati in zona industriale, supportati poi anche dalle squadre di Siracusa e Augusta.

L’impianto è stato immediatamente fermato, come previsto dai vari protocolli di sicurezza e resterà in stallo fin quando la Procura aretusea non avrà terminato tutti i rilievi del caso. Oggi, intanto nell’impianto di cracking è il momento della conta dei danni, che sembrano essere ingenti. Altra preoccupazione riguardava il possibile inquinamento ambientale causato dal denso fumo sprigionato ieri. La buona sorte ha voluto che in quel momento spirassero venti di terra che hanno quindi spinto la nube nera verso il mare. Nessun particolare rischio per la salute, quindi, come emerso anche dai dati forniti dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria del Libero Consorzio che nè nell’orario in cui si è verificato l’incidente, nè nelle ore successive hanno fatto registrare valori anomali (soprattutto per quanto riguarda Anidride Solforosa e Monossido di carbonio).

Intanto anche la politica fa sentire la propria voce dopo il nuovo incidente in zona industriale, torna alta l’attenzione del monitoraggio della qualità dell’aria con l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che ha presentato un’interrogazione scritta all’Ue.

È davvero un insulto ai cittadini di Augusta – afferma il deputato europeo del M5S – la mancanza di monitoraggio della qualità dell’aria in una città dove colossi del polo petrolchimico emettono ogni sorta di fumi e danneggiano la salute dei cittadini. Per questa ragione ho chiesto alla Commissione Europea di intervenire a supporto di un piano di bonifica e riduzione del rischio di contaminazione e di fornire strumenti normativi per la bonifica negli agglomerati industriali e maggiori risorse economiche. Sono al fianco del sindaco Cettina Di Pietro per una vera e propria battaglia di giustizia ambientale”.

Corrao ha depositato in queste ore un’interrogazione all’esecutivo europeo per chiedere tra le altre cose, in che modo Bruxelles intenda agire sulle autorità competenti affinché vengano effettuate le bonifiche necessarie. Su Augusta si tratta della sesta interrogazione depositata dall’europarlamentare siciliano. “Poche settimane fa – spiega Corrao – l’Arpa ha confermato che le tre centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico sono fuori servizio. E non è la prima volta che tali centraline fanno registrare dei malfunzionamenti. L’Arpa sostiene paradossalmente che non siano comprese nel programma per la valutazione della qualità dell’aria, dato che si tratta di strumenti fondamentali per misurare quanto è inquinata l’aria della zona.

Un vero paradosso, dato che Arpa a breve dovrebbe entrare in possesso della rete di monitoraggio oggi sotto la gestione del Libero Consorzio. Intanto ad Augusta nel 2017 sarebbero stati registrati 275 superamenti della media oraria dando al comune megarese la maglia nera rispetto all’intera rete regionale. “Ma di quanto accade – prosegue Corrao – i cittadini continuano a non sapere nulla anche perché i dati, non vengono mai resi noti. Peccato però che la pubblicazione dei dati è invece prevista dai regolamenti europei.”

A preoccupare ulteriormente l’eurodeputato è anche l’ultimo studio del Cnr sullo stato del mare. “Lo sversamento dei reflui dell’impianto cloro-soda incontrollato almeno fino alla fine degli anni Settanta ha determinato un grave stato di contaminazione da mercurio nell’ambiente marino della Rada di Augusta – ancora Corrao -. Sono stati recentemente misurati allarmanti livelli di mercurio sia nel mare sia nel comparto ittico. Ma la cosa più allarmante è che lo studio ha rilevato elevati livelli di mercurio nel sangue e nei capelli della popolazione investigata direttamente riconducibili al consumo di pesce locale. Valori che eccedono di molto il valore di sicurezza Fao/Oms, specialmente nei residenti ad Augusta, esponendo i cittadini ad un serio rischio per la salute. Ad oggi manca una direttiva ad hoc sugli agglomerati industriali che preveda controlli più stringenti.”

Per queste ragioni la richiesta dell’eurodeputato chiesto alla Commissione Europea di venire a conoscenza dell’esistenza o meno di un piano di bonifica e riduzione del rischio di contaminazione umana, marittima, ittica nel triangolo Augusta – Priolo-Melilli e quali strumenti normativi europei ad oggi possono essere utilizzati per verificare la necessità di una bonifica negli agglomerati industriali e intervenire con maggiori risorse economiche.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo