Rete ospedaliera regionale (parte seconda). Tutti promossi: Siracusa e Avola saranno “Spoke”, Noto e Augusta promosse, Lentini confermato “di base”

La nuova rete adesso dovrà essere sottoposta all'esame anche della commissione Salute all'Ars. A quel punto potrà essere inviata al Ministero della Sanità che dovrà verificare il rispetto dei parametri ministeriali e, se si avrà il via libera, potranno essere riviste piante organiche e atti aziendali e procedere con i concorsi annunciati oltre due anni fa

Siracusa, Donna morta all'Umberto I: indagati due medici

Dopo un anno e mezzo dal primo annuncio della rete ospedaliera che tanto clamore suscitò, l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi ha illustrato ai sindacati il nuovo progetto che prevede una “riclassificazione” che si tradurrà nel mantenimento delle strutture esistenti, compreso il Pronto soccorso.

La nuova rete, infatti, segue il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in “hub” (strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate), “spoke” (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture base per affrontare le emergenze) mentre scompaiono gli “ospedali di comunità” (in pratica ambulatori con la presenza di medici di base, psicologi e infermieri) e spuntano le strutture in zone “ad alto rischio ambientale”.

A Siracusa, all’Umberto I, unico “spoke” nella prima versione della rete, si unisce quello di Avola al quale però si fonde la struttura di Noto, che era stata indicata come semplice ospedale di comunità. Confermato Lentini come ospedale di base, mentre l’ospedale di Augusta diventa una struttura in “zona ad alto rischio ambientale”.

La nuova rete adesso dovrà essere sottoposta all’esame anche della commissione Salute all’Ars. A quel punto potrà essere inviata al Ministero della Sanità che dovrà verificare il rispetto dei parametri ministeriali e, se si avrà il via libera, potranno essere riviste piante organiche e atti aziendali e procedere con i concorsi annunciati oltre due anni fa.

Il giudizio sul disegno del sistema di Rete dell’emergenza urgenza soddisfa il deputato regionale Vincenzo Vinciullo: “5 ospedali su 5 rimangono in vita, attraverso articolazioni diverse, per cui quelli di Siracusa e di Avola-Noto, che potranno contare su un’utenza superiore a 150.000 abitanti ciascuno, diventano Dea I, quello di Lentini, che potrà contare su un’utenza di 80.000 abitanti, diventa Presidio Ospedaliero di Base, quello di Augusta, sganciato da qualsiasi necessità numerica, diventa Ospedale PS Zona ad Alto Rischio Ambientale – sottolinea – Quindi, la provincia di Siracusa, con 400.000 abitanti, rientra perfettamente nell’assegnazione di 2 Spoke – Dea I, che sono previsti laddove vi è una popolazione che oscilla tra 150.000 e 300.000 abitanti (ospedale “Umberto I” e “Rizza” di Siracusa e ospedali riuniti di Avola-Noto) e di un Presidio ospedaliero di base, previsto laddove vi è una popolazione che oscilla tra 80.000 e 150.000 abitanti (Presidio ospedaliero generale di Lentini). Un discorso a parte, correttamente, è stato fatto per le Zone ad Alto Rischio Ambientale e ne sono previsti due: uno in provincia di Caltanissetta e uno in provincia di Siracusa che, giustamente, è stato assegnato al Po di Augusta, a prescindere dal numero degli abitanti”.


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