Il Senato sospende i fondi per le periferie e Siracusa rischia di perdere 13 milioni di euro per 7 progetti. Il sindaco Italia: “inaccettabile”

A rischio 13.177.192 euro previsti per gli interventi finanziati dal programma periferie che contemplano la riqualificazione di via Tisia, Agatocle, piazza Euripide, via Piave, Mazzarrona e corso Umberto

via-tisia-render

A rischio finanziamenti per oltre 13 milioni di euro solo per il Comune di Siracusa. A rischio 7 dei 9 interventi per la riqualificazione di arterie importanti della città. A rischio i 13.177.192 euro previsti per gli interventi finanziati dal programma periferie che contemplano la riqualificazione di via Tisia per 5,9 milioni di euro, di via Agatocle per 1,9 milioni, di piazza Euripide per 1,5 milioni, di via Piave per un milione, della Mazzarona per 1,7 milioni di euro, per corso Umberto di 500.000 euro, stessa cifra che dovrebbe essere utilizzata per altri servizi (piste ciclabili, aree mercatali, parchi).

Martedì scorso in Senato è stato approvato un emendamento al decreto Milleproroghe con il quale è stata prevista la sospensione fino al 2020 del Bando di riqualificazione delle periferie. Si aspetta il via libera della Camera in autunno e da un lato si prevede lo sblocco degli investimenti per gli enti virtuosi (che potranno utilizzare gli avanzi di amministrazione, spendendo sul territorio le risorse che hanno in cassa), dall’altra si congelano fino al 2020 i finanziamenti da circa 3,8 miliardi di euro per 96 tra città e aree metropolitane per trasferirli a un’altra cassa. I sindaci interessati hanno quindi minacciato di diffidare la presidenza del Consiglio e il presidente di AnciSicilia ha subito parlato di una scelta grave che, se confermata, rischia di determinare pesanti ricadute sui territori.

Siracusa attende fondi per 5 macro aree che abbracciano una vasta porzione di territorio, due a ridosso del centro storico, o che ne sono parte, e due più lontane. Si punterà sulla riqualificazione dell’area compresa tra corso Umberto e la stazione ferroviaria (via Crispi), sul Porto piccolo e la zona circostante, sull’area tra via Piave e piazza Santa Lucia affinché torni a popolarsi come nei passati decenni e torni viva anche dal punto di vista economico; sullo spazio che raccoglie le vie Tisia e Pitia in modo che il centro naturale commerciale già esistente possa consolidarsi su basi maggiormente funzionali e sulla Mazzarrona, dotandolo di luoghi di aggregazione e di spazi verdi oltre a un presidio di legalità rappresentato dal comando della Polizia municipale da collocare nell’attuale scuola di via Algeri. Dei 9 progetti sarebbero salvi soltanto il rifacimento di via Crispi e la riqualificazione dello Sbarcadero di circa 4,5 milioni di euro.

Lo scippo perpetrato dal governo nazionale che blocca gli interventi per la riqualificazione delle periferie delle città italiane è inaccettabile – attacca il sindaco Francesco Italia – Ritengo gravissima la sospensione fino al 2020 dell’iter che avrebbe consentito di intervenire con azioni di rigenerazione urbana nella nostra città così come in tante municipalità italiane. Il finanziamento di oltre 13 milioni di euro previsto per la nostra città, oltre a riqualificare interi quartieri, avrebbe ridato ossigeno all’economia di imprese e di lavoratori coinvolti negli appalti”.

Novantasei comuni italiani hanno sottoscritto impegni e tra questi Palermo, Catania, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Ragusa, Siracusa e Trapani e le città metropolitane di Palermo e Catania e Messina. “Sono tutti interventi di riqualificazione e rigenerazione e lo stop a queste importanti risorse – le parole di Orlando – comporterebbe un danno economico rilevantissimo, perché i Comuni hanno investito tempo e risorse nei progetti di rigenerazione delle periferie portati avanti negli ultimi anni e priverebbe i cittadini delle nostre città di una prospettiva di vita sostenibile all’interno di aree urbane riqualificate. Ci auguriamo, pertanto, che prevalga il buon senso e che la norma non venga confermata, a settembre, anche alla Camera”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo