Siracusa, gestione del personale sanitario: Fsi chiede alla Regione l’invio degli ispettori

medico_ospedale_grande

La Regione invii gli ispettori a Siracusa. È quanto richiesto dal Segretario Territoriale della Fsi Natale Salvatore Romano e dal Coordinatore Regionale Giuseppe Alicata dopo l’assemblea che si è tenuta recentemente presso il presidio dell’Umberto I di Siracusa, con la partecipazione di molti lavoratori del comparto. Tanti gli argomenti affrontati, in particolar modo, sulla difficile gestione del personale che oltre a creare seri problemi alla qualità della vita del lavoratore stesso, incide moltissimo sulla qualità dell’assistenza all’ammalato.

La mancata immissione in servizio della figura professionale dell’operatore socio sanitario (OSS), è ritenuta importante dai due sindacalisti sia sotto l’aspetto assistenziale, sia alberghiero prevista in pianta organica, che oltre a dare dignità all’ammalato, darebbe il giusto supporto al personale infermieristico già carente.

Inoltre – affermano Romano e Alicata -, in tal modo si ridurrebbe il notevole sperpero di fondi contrattuali che attualmente pone in essere con il ricorso ad uno spropositato lavoro straordinario. Appare inoltre difficile comprendere l’adozione recente della delibera adottata dal Commissario Salvatore Brugaletta di assunzione, anche se a tempo determinato, di ulteriori dirigenti amministrativi, in considerazione della stabilizzazione ultima di 94 dipendenti, in gran parte amministrativi. Ampio spazio è stato dato alle aspettative del personale appartenente a varie categorie, precario, a tempo determinato, infermieri, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio e della prevenzione, ed altri che hanno superato i famosi 36 mesi lavorativi in maniera continuativa, e che vantano il diritto alla stabilizzazione; e qui è emerso come l’atto aziendale recentemente approvato, non renda giustizia alla sanità siracusana, che tuttavia viene tanto decantato dall’ex Direttore Generale oggi Commissario, come un grande successo”.

Per i due sindacalisti dall’analisi della vigente normativa appare un’ulteriore penalizzazione per la sanità della provincia di Siracusa, che, avrebbe dovuto avere un numero di posti letto superiore a quelli attualmente previsti. “Tale decurtazione – proseguono – ha determinato, a cascata, una mancata riduzione delle unità operative attivabili, e quindi delle figure professionali che a vario titolo, avrebbero potuto trovare occupazione nella sanità. Ciò si traduce in un grave danno occupazionale per la sanità pubblica della nostra provincia, già fortemente in crisi, nonché in una penalizzazione per la popolazione siracusana che si troverà spesso costretta a dover ricorrere alla migrazione sanitaria, per ottenere assistenza adeguata”.

Per questo motivo la Fsi conferma lo stato di agitazione proclamato il 20 gennaio insieme ad altre organizzazioni sindacali, e ribadisce la richiesta già avanzata all’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi di invio degli ispettori, “affinché – concludono Romano e Alicata – si faccia chiarezza su ciò che sta accadendo nella Sanità della nostra provincia”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi