Siracusa, nessun allargamento del consorzio Amp Plemmirio all’istituto di ricerca napoletano: il Ministero ferma tutto

Da Roma segnalano l’irregolarità dell’iter procedurale seguito e invitano il Consorzio ad adottare i necessari provvedimenti volti a ricondurre a legittimità gli atti da porre in essere

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Il Ministero dell’Ambiente ha fermato il tentativo del direttivo dell’Area Marina Protetta del Plemmirio di allargare la composizione del consorzio a un istituto di ricerca napoletano (la Stazione Zoologica Anton Dohrn) segnalando l’irregolarità dell’iter procedurale seguito e invitando il Consorzio ad adottare i necessari provvedimenti volti a ricondurre a legittimità gli atti da porre in essere.

Il dirigente Antonio Maturani evidenza che la procedura per l’affidamento in gestione di un’area marina protetta – in questo caso l’aggiornamento della forma consortile – prevede l’avvio di un’interlocuzione con lo stesso Ministero, cui compete la delega della gestione delle aree marine protette, attraverso una proposta del nuovo assetto consortile e del relativo statuto e, qualora la proposta in tal modo acquisita venisse preliminarmente valutata favorevolmente, seguirebbe un incontro promosso dalla scrivente al fine di perfezionarne tutti gli aspetti conseguenti. Solo dopo, in caso positivo, si potrà provvedere alla formalizzazione da parte degli enti interessati degli accordi raggiunti. In questo momento l’iter sarebbe monco e l’atto deve considerarsi pertanto priva di efficacia, essendo tra l’altro l’immediata esecutività fattore aggravante rispetto alla procedura richiesta.

Da Roma inoltre si evidenzia che nella deliberazione viene dichiarato come “non dovuto” il parere in merito alla regolarità contabile e invece al contrario, anche alla luce del fatto che si delinea un impegno economico da parte del nuovo soggetto consortile, tale parere sarebbe indispensabile. Il protocollo d’intesa, invece, non contribuirebbe al superamento delle attuali criticità gestionali, tanto che il ministero rileva diversi aspetti lacunosi, tra i quali che il nuovo proposto consorziato contribuisca soltanto con un versamento una tantum e che per uno degli attuali consorziati sia fin d’ora previsto il diritto di recedere in qualsiasi momento in tutto o in parte dagli impegni assunti ovvero di rideterminarli: “ne consegue un complessivo indebolimento della struttura gestionale”.

Soddisfatta la parlamentare Stefania Prestigiacomo, che nei giorni scorsi aveva denunciato tale operazione: “è stato così sventato un atto che aveva il sapore di svendita delle competenze sulla riserva – dice – Una decisione presa con una votazione in cui tutti i partecipanti, a parte la presidente, erano candidati alle elezioni amministrative e in condizioni di ineleggibilità secondo legge. Componenti del direttivo in palese conflitto che hanno, fatto grave, proseguito ad assumere delibere in piena campagna elettorale non curanti della legge. Perché questo atto, bloccato in extremis, giunge a valle di una serie di vicende gestionali della Amp connotate da opacità di comportamenti che vanno chiariti. Mi riferisco alla notizia secondo la quale il consorzio avrebbe rinunciato ai crediti vantati dal Comune e della Provincia“.

La deputata forzista si riferisce soprattutto ovviamente al tentativo di inserire in seno al consorzio “Stazione Zoologica Anton Dohrn” senza – a suo dire – averne titolo, senza trasparenza e pubblica evidenza, come se l’Area Marina Protetta fosse un privato che inserisce un socio in azienda. “Perché quell’ente e non una università siciliana – si chiede – ? Come mai una circostanza di tale rilievo è stata gestita segretamente e la presidenza del Plemmirio non ha sentito il dovere di informare l’opinione pubblica? L’area marina protetta del Plemmirio è un bene naturalistico immenso, che a suo tempo ho contributo a creare e normare. È un bene che appartiene a tutti. Non si svende”.

Pronta la replica la presidente del Consorzio, Patrizia Maiorca, che assicura come sull’Area Marina Protetta del Plemmirio non è in atto alcuna svendita, né tantomeno azioni criminose. “Desidero rassicurare l’on.le Prestigiacomo sul fatto che, fino a quando ne sarò il presidente, il Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio non corre alcun rischio di essere colonizzato né il territorio potrà essere scippato della splendida realtà che si è riusciti a costruire negli anni e che è tuttora un fiore all’occhiello invidiato da più parti – dice – Piuttosto, l’on.le Prestigiacomo, anche nella sua veste di ex Ministro dell’Ambiente, dovrebbe essere informata sul rischio recentemente paventato proprio dagli uffici ministeriali di commissariare l’Area Marina Protetta del Plemmirio a causa della disastrosa condizione finanziaria della ex Provincia Regionale di Siracusa che ha smesso, da anni, di versare al Consorzio Plemmirio i contributi previsti per statuto così accumulando una morosità divenuta insostenibile. A questa inaccettabile prospettiva, il Ministero dell’Ambiente perviene anche a seguito del fallito tentativo della Regione Siciliana, risalente al 2016, di favorire l’adesione al Consorzio Plemmirio dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente -Arpa Sicilia – incontrando, rispetto a tale soluzione inizialmente non ostacolata dagli uffici ministeriali, opposizioni che non esito a definire incomprensibili”.

In uno scenario, quindi, divenuto assai problematico e denso di insidie già prima della sua presidenza, nel constatare l’impossibilità di allargare il Consorzio Plemmirio ad altri partner locali, Patrizia Maiorca aveva deciso di approfondire il confronto con la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, la più accreditata istituzione scientifica internazionale nell’ambito della biologia marina, raccogliendone l’immediata disponibilità e scommettendo sulla credibilità di cui, evidentemente, l’Area Marina Protetta del Plemmirio gode in campo nazionale.

Siamo esattamente a questo punto – conclude – Il protocollo d’intesa il cui testo è stato approvato a fine maggio non è altro che il primo passo di una procedura orientata a riformare lo statuto del Consorzio Plemmirio che manterrà la partecipazione del Comune di Siracusa e dell’odierno Libero Consorzio Comunale di Siracusa e consentirà l’adesione anche della Stazione Zoologica Anton Dohrn per la cura degli aspetti scientifici e di ricerca. Com’è previsto dalla legge e come è stato sempre chiarissimo, il nuovo statuto sarà sottoposto all’esame e all’eventuale approvazione del Consiglio comunale di Siracusa nella composizione che i cittadini sceglieranno il 10 giugno prossimo. Quanto ai componenti il Consiglio di amministrazione del Consorzio Plemmirio, infine, desidero solo rammentare che siamo liberi cittadini e prestiamo tutti gratuitamente la nostra opera per la gestione dell’Area Marina Protetta, sottraendo tempo al lavoro e alla famiglia, perché amiamo la nostra terra e il nostro mare”. E, con ogni probabilità, dovrebbe passare anche dagli uffici del ministero.


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