Siracusa, ricorso di Reale sulle amministrative. Italia: “basta disinformazione, inaccettabile parlare di scheda ballerina”

"Questa vicenda sta assumendo una dimensione pericolosa per le calunnie che continuano ad arrivare da qualcuno e non posso consentire la strumentalizzazione"

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Ha scelto di mantenere un profilo basso per evitare che il ruolo da sindaco venisse confuso con quello “personale”, del cittadino che si è candidato. Adesso, però, Francesco Italia si è detto stanco di ricevere accuse da parte dell’ex sfidante e oggi consigliere comunale Ezechia Paolo Reale e – in compagnia del proprio avvocato Gianluca Rossitto e dei fidati “consiglieri” Pierpaolo Coppa e Michelangelo Giansiracusa – ha cercato di porre un freno alla ridda di voci che sono arrivate anche a ipotizzare veri e propri brogli elettorali, schede ballerine che non sono solo irregolarità nel voto ma che portano dubbi sul dolo.

Ecco perché il capo di Gabinetto, Giansiracusa, ha infine parlato di un “fallo di confusione” commesso da Reale, cercando di spiegare con una metafora calcistica che negli ultimi mesi si è voluto confondere un errore di trascrizione o una presunta irregolarità sui voti per i consiglieri comunali (“le preferenze ai candidati a sindaco – hanno affermato in coro – non sono mai state messe in discussione”) con la scheda ballerina, il “trucco” per controllare le elezioni. Attraverso questa confusione si è creato il caso che sarà discusso al Tar all’udienza del prossimo 7 novembre. È per evitare altri due mesi di attacchi che Italia ha prima chiesto alla parlamentare Stefania Prestigiacomo (presente durante la conferenza stampa di Reale) se condivide nel metodo e nel merito le accuse rivolte dal leader di Progetto Siracusa, per poi puntare il dito sulla richiesta di annullamento avanzata al tribunale amministravo da parte di Reale invece magari della richiesta di correzione attraverso un nuovo scrutinio delle schede.

“Forse perché voleva mantenere questo stato di cose – ha sottolineato il sindaco – chiedendo l’annullamento della tornata elettorale”. Il ricorso, infatti, punta a un risultato chiaro: ripetere le elezioni per il sindaco e per il Consiglio comunale annullando di fatto i 54.563 mila voti validi al primo turno, preferenze mai messe in discussione e da cui è stato eseguito il calcolo sul quorum del 40% non raggiunto da nessuno per l’elezione a sindaco. Lo scarto, infine, era di 1.493 voti validi ma “quale che sia il numero di voti male attribuito per la carica di consigliere – ha spiegato l’avvocato Rossitto – sarebbe stato possibile chiedere eventuale correzione”.

E invece no. Per la prima volta – e ultima fino al 7 novembre, assicura – il sindaco Italia ha scelto di reagire chiedendo di finirla con la disinformazione: “spiace sentire parlare di brogli e scheda ballerina, è inaccettabile. Questa vicenda sta assumendo una dimensione pericolosa per le calunnie che continuano ad arrivare da qualcuno e non posso consentire la strumentalizzazione a tutela della mia città, come se Siracusa fosse il regno della delinquenza o di un comitato affaristico che avrebbe condizionato le elezioni. Questo comitato, sicuramente, non è a casa Italia”.


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