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Siracusa, salta il trasferimento degli uffici del Comune nella nuova sede: non ci sono le condizioni

A questo punto salta il trasferimento degli uffici, che resteranno ancora al palazzo di vetro di via Brenta (Urbanistica e Utc) e in via De Caprio (Tributi) in attesa di un nuovo possibile avviso pubblico che il Comune dovrà bandire per cercare nuovi immobili in locazione e abbattere i costi

Non ci sono le condizioni per prendere in carico l’immobile di via San Sebastiano e quindi ufficio tecnico comunale, settore Urbanistica e Tributi non si trasferiranno nell’edificio dell’ex Questura. È quanto emerso ieri durante il Consiglio comunale quando si è discussa l’interpellanza, firmatari i consiglieri Reale, Torres, Mangiafico, Lo Curzio, Ricupero, Favara e Vinci.

L’immobile (quasi) preso in locazione dall’Ente per un corrispettivo annuo di 259mila euro, inizialmente era destinato a ospitare gli uffici Ragioneria, Commercio e Tributi, Anagrafe e Stato civile, Elettorale ma poi è stato scelto di trasferirvi tre settori diversi per un risparmio per spese da locazioni pari ad oltre 266.000 euro annui. I consiglieri chiedevano di conoscere se prima dell’accettazione dell’offerta i tecnici del Comune avessero verificato la corrispondenza della superficie dell’immobile tra quanto dichiarato dagli offerenti e la sua reale estensione e e la sua rispondenza alle normative antisismiche e di abbattimento delle barriere architettoniche.

Nel merito del canone era stato chiesto se fosse superiore a quanto pagato per l’immobile attualmente condotto, se il cambiamento della sua destinazione d’uso avesse avuto un parere di legittimità dell’Avvocatura e se rispondesse al vero la citazione in giudizio dell’Ente, con contestuale richiesta di risarcimento danni, da parte del proprietario dell’immobile attualmente in affitto dove sono ospitati questi uffici. Argomentazioni sollevate anche dal consigliere Castagnino intervenuto subito dopo. La decisione del Comune è vero che non è piaciuta ai titolari del palazzo di vetro di via Brenta che hanno deciso di presentare ricorso al Tar ma a chiarire la posizione dell’ente è stato il dirigente Natale Borgione, nel suo intervento di replica, quando ha comunicato la possibile risoluzione del contratto per una serie di criticità emerse successivamente alla sua sottoscrizione.

Alcune riguardano il contenuto dell’offerta, altre una serie di problemi legate al mancato rispetto delle normative vigenti in materia di locazione di immobili da destinare al pubblico. Entro sabato si sarebbe dovuto prendere l’immobile in consegna, ma nel contratto già stipulato si rimandava alla necessaria messa in sicurezza dell’immobile tra antincendio, impianto elettrico e ascensore inadeguato. Lavori che i privati avrebbero dovuto realizzare entro sei mesi. La superficie coperta totale lorda, inoltre, sarebbe dovuta essere di 4.560 mq ma i tecnici del Comune hanno rilevato invece la superficie coperta lorda pari a 4.022 mq, quindi 538 mq meno rispetto a quello che era stato riferito. Tra le altre criticità rilevate la mancata condivisione del progetto con il Comune, progetto che prevede l’accesso a piano al pubblico per 5 persone alla volta.

Per risolvere il problema si sarebbe dovuto provvedere alla realizzazione di un’altra scala antincendio o di un salta coda. Sull’impianto di climatizzazione, poi, si deve garantire il ricircolo d’aria con un punto di presa dall’esterno, ma invece i tecnici del privato hanno assicurato il ricircolo dalla mancata tenuta degli infissi e dei cassonetti, dichiarando quindi non solo un’aspirazione adeguata ma neanche la tenuta al caldo e al freddo degli infissi. I proprietari dell’edificio hanno acquisito il certificato di agibilità ma l’ingegnere Borgione ha invitato l’ufficio Urbanistica a non accontentarsi della dichiarazione ma di verificare e intanto di annullare l’agibilità.

A questo punto salta il trasferimento degli uffici, che resteranno ancora al palazzo di vetro di via Brenta (Urbanistica e Utc) e in via De Caprio (Tributi) in attesa di un nuovo possibile avviso pubblico che il Comune dovrà bandire per cercare nuovi immobili in locazione e abbattere i costi. E probabilmente sarà ritirata anche la causa amministrativa avanzata dalla Fin.Imm, proprietaria dell’immobile in cui gli uffici tecnici hanno sede dal 1988 per una spesa sostenuta complessivamente di circa 10 milioni di euro.


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