Siracusa, sit in degli animalisti al circo: “no agli animali”. Il veterinario Di Maria: “dieci generazioni di cattività, relazione con l’uomo ormai anche affettiva”

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Oggi, domani e domenica presidio degli Animalisti italiani davanti al circo che si è insediato in via Elorina, ma il veterinario dell'Ente Circhi Salvatore Di Maria tiene a rispondere rassicurandoli sullo stato di salute

Gli Animalisti Italiani Onlus di Siracusa hanno organizzato per oggi, domani e domenica un presidio davanti al circo che si è insediato in via Elorina. Poiché gli spettacoli sono due al giorno, l’appuntamento è alle 16 e alle 20 davanti al circo per i primi due giorni, mentre per domenica 21 maggio l’appuntamento è alle 16 e alle 18,30. I partecipanti sono invitati dall’associazione a portare cartelloni, striscioni, slogan, immagini e quant’altro possa servire per trasmettere il proprio messaggio contro il circo che usa gli animali. Del sit in, che sarà di natura assolutamente pacifica, è stata data regolare comunicazione alla questura di Siracusa.

Ma il veterinario dell’Ente Circhi Salvatore Di Maria tiene a rispondere come “in animali che hanno alle spalle 10 generazioni di cattività, la relazione e l’interazione con l’uomo risultano essere, oltre che un arricchimento ambientale, anche un legame affettivo. La separazione da questo legame porta a conseguenze gravissime, come si può vedere in numerosi animali sequestrati ai proprietari in buone condizioni di salute e di benessere e portati nei Centri di recupero, dove subiscono un grave crollo fisico e psicologico. Non dobbiamo confondere il benessere animale con la reazione psicologica che alcuni spettatori possono avere di fronte allo spettacolo che impiega animali. Una volta che sia garantito il benessere animale, che è comunque misurabile attenendosi a precisi criteri, la valutazione sullo spettacolo spetta al pubblico“. Animali che nati in cattività non possono più essere rilasciati in libertà.

Per gli animalisti però in Italia, in controtendenza con il resto del mondo, non si vuole migliorare una legge vecchia di quarant‘anni che attribuisce al circo, all’articolo 1, una “funzione sociale e pedagogica”, controvertendo il senso scientifico della pedagogia che si basa sull’empatia e la conoscenza dei messaggi di sofferenza.


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