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Animali vivi all’asta per la festa della Patrona a Sortino. Prima il sequestro della pecora, oggi l’ordinanza: vietato cederli durante le feste

"La legge vieta le aste con animali e questo provvedimento deriva dal buon senso, dalla sensibilità e dalla necessità di una pacifica convivenza" sottolinea il sindaco di Sortino

Vietato cedere, a qualsiasi titolo (vendita, donazione, premi o lotterie) animali vivi nel corso di fiere, mostre, sagre, mercati, pubblici intrattenimenti, spettacoli itineranti e affini, fatte salve le iniziative a scopo di adozione realizzate da associazioni del volontariato o enti o ancora durante le esposizioni di animali in fiere, mostre e manifestazioni idoneamente organizzate. Pena sanzioni da 25.a 500 euro. Questa l’ordinanza firmata il 14 settembre dal sindaco di Sortino Vincenzo Parlato, considerato che la vendita occasionale di animali vivi spesso non garantisce le condizioni minime di benessere per l’animale.

“Questa è l’ordinanza che ho emesso – le parole del primo cittadino – a seguito dei fatti accaduti durante la festa di Santa Sofia, condividendola con la Giunta e la maggioranza”.

Ma cos’è successo? Una delle tradizioni a Sortino, in occasione della festa di santa Sofia, la patrona della città, è l’asta per la vendita di animali vivi. In palio agnellini, caprette e conigli. Ma un’animalista siracusana, Ilaria Fagotto, si è rivolta alle forze dell’ordine per bloccare la compravendita degli animali denunciando il tutto ai Carabinieri e ricevendo alcune minacce da parte di alcune persone. “In Sicilia – ha detto subito – nonostante i divieti di legge di mettere all’ asta durante le feste patronali animali vivi , in alcuni comuni continua a perpetrarsi questa illegalità da terzo mondo. Ho chiesto e ottenuto dall’Asp l’affidamento della pecorella, strappata alla ua mamma , venduta all’asta come un oggetto  e trascinata come un sacco di patate”. Pecora in seguito affidata al santuario l’Arca di Natalia, con il sindaco Parlato che aveva promesso (e mantenuto) di intervenire.

“La legge vieta le aste con animali e questo provvedimento deriva dal buon senso, dalla sensibilità e dalla necessità di una pacifica convivenza – sottolinea infatti il sindaco di Sortino – e non dalla ricerca del consenso o dalla paura dell’effetto mediatico. Abbiamo adottato un provvedimento che riteniamo giusto, a tutela della collettività tutta, anche perché molte volte chi dona un animale, pur con le migliori intenzioni, non sa a quali rischi si espone se non rispetta determinati dettami di sicurezza dell’animale. Sono circolate molte voci in cui si additano cittadini perché si ritengono colpevoli di aver denunciato il fatto. Non bisogna colpevolizzare nessuno né puntare il dito solo per sentito dire: la nostra comunità non ha bisogno di queste tensioni né di queste lotte fratricide. Sortino è un paese i cui abitanti brillano da sempre per il saper vivere insieme in armonia e per le idee moderne e progressiste”.


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