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Arrestato il latitante Parisi che collaborò con il clan “Bottaro-Attanasio”

I Carabinieri di Monreale, nell’ambito delle ricerche finalizzate al rintraccio dell’unico individuo ancora sfuggito all’operazione “Terra bruciata” del 13 novembre 2007, ha arrestato PARISI Salvatore, 54enne di Palermo, pluripregiudicato, esponente di spicco della c.o. di quel capoluogo, poiché ritenuto affiliato alla famiglia di “Palermo centro” del mandamento di “Porta nuova” di Cosa nostra.

Nei confronti dell’uomo, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare per “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e concorso in “detenzione al fine di spaccio di ingenti quantità sostanze stupefacenti”, erano state eseguite fin dall’inizio accurate ricerche, al fine di individuare il luogo ove potevasi trovare.

Tale attività veniva protratta in modo ininterrotto fino al pomeriggio di ieri, quando i militari operanti, al termine di un prolungato servizio di osservazione, lo notavano percorrere con un ciclomotore le vie della frazione “Aquino” di Monreale. I militari, chiuse tutte le possibili vie di fuga, intervenivano e bloccavano il latitante, che si arrendeva senza opporre alcuna resistenza, venendo poi associato alla Casa Circondariale di Palermo “Ucciardone”.

Nei confronti del PARISI erano stati acquisiti, nel corso delle indagini, precisi elementi di reità in merito al suo pieno inserimento in un sodalizio operante in Palermo e finalizzato all’acquisto ed alla successiva vendita di ingenti quantità di hashish ai componenti del clan “Bottaro-Attanasio”. Egli infatti, tramite  Fincato Igino, arrestato nel 2007, aveva avviato una serie di contatti con i componenti del citato clan siracusano, tanto da giungere alla definizione, tra le altri, di una vendita di 50 kg di hashish, trasportati nel 2005 a Siracusa da Bianchini Christian e Garofalo Gaetano, quest’ultimo arrestato in flagranza con contestuale sequestro della droga da parte di personale del Nucleo Operativo Carabinieri di Siracusa.

Le conseguenti attività tecniche specificatamente svolte permettevano infatti di accertare che tra il Parisi, il Fincato, Pandolfino Attilio ed Bianchini, era sorto uno specifico accordo che prevedeva il rifornimento periodico di hashish da parte dei citati individui palermitani, accordo che, a seguito del successivo sequestro di kg 120 di hashish fatto eseguire a Messina nell’ottobre del 2005, non sarà poi più reiterato, poiché il clan siracusano si trovò in una grave crisi di liquidità.

Tali specifici reati venivano quindi contestati al Parisi e fatti propri, per ultimo, dal G.I.P., che emetteva il provvedimento restrittivo.

Si segnala inoltre che il PARISI, durante la sua latitanza, veniva colpito da un altro provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. di Palermo nell’ambito del procedimento sfociato nell’operazione “Old Bridge”, relativo ad un indagine compiuta dalla Polizia di Stato e dall’F.B.I..
 


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