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Calcio: Palazzolo sconfitto dalla Vigor Lamezia. Il presidente Scrofani lascia la società

PALAZZOLO – VIGOR LAMEZIA 3-5

MARCATORE: 26’ pt Marletta (P); 35’ pt Lio (V); 47’ Cosa ® (V); 5’ st Lattanzio (V); 6’ st Cosa (V); 13’ St La Vaccara; 27’ st Spampinato (P); 74’ Condorelli (V);

PALAZZOLO: Grimaudo, Teriaca (Catania 1’ st), Trovato, Casisa, Tarascio, Favata, Spampinato, Marletta, La Vaccara, Arena, Giompaolo (7’ st Bennardo). A disposizione: (La Malfa, Di Giorgio, Gallo, Gatto, Velasco). All. Roberto La Malfa.

 VIGOR LAMEZIA: Forte, Tidei, Pisano, Biondo, Ginobili, Bognagni, Rondinelli, Cordiano, Cosa, Lio, Lattanzio. A disposizione: (Tucci, Simonetti, Perrelli, Di Piedi, Clasadonte, Zangara). All. Gigi Marulla.

TERNA: GABRILE TRASARTI DI TERAMO, TUDISCO E SANTORO di Catania.

SPETTATORI: 300.

Espulsi: Favata (P) per doppia ammonizione;

AMMONITI: La Vaccara (13’ pt); Marletta; Favata (P); Pisano 28’ pt; 74’ allontanato il tecnico della Vigor Marulla; Rondinella (V), Lio (V).

RECUPERI: 2’ pt; 4’ st

SOSTITUZIONI GARA
VIGOR LAMEZIA: 60’ PERRELLI – LATTANZIO; 65’ DI PIEDI – COSA; 71’ CHIRICO’-BIONDO
PALAZZOLO: TERIACA-CATANIA 46’; BENNARDO GIOMPAOLO 52’.

ESPULSO AL 79’ FAVATA DEL PALAZZOLO

ALLONTANATO L’ALLENATORE DELLA VIGOR

ANGOLI: 10 X 3 PER IL PALAZZOLO

PRIMO TEMPO: 1’ Cross di Teriaca, tiro centrale di La Vaccara, palla sopra la traversa; 4’
ci prova Casisa da distanza, fuori. 10’ Teriaca sulla destra, entra in area ma calcia alto; 17’ su rimessa laterale Casisa mette un pallone invitante ma l’attacco gialloverde non approfitta; 19’ azione di Arena che riceve palla da Teriaca, salta due avversari ma Forte è più bravo a parare con un tuffo; 30’ rigore del Lamezia: Cosa fallisce; 26’ GOL PALAZZOLO: Marletta su calcio d’angolo, dopo una serie di ribattute; 35’ punizione di Lio, GOL. Il Palazzolo per l’ennesima volta non riesce a gestire ne di difendere il vantaggio; 44’ cross di La Vaccara che non viene sfruttato da Casisa; 2’recupero.

Sottile opera di demolizione da parte della Lega, con due ammoniti palazzolesi nel giro di 10 mn la vaccara e marletta. Siamo alle solite il Palazzolo non riesce a gestire il vantaggio, ma ci mette anche lo zampino un arbitraggio poco convi. convincente, con sig da Taranto che concede ben due rigori ai lamertini con Cosa sul dischetto che prima sbaglia ma poi si fa perdonare per l’errore commesso. Non è sembrata preparata al meglio la squadra del Palazzolo contro le individualità eccezionale della Vigor Lamezia: Cosa, Lio, Lattanzio. Gli altri vengono a fare gli eroi e l’atteggiamento sempre ostile degli arbitri….

SECONDO TEMPO: 1’ sost. P: Catania per Teriaca; 5’ GOL VIGOR: Lattanzio: su cross di Biondo; 6’ GOL VIGOR CON Cosa su azione di Lattanzio; 7’ sost. P: Bennardo per Giompaolo; 9’ sost. V: Perrelli per Lattanzio; 13’GOL PALAZZOLO: La Vaccara; 21’ Arena cerca il gol, uscita del portiere che gli toglie la palla dai piedi; 22’ punizione di Casisa, deviazione della difesa lametina; sost. V: Chiricò per Biondo; 27’ GOL PALAZZOLO: Spampinato; 74’ GOL VIGOR: Condorelli. Recupero: 4’.

A fine gara il presidente del Palazzolo ha reso ufficiale la sua decisione, presa da tempo, di lasciare il comando dopo sei anni di campionato: “Signori, il mio viaggio, la mia missione, la mia passione, tutto, finisce qui!”. E’ il congedo del Presidente Rosario Scrofani, e non per la sconfitta subita per opera del Lamezia. Affatto. Erano giorni che il presidente Scrofani mediatava una delle decisioni più sofferte della sua vita. E lo ha fatto in una sorte di “uno contro tutti”, con il solo sostegno della moglie. Alla fine solo un’ esclamazione: “Basta!”

Questo il saluto di Rosario Scrofani, che racconta in sintesi la sua storia calcistica.
“Non ho nulla da rimproverarmi. Ho sempre condotto i miei progetti al vertice mettendoci sempre anima e cuore. In questo momento, se dovessero tagliarmi le vene, non sgorgherebbe nemmeno sangue. Raggelante la mia decisione. Lo credo bene. Soffro, in silenzio. Mi spiace lasciare, ma devo. E lo faccio nella forma migliore: ho fatto divertire tutti i palazzolesi appassionati di vero calcio. A questa città ho regalato un grande sogno: la serie D. A questa città ho regalato anche una straordinaria struttura sportiva che tutti ci invidiano. Da Roma in giù. L’ho creato io questo stadio, non il Comune. Ma un piccolo privato, Rosario Scrofani. E’ tutto scritto, amici miei. Anche quando non ci sarò più, tra cento anni, lascerò un ricordo bellissimo ai palazzolesi. Ne sono certo. E il fatto che tutti ricorderanno sarà la soddisfazione più grande che mi resterà”.


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