Ultime news

Calcio: Siracusa fuori dai play off. Sfuma il sogno promozione

Tutto finito. Allo stadio “Flaminio” di Roma va in scena lo stesso film di domenica scorsa. Siracusa in vantaggio per due reti a zero. Ripresa: risultato capovolto e tre a due finale. Roba da non crederci. Film horror da Premio Oscar. Per sperare ancora in un piazzamento play off, bisognava espugnare la Capitale. Nessuno prima era riuscito in questa impresa. Cisco Roma, migliore difesa del torneo, e ancora imbattuta tra le mura amiche. Ma il Siracusa vuol provarci. La formazione è la stessa che è scesa in campo contro il Catanzaro. Castelli tra i pali. Difesa a quattro formata da Nigro, De Pascale, Donadoni e Perricone. Ancora esterno, dunque. Panchina per il rientrante Capocchiano. Linea di mediana composta da Matinella, Berti, Cardinale e Bufalino. Con quest’ultimo ad agire vicino le punte. Riconfermate: Dal Rio e Dalì.

Il primo tempo è perfetto, ancora una volta. Squadra organizzata, che senza farsi prendere dalla troppa frenesia controlla bene il campo ed avanza. Primi affondi, primi gol. A sbloccare il risultato ci pensa Lorenzo Dal Rio. Che raggiunge, così, la doppia cifra. Decima rete in campionato per il centravanti bolognese. Il raddoppio di un bel Siracusa è opera di Bufalino. Protagonista in positivo di questo finale di stagione. Poco prima del duplice fischio è Dalì a sfiorare la terza marcatura. Tutto va per il meglio. Nella seconda frazione mister Incocciati manda in campo, prima, Di Vicino e poi Ciofani. I romani accorciano. Uno a due. E’ il gol che mette paura agli azzurri. Impossibile non pensare a ciò che è successo sette giorni prima. I locali ne approfittano e spingono sull’acceleratore. Gli aretusei si difendono. Respingendo ogni colpo. Ma il cuore, questa volta, non basta. A sette dalla fine, allora, la doccia fredda. All’83’ giunge il pari della Cisco Roma. Il Siracusa si rituffa in avanti con la forza della disperazione, e in azione di contropiede, nei minuti di recupero, subisce il terzo gol. Che sa proprio di beffa.

Sembra Siracusa-Catanzaro. Azzurri in lacrime in mezzo al campo. E stagione finita. Sfumano così (dopo quattro sconfitte consecutive) i sogni di gloria. Vincendo domenica, nell’ultima di campionato, infatti, il Siracusa si porterebbe ad un solo punto dal Barletta. Un punto. Il punto che determina una stagione intera. Sperare nel colpaccio di un Manfredonia con la testa alle vacanze, in casa del Brindisi, e poi nella classifica avulsa sembra utopistico. Pura fantasia se vogliamo.

Meglio lavorare e concentrarsi sin da subito in previsione del prossimo campionato. La base è più che buona. Rialzarsi in fretta, dunque, e ripartire. Il professionismo è un patrimonio, che va tenuto stretto. Siracusa non può dimenticare i quindici anni passati tra i campi più sperduti della Sicilia. E i sacrifici di tutti per uscire dall’inferno dell’Eccellenza, prima, e della Serie D, dopo. Se oggi recriminiamo, da neopromossi, per un sesto posto in Seconda Divisione, significa che nelle ultime annate si è lavorato bene. Ieri venivamo umiliati a Francavilla sul Sinni, oggi usciamo a testa alta da Roma.

di Antonio Midolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo

© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni

Le notizie più lette di oggi