Solitamente dopo una sconfitta i complimenti degli avversari servono a poco, e non fanno poi tanto piacere. Anzi, tutt’altro, mi verrebbe da aggiungere. Inutile negarlo. Ieri però è stato diverso. Presente in incognito in tribuna al “Ceravolo” (stadio che fino a tre anni fa ha ospitato partite di Serie B), ho avuto la fortuna di assistere ad un primo tempo giocato dal Siracusa alla perfezione. Non ci sono altre parole per descrivere i primi quarantacinque minuti di ieri.
I complimenti per la “mia” squadra si sprecavano. Gli stessi tifosi giallorossi sembravano stupiti “la migliore squadra vista da queste parti” oppure “ma questi sono forti”, o ancora, “oggi non sarà facile”. Quello che mi ha maggiormente colpito, in positivo, è stata la forte personalità dimostrata al cospetto della capolista indiscussa del girone. Come a dire, noi siamo il Siracusa e non temiamo nessuno. Possiamo giocarcela anche qui. Ritmi altissimi, quasi impressionanti. Altro che Seconda Divisione. Magari sono mancate le occasioni da gol, ma vero calcio, quello mostrato dai ventidue in campo.
Di quello difficile da vedere anche in categorie superiori. Facile intuire come i nostri stessero attuando alla lettera, forse come mai prima d’ora, le indicazioni della vigilia di mister Giuliano Sonzogni. Difesa impenetrabile con Iodice bravissimo nello stoppare i temutissimi avanti locali e Perricone lesto ad anticipare ogni loro contromossa. A centrocampo giganteggiava l’esperto Cardinale, ogni pallone passava dai suoi piedi, coadiuvato come meglio non si poteva da due classe 1989 come Giurdanella e Lewandowski. Continuando così di loro non potremo che sentir parlare in futuro. In avanti tanta corsa per gli esterni Pagani e Bufalino, e tanto lavoro sporco per l’unico punto di riferimento, Dal Rio. Qualche metro più giù, Capocchiano faceva il suo e Nigro si spingeva anche in avanti.
Mentre Cecere esprimeva la solita sicurezza. Nella ripresa, però, il copione cambia. Notevolmente. Al Catanzaro bastano otto minuti. Non di più. Gol a freddo – non esiste migliore soluzione per tagliare le gambe agli avversari – ed espulsione del giocatore più importante fino a quel momento, Cardinale. Una cavolata che da uno come lui, dall’alto della sua esperienza non ci si aspetta. Peccato. La sensazione che è già arrivato il momento dei titoli di coda è forte. E la conferma arriva quattro minuti più tardi. I calabresi raddoppiano. Ciano sembra Di Cuonzo (autore della prima rete), gol fotocopia. Che in queste due marcature ci sia lo zampino di un certo Gaetano Auteri, siamo sicuri. Le altre due realizzazioni, una per parte, contano poco. La partita finisce al 53’.
E il Catanzaro vola sempre più in classifica. Meritatamente. I numeri parlano chiaro: più cinque sulla seconda, ad oggi la Cisco Roma. Senza dimenticare che senza la penalizzazione, il distacco sarebbe già di ben otto lunghezze. Numeri da record. Che consolidano il primato. Auteri non è certo nuovo a queste cavalcate. E il Siracusa? Gli azzurri hanno l’obbligo di ripartire da quel primo tempo. Lo meritano, loro stessi. I play off sono alla nostra portata. Non è questo il momento di fare drammi. Dopo quindici turni, giocati tutti in “trasferta”, l’attuale posizione di classifica non può che essere guardata con entusiasmo. Da domenica si torna a casa. E per il Siracusa inizierà un nuovo campionato. De Pascale e compagni non saranno più soli. Ma potranno contare su una marcia in più: i tifosi. Non vorremmo essere nei panni dei romani della, seppur forte, Cisco.
E a proposito di tifosi: Ieri qualcuno ha perso una ghiotta occasione. Bastava informarsi in tempo sui rapporti, di reciproco rispetto, che legano le tifoserie di Siracusa e Catanzaro e avere un minimo di buon senso, per consentire la trasferta ai siracusani. Sarebbe stata una festa, una festa completa. Quei pochi tifosi giunti a Catanzaro, chi con la tessera del tifoso, chi come me, mischiato ai locali, ha potuto constatare sin da subito, già nel pre-gara, come l’ospitalità nei nostri confronti sia stata perfetta.
di Antonio Midolo
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