Slittano a stasera le decisioni sul rischio idrogeologico del territorio siracusano. Il consiglio comunale di ieri sera, aperto a interventi esterni, convocato su richiesta di Alberto Palestro, si è concluso con una nulla di fatto perché al momento del voto è mancato il numero legale (18 presenti su un minimo di 21).
Il dibattito è servito ad illustrare le varie posizioni in campo e ad illustrare i due atti di indirizzo, rivolti all’Amministrazione, che stasera alle 19 saranno proposti al giudizio dell’aula: uno porta la firma dello stesso Palestro, l’altro è di Giovanni Raddino.
Il primo a prendere la parola è stato Palestro che, dopo una breve disamina della situazione del territorio, ha dedicato un’attenzione particolare alla zona di Epipoli, soggetta ad allagamenti in caso di pioggia. L’esponente della maggioranza ha invitato l’amministrazione a tenere alta l’attenzione in maniera costante e a coinvolgere le deputazioni nazionale e regionale nel reperimento delle risorse. Ma è necessario, ha chiarito, che il Comune appronti entro sei mesi dei progetti cantierabili per Villaggio Miano, Tivoli, Neapolis e Cassibile, “perché non si possono fornire alibi ad alcuno”. Poi ha concluso chiedendo un impegno sul piano di riassetto idrogeologico (Pai), che è di competenza della Regione, affinché venga aggiornato per la parte riguardante Siracusa e lo si armonizzi con il piano di protezione civile comunale.
Nell’ordine dei lavori, il presidente Edy Bandiera ha dato la parola agli interventi esterni. Il primo a parlare è stato i presidente della circoscrizione Epipoli, Gaetano Favara, che ha chiesto un progetto cantierabile per completare il canale di gronda realizzato dalla Provincia ma che non è stato completato con lo scarico a mare, ragione per cui le acque finiscono a Pantanelli. A Favara, ha fatto eco Pasquale Aliffi del Comitato cittadini di Epipoli che ha descritto le situazioni di disagi sofferte da residenti del quartiere a causa degli allagamenti.
Lo stato delle cose è stato descritto direttamente dal sindaco, Roberto Visentin, che ha subito ricordato come Siracusa, secondo una classifica di Legambiente pubblicata alla fine di dicembre, è ultima per rischio idrogeologico. Ciò non significa, ha chiarito, che il problema non esista tanto che sull’argomento l’Amministrazione ha i suoi progetti in corso. Sul Pai, ha spiegato che è di competenza della Regione, che è stato redatto nel 2006 e che individua come area a rischio quella dei Pantanelli e della zona dell’Anapo.
Sul piano degli interventi concreti, il sindaco ha annunciato entro marzo il progetto per completare il canale di gronda di Epipoli realizzato dalla Provincia, realizzando gli scarichi a mare: un’opera che costerà tra i 6 e gli 8 milioni di euro, a seconda del valore degli espropri. Più complesso il progetto di salvaguardia dell’area compresa tra Belvedere e Pizzuta: il costo potrebbe aggirarsi intorno ai 15 milioni di euro, ma si potrebbe intervenire per stralci funzionali. Più immediato da portare a termine sarà il progetto per convogliare verso il mare le acque piovane della zona di via Gela: l’attuale canale è utilizzato per le acque nere e la legge esclude un uso misto. Infine, l’Amministrazione è pronta a utilizzare le opere esistenti per migliorare l’attuale deflusso complessivo delle acque piovane.
Poi ha preso la parola Giovanni Raddino, per illustrare il suo atto di indirizzo. Il consigliere ha ricordato i rischi di alluvione presenti, come quella del settembre del 2003, a causa dell’utilizzo del territorio e delle variazioni climatiche. Poi ha illustrato la sua proposta finalizzata a obbligare l’Amministrazione ad adeguarsi alle nuove linee guida sul rischio idrogeologico emesse nel 2010 dalla Regione e a fornire le giuste risorse in sede di Bilancio di previsione, anche accedendo ai fondi strutturali europei.
Sergio Bonafede ha sollevato il problema della sicurezza del Centro operativo comunale della Protezione civile, che oggi si trova proprio a Pantanelli, tema questo ripreso anche da Sebastiano Di Natale, che poi ha stigmatizzato i ritardi accumulati negli interventi in favore di Epipoli.
Ettore Di Giovanni ha allargato la prospettiva ad altre zone della città, chiedendo di bloccare i progetti edilizi previsti in via Elorina, per la sua vicinanza a Pantanelli, e i piani costruttivi di Tremmilia, dove prima è necessario realizzare le opera a salvaguardia del territorio.
Anche Salvo Sorbello ha messo in guardia contro le conseguenze che possono avere le nuove edificazioni. È importante, ha aggiunto, avere un quadro completo dei rischi presenti nelle varie zone della città, per sapere come comportarsi in caso di alluvione. Per Salvo Cavarra, il progetto di completamento del canale di gronda a Epipoli resterà solo sulla carta “perché l’Amministrazione non è ancora riuscita a reperire i fondi, operazione che in futuro sarà sempre più difficile portare a compimento”.
Sulla stessa posizione anche Giancarlo Garozzo, per il quale “l’Amministrazione riesce solo ad accendere mutui e non riesce mai ad accedere a risorse esterne”. Garozzo ha accusato la maggioranza di avere destinato ad altri capitoli i pochi soldi che si tentava di inserire in bilancio per le opere di salvaguardia, evidenziando infine come i piani annunciati dal sindaco abbiano escluso la zona di Tivoli, che è ad alto rischio.
Paolo Romano ha evidenziato la situazione di Cassibile, indicando come pericolosi la zona di via degli Ulivi, contrada Palazzo e il nuovo ponte sulla Statale 115. Per Romano, nella redazione dei piani per il territorio si deve puntare all’interesse generale a non salvaguardare singole posizioni.
Ultimo intervento è stato di Raimondo Giordano che ha difeso l’azione dell’Amministrazione e poi ripreso il tema di Epipoli, chiedendo il completamento del canale di gronda.