Concluso con l’approvazione di quattro diverse mozioni il dibattito in Consiglio comunale sull’inquinamento da polveri sottili interrotto lunedì scorso. La seduta, alla quale ha partecipato il sindaco Roberto Visentin, è stata dedicata in gran parte al dibattito politico sul protesta dei consiglieri che giovedì hanno abbandonato l’aula; inoltre, sono stati approvati senza dibattito lo schema di regolamento per i centri anziani – che così potranno uscire dalla gestione commissariale – e la concessione in comodato gratuito di un terreno all’associazione Figli delle Fate, per la realizzazione di un centro per i soggetti autistici.
La prima parte della seduta consiliare è stata dedicata al dibattito politico sui fatti della sera precedente. Il primo ad intervenire è stato Alberto Palestro che ha chiesto una riflessione politica anche da parte degli assessori rispetto alla istanze che partono dal consiglio comunale.
Per Claudio Fortuna, occorre mettere ordine nella compagine di governo perché tra i cittadini c’è una insoddisfazione diffusa. Raimondo Giordano ha criticato la nomina di Sebastiano Burgaretta ad assessore Giancarlo Garozzo ha evidenziato come le critiche interne alla maggioranza sono le stesse che l’opposizione muove da un anno e mezzo. Per Sergio Bonafede, la gente è stanca della politica della poltrone. Secondo Paolo Romano, la responsabilità dell’impasse politica è di chi siede al tavolo delle trattative per il sottogoverno ma i consiglieri non devono essere complici di questo sistema bloccando anche i lavori dell’assise cittadina.
Giovanni Moncada ha precisato di non avere firmato il documento dei dissidenti ma di avere lasciato l’aula perché lo condivide. Domenico Richiusa ha detto che la città è in difficoltà e che il consiglio comunale è l’immagine della maniera di amministrarla. Secondo Corrado Grasso, le riunioni di coalizione sono una maniera di gestire potere e il Consiglio deve restarne fuori. Per Riccardo De Benedictis, la maggioranza è vittima del suo sistema ed è necessario più dialogo e rispetto del lavoro delle commissioni consiliari. Salvo Cavarra ha rivendicato l’allarme immobilismo lanciato un anno fa accusando l’incapacità dei leader del centrodestra a trovare un accordo sul sottogoverno. Secondo Marco Mastriani, quando accade a Siracusa è l’effetto della crisi regionale. Carmen Castelluccio ha parlato di fallimento della maggioranza, che oggi si esprime come se fosse opposizione.
Nella replica, il sindaco Visentin ha detto che si farà portavoce dei malumori dei consiglieri, riconoscendo la necessità di arrivare ad una sintesi, affermando: “Ma i nostri problemi sono altri e abbiamo il dovere di continuare a lavorare per la città per non cadere nello stesso errore di chi sta trattando dentro la coalizione”. Visentin ha poi spiegato che la nomina di Burgaretta è stata fatta perché lo Statuto prevede che la Giunta per deliberare deve essere interamente composta. Burgaretta è il commissario provinciale del Mpa, ha precisato, quindi è stata una scelta “tecnica” in attesa che si concluda la verifica.
Terminato il dibattito sui fatti della precedente seduta, via libera, con 14 sì e 5 astensioni, anche al progetto di videosorveglianza del Pon sicurezza per l’installazione in città di 80 telecamere. Sul punto i consiglieri Giancarlo Garozzo e Roberto De Benedictis hanno sollevato perplessità, perché non è stato possibile analizzare il posizionamento degli impianti, ritenuti comunque in numero eccessivo. Il sindaco Visentin ha precisato che il progetto e l’appalto sono stati curati direttamente dal ministero dell’Interno, che ha deciso anche sulla collocazione delle telecamere.
Sulle Pm 10, il dibatto è ripreso con l’intervento di Salvo Sorbello che, dopo avere espresso preoccupazione per i livelli di inquinamento e per l’alto numero di giorni in cui si superano i limiti consentiti, ha chiesto di lavorare per conoscere la caratterizzazione delle polveri, così da adottare le contromisure necessarie per la salute dei cittadini.
A Sorbello ha subito risposto il dirigente del settore Ambiente del Comune, Luciano Sansalone, che ha annunciato per la prossima settimana la composizione di un tavolo tecnico tra gli enti competenti allo scopo di arrivare ad un nuovo protocollo che approfondisca i livelli di analisi del fenomeno. Al tavolo, ha detto Sansalone, sarà invitata anche la Motorizzazione visto che Siracusa ha uno dei parchi auto più obsoleti d’Italia.
Antonio Grasso ha preso la parola subito dopo, sollevando dubbi sul reale rispetto delle ordinanze adottate dal sindaco per limitare il traffico delle auto, chiedendo quindi più controlli. Corrado Grasso ha invece puntato il dito contro la Regione che è assente nella guerra della città all’inquinamento atmosferico. Fabio Rodante ha evidenziato la necessità di coinvolgere le industrie nella lotta alle Pm 10, chiedendo all’Amministrazione ad investire sul verde pubblico e sulla mobilità sostenibile.
Infine, c’è stata la replica dell’assessore all’Ambiente, Alessandro Spadaro, che ha invitato i consiglieri a collaborare costantemente con gli uffici sull’argomento. Spadaro ha condiviso la necessità di arrivare al più presto alla caratterizzazione delle polveri perché così sarà possibile “capire anche quali sono le vere fonti di inquinamento”. Secondo l’assessore, è importante che sia un’istituzione sovracomunale ad organizzare la rete di rilevamento per capire l’esatta provenienze delle polveri; inoltre si dovrà arrivare ad un nuovo protocollo di intesa per richiamare ciascuno alle rispettive responsabilità.
Il consiglio comunale ha approvato inoltre le quattro mozioni presentate nel corso del dibattito. La prima, illustrata da Carmen Castelluccio (passata all’unanimità), chiede maggiori controlli ed approfondimenti di tipo scientifico sull’inquinamento atmosferico, l’adozione di un “piano del verde”, l’istituzione della Consulta per l’ambiente e l’incentivazione dell’uso delle biciblette; la seconda, proposta da Riccardo De Benedictis (passata con una sola astensione) prevede l’istituzione di un Laboratorio tecnico di livello internazionale che si riunisca a Siracusa ogni sei mesi, per il quale prevedere già da quest’anno in bilancio una spesa di 25 mila euro; la terza, primo firmatario Raimondo Giordano (votata a maggioranza) punta all’istituzione della Consulta dell’ambiente, lasciando al sindaco la decisione sulla sua composizione; la quarta, primo firmatario Fabio Rodante (approvata all’unanimità), punta sulla potenziamento delle attività di Agenda 21, attraverso la costituzione di un consiglio direttivo aperto agli enti e alle associazioni, e la firma di protocolli di intesa con le industrie per la redazione dei bilanci ambientali previsti dalla legge.
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