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Consiglio comunale Siracusa: riforma decentramento, si rimanda il voto.Ufficializzata nascita di “Futuro e libertà per l’Italia”

Due ore e mezza di dibattito non sono bastati al consiglio comunale per approvare le tre proposte sulla riforma delle circoscrizioni in discussione ieri sera. Il confronto tra i gruppi si è arenato al momento del voto sulla modifica del sezione 1 del titolo V dello Statuto, per la quale è prevista la maggioranza qualificata di 27 consiglieri.

I voti favorevoli sono stati 24; il regolamento, in questi casi, prevede che tutto venga rinviato di 30 giorni. A quel punto l’assise ha deciso di spostare anche il voto sulle altre due proposte che riguardano le circoscrizioni: quella sulle funzioni amministrative e quella sui regolamenti di decentramento e di contabilità.

Alla fine, il Consiglio ha approvato, con tre astensioni, la modifica della denominazione di via dell’Amianto in via delle Vittime dell’amianto.

In apertura di lavori, Paolo Romano ha ufficialmente annunciato la costituzione del gruppo Futuro e libertà per l’Italia, del quale fanno parte anche Salvatore Cavarra, Fabio Rodante e Corrado Grasso, che sarà capogruppo. Romano, Rodante e Grasso erano gli ultimi tre componenti del gruppo “Pdl Berlusconi presidente”, che così scompare dal Consiglio; l’adesione di Cavarra comporta la contestuale scomparsa dal Consiglio anche di “Polietica cristiana An-Pdl” e il passaggio dei due consiglieri rimanenti (Giancarlo Lo Manto e Salvatore Liuzzo) al gruppo misto.

Nel merito dell’ordine del giorno, il presidente Edy Bandiera ha dato subito la parola all’assessore al Decentramento, Giuseppe Casella, che ha evidenziato il proficuo lavoro svolto nel mese intercorso tra la seduta di ieri e la precedente convocazione sullo stesso argomento. Secondo l’assessore Casella, le riunioni svolte sono servite a mettere a punto una valida proposta sul decentramento.
Il dibattito politico è stato aperto da Giancarlo Garozzo, che ha difeso la proposta presentata dall’opposizione e che, a suo parere, è stata ignorata dalla soluzione indicata dall’Amministrazione. Secondo Garozzo, le proposte in discussione sviliscono il ruolo della circoscrizioni.
Ettore Di Giovanni, dopo avere sottolineato come non sia chiara la proposta dell’Amministrazione sull’argomento, ha posto sul tavolo la decisione della Giunta di togliere, in sede di assestamento di bilancio, i 50 mila euro previsti per le circoscrizioni.

Per Paolo Romano, quella in discussione non è una vera riforma del decentramento perché non si tocca il principio di sussidiarietà e della rappresentanza delle istanze. “Non c’è – ha concluso – una vera volontà politica a favorire il decentramento”.
Secondo Riccardo De Benedictis, la proposta dell’Amministrazione mette in discussione un’idea di democrazia che trae legittimazione dalla rappresentanza di base e il taglio dei fondi per le circoscrizioni ne è la conferma.

Sul punto a risposto l’assessore Casella.”In questa fase – ha spiegato – stiamo applicando la legge che stabilisce le attribuzioni da dare ai quartieri. Superato questo passaggio, per forza di cose dovranno essere date le risorse necessarie”.
Marco Mastriani ha introdotto un nuovo elemento, ricordando che alla Regione è in discussione un provvedimento che porterà alla cancellazione delle circoscrizioni a Siracusa e nelle città con meno di 250 mila abitanti. Poi ha annunciato un emendamento per introdurre nuovamente in bilancio lo stanziamento di 50 mila euro per i quartieri.

Carmen Castelluccio ha accusato l’assessore al Decentramento di non aver difeso i soldi stanziati per i quartieri, che così non potranno fare nulla in vista delle festività natalizie.
Salvo Sorbello ha ripreso l’argomento di Mastriani, accusando, tra le proteste, il centrosinistra (e quindi il Pd) di appoggiare alla Regione la proposta che eliminerà i quartieri a Siracusa.
Piero Maltese ha detto di essere favorevole alle circoscrizioni pur ammettendo che necessita una riforma, e ha annunciato il voto favorevole alla proposta della Giunta “a prescindere dalle decisioni che saranno prese a Palermo”.

Per Salvatore Castagnino, l’assessore al Decentramento avrebbe dovuto difendere i soldi destinati ai quartieri, ma non poteva farlo perché appartiene al partito del presidente della Regione.
Anche secondo Alberto Palestro, qualsiasi decisione presa dal consiglio comunale rischia di essere inutile se passerà la proposta in discussione alla Regione e ha annunciato la presentazione di un emendamento in quella sede da parte del suo partito.
Sulla stessa linea pure la posizione di Corrado Grasso, per il quale qualsiasi esigenza di taglio ai costi della politica non può essere perseguita eliminando le circoscrizioni.

Infine, Garozzo ha ripreso la parola per difendere la proposta dell’opposizione che punta alla modifica del regolamento di contabilità proprio per dare più risorse alle circoscrizioni, mentre Alfredo Foti ha replicato a chi accusava il Pd di sostenere le proposte della giunta regionale, affermando che tale impostazione è figlia delle leggi finanziarie del governo nazionale.

Le repliche dell’Amministrazione sono state pronunciate dai due assessori presenti in aula. Roberto Di Mauro, con delega al Bilancio, ha detto che l’Amministrazione è pronta a recuperare i 50 mila euro; poi si è detto sorpreso del fatto che molti consiglieri abbiano puntato il dito su questo specifico taglio mentre non sono stati evidenziati i problemi cui il Comune va incontro a causa dei minori trasferimenti da Stato e Regione. L’assessore al Decentramento, Casella, ha respinto le accuse mosse dai consiglieri, ribadendo la posizione dell’Amministrazione a difesa delle circoscrizioni anche attraverso le proposte portate all’attenzione del Consiglio.

A questo punto, il presidente Bandiera ha messo ai voti gli emendamenti alla proposta di modifica dello Statuto, non senza prima avere precisato che era necessaria la maggioranza di 27 voti. Il primo emendamento, presentato dalla commissione Decentramento e illustrato dal presidente Giuseppe Leone, riguardava l’elezione e la sfiducia dei presidenti delle circoscrizioni ma ha ottenuto solo 24 sì e 9 no. Al presidente Bandiera non restava altro che rinviare il voto di 30 giorni.

Passati al punto sull’attribuzione della funzioni alle circoscrizioni, il presidente Bandiera ha dato la parola per la relazione al dirigente del settore Decentramento, Vincenzo Migliore. Questi, però, evidenziava come si rischiasse di dar vita a una discussione monca proprio per la mancata approvazione della riforma dello Statuto, dove è prevista, tra l’altro, l’introduzione della conferenza Comune-autonomie decentrate. Interveniva, allora, Giancarlo Lo Manto che chiedeva di spostare la discussione di un mese, proposta accolta all’unanimità.
La stessa cosa, su proposta Mastriani, veniva decisa per il terzo punto all’ordine del giorno, sulle modifiche ai regolamenti di decentramento e di contabilità. L’opposizione, che ha presentato la proposta, manifestava la sua contrarietà ma il rinvio veniva approvato con 20 sì un’astensione e 8 no.

Sono bastati pochi minuti per approvare, invece, la modifica della denominazione di via dell’Amianto in via delle Vittime dell’amianto. Si sono astenuti Di Giovanni, Palestro e Giuseppe Impallomeni, che hanno chiesto, invece di operazioni simboliche, una più radicale bonifica dalla presenza dell’amianto in città, a partire dal sito dell’ex Eternit.

L’ultimo punto, riguardante la modifica del regolamento sull’accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, su proposta del presidente Bandiera è stato rinviato a data da destinarsi per l’assenza del dirigente competente e per consentire un chiarimento tra lo stesso dirigente e gli autori della proposta. Il rinvio è passato con la sola astensione di Garozzo.

Il consiglio comunale torna a riunirsi giovedì prossimo per discutere dell’assestamento di bilancio.


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