Contrasto al caporalato, il sottosegretario Sibilia firma il protocollo: “stop all’evasione e basta tendopoli a Cassibile”

Parte integrante e operativa di questo protocollo è l’istituzione di uno sportello mobile multifunzionale con specifica missione di supporto ed assistenza sanitaria, legale, psicologica a tutte le persone che arrivano o che si trovano già in Italia e vogliono lavorare in regola

Firmata in Prefettura alla presenza del sottosegretario dell’Interno, Carlo Sibilia, la “Convenzione di cooperazione per il contrasto al caporalato e al lavoro sommerso irregolare in agricoltura”. All’interno della convenzione sono previste azioni coordinate di contrasto alle forme di sfruttamento dei lavoratori agricoli, con particolare riferimento agli stagionali.

In pratica si tratta di un “modello” che consentirà ai lavoratori stagionali e non di poter svolgere il proprio compito in modo del tutto chiaro, oltre a voler essere un modus operandi per disincentivare il fenomeno del caporalato e del sommerso. Ma non solo, perchè grazie allo smantellamento dell’hotspot di Augusta saranno messi a disposizione 17 moduli per evitare il fenomeno delle baracche o delle tende nei campi, come accaduto negli ultimi anni a Cassibile.

Il caporalato – ha spiegato Sibilia – è di fatto un business da 4,8 miliardi con una ricaduta di 1,8 miliardi di euro di evasione fiscale. Il fenomeno è incentrato sullo sfruttamento di manodopera a basso costo non solo nel settore dell’agricoltura ma anche in quello della sanità e dell’alta moda e riguarda tutta l’Italia da Nord a Sud. Il protocollo che oggi siamo qui a  sottoscrivere è fondamentale, perché va a combattere una piaga che coinvolge 430.000 persone in Italia. L’aspetto positivo – aggiunge il sottosegretario- è che l’attenzione delle forze dell’ordine, anche grazie alla legge del 2016, ha consentito di arrestare 164 persone nel biennio 2018 – 2019 e di recuperare 30 milioni di euro di evasione, grazie anche all’aumento  del 60% dei controlli”.

Come precisato dal sottosegretario nel 2019 su 96.000 lavoratori il 30% risultava irregolare mentre 3000 lavoratori sono risultati sfruttati. “Questi numeri – prosegue – la dicono lunga sull’importanza della collaborazione, che oggi qui si sancisce, tra enti diversi, istituzioni, Forze dell’ordine, organizzazioni sindacali e datoriali, autorità sanitarie, la Croce Rossa, associazioni assistenziali e di volontariato”.

Parte integrante e operativa di questo protocollo è l’istituzione di uno sportello mobile multifunzionale con specifica missione di supporto ed assistenza sanitaria, legale, psicologica a tutte le persone che arrivano o che si trovano già in Italia e vogliono lavorare in regola. “Contiamo da oggi di replicare un simile progetto in altre aree del Paese – ha concluso Sibilia -, per aggredire con ogni mezzo un fenomeno come quello del caporalato, che produce vittime assimilabili a quelle della tratta di esseri umani, creando gli schiavi 2.0, indegni di un Paese civile”.


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