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D&G a Siracusa. Miceli (Cna): “grandi eventi, banco di prova delle scelte che vuole fare il capoluogo”

“Si discuta su eventuali restauri ma non sull’impossibilità a priori di utilizzo di spazi fondamentali per il continuo posizionamento di Siracusa nel mondo"

“Prima di intervenire abbiamo atteso la conclusione di queste frenetiche giornate siracusane, ore caratterizzate da tanta adrenalina ed emozione e dalla solita, seppur minoritaria, critica a tutti i costi”. A parlare è Gianpaolo Miceli, segretario provinciale di Cna Siracusa, commentando la tre giorni siracusana che Dolce e Gabbana hanno dedicato al decennale delle loro collezioni di Alta Moda in Italia. Archiviata la kermesse di alta moda promossa da Dolce & Gabbana e con l’approssimarsi dei concerti nella cavea del Teatro Greco, Cna Siracusa prova a esprimere il suo punto di vista sul dibattito che, con diverse argomentazioni, sta caratterizzando il confronto pubblico nel capoluogo.

“Solo nel capoluogo però – ricorda Miceli – perché nel resto del nostro territorio dobbiamo riconoscere che le comunità sono decisamente più coese nell’accettare la proiezione di un sud est siciliano ormai sotto i riflettori del mondo, avviando da subito le riflessioni su come gestire questi processi. Le giornate dell’alta moda hanno determinato una ricaduta fortissima, non solo in termini di immagine ma anche di maestranze al lavoro molte imprese della nostra organizzazione sono state coinvolte in numerose attività, dalla ricettività all’acconciatura e all’estetica, dalla logistica alla ristorazione fino all’utilizzo di spazi e location. Decine e decine di micro e piccole imprese al lavoro rappresentano solo un pezzo di vantaggio competitivo di questa esperienza. Inutile raccontare altri scenari, la città ha ricevuto una spinta poderosa che deve stimolarci ad elevare la qualità della nostra offerta abbiamo maestranze di assoluta qualità, agenzie in grado di gestire eventi di portata internazionale ed è cruciale farne tesoro. Siamo nelle condizioni di “internalizzare” quasi tutto ma, spesso, ci troviamo sopraffatti da operatori esterni. Inutile lamentarsi, piuttosto serve far tesoro delle esperienze e alzare il livello della nostra offerta”.

Nel farlo, secondo Miceli, è necessario agire con forza su tanti aspetti che frenano la nostra attrattività, dai trasporti alla gestione dei rifiuti, solo per citarne alcuni. Tra questi l’utilizzo di contenitori e monumenti, con un confronto scevro da tanti, forse troppi, preconcetti di tutte le fazioni.

“Si discuta su eventuali restauri ma non sull’impossibilità a priori di utilizzo di spazi fondamentali per il continuo posizionamento di Siracusa nel mondo. È illogico polemizzare su eventi che riempiono alberghi, pubblici esercizi e coinvolgono tutta la filiera dei servizi – conclude Miceli – pensiamo piuttosto a stimolarli senza commettere l’errore di rimanere come siamo, senza alzare cioè la qualità della nostra offerta. Certo sarà necessario ripensare spazi troppo congestionati ed equilibrare esigenze diverse, ma è un percorso inevitabile così come è inevitabile la bellezza dei nostri luoghi che il mondo sa riconoscere, talvolta, più di noi stessi. Sappiamo quanto sia difficile in questo tempo sedersi e discutere senza infingimenti ma è l’unica strada percorribile, chi saprà farlo avrà una marcia in più in una competizione globale in cui siamo definitivamente inseriti; non accorgersene sarebbe solo un vizio di autoreferenziale provincialismo”.


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