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Ferrovie a Siracusa, allarme della Cisl: “Trenitalia continua a tagliare, 9 carrozze in meno per Roma e pendolari sul bus”

Senza carrelli per la manovra, con l’ultimo treno per Roma ridotto a sole quattro carrozze e con i pendolari del mattino dirottati su un autobus. Sono queste le nuove pagine del libro scritto da Trenitalia per la ferrovia a Siracusa.

Alla stazione centrale di Siracusa, guasti i carrelli di manovra di ultima generazione, gli addetti sono costretti ad utilizzare vecchie locomotive elettriche destinate alla lunga percorrenza e oggi relegate allo spostamento delle carrozze.

“Manovre più difficili – sottolineano i segretari generali della Ust, Paolo Sanzaro, e della Fit, Franco Di Stefano – ma soprattutto a rischio sicurezza. I carrelli di ultima generazione, infatti, garantiscono una visuale completa della manovra, cosa impossibile utilizzando una locomotiva tradizionale.”
Ma il taglio più evidente riguarda il treno 1938 delle ore 19; l’ultimo per la Capitale.

“Le cesoie di Trenitalia hanno eliminato, tout court – aggiungono Sanzaro e Di Stefano – ben nove delle tredici carrozze presenti originariamente. Dei treni in partenza dalla Sicilia per Roma, è stato formato un solo convoglio. Quattro le carrozze in partenza da Siracusa, altrettante da Palermo e Catania. Dodici vagoni in tutto che, riuniti a Messina, non garantiscono più un’offerta adeguata.”
La Cisl sta ultimando un corposo libro bianco sulle ferrovie che, nei prossimi giorni, sarà presentato e successivamente inviato al Ministro, al Presidente della Regione, all’assessore ai Trasporti, alle deputazioni Nazionale e Regionale.

“C’è l’esatto polso della situazione con numeri e ricadute – commenta il segretario generale Paolo Sanzaro – Abbiamo raccolto tutte le nostre denunce a partire dal 2008; appelli inascoltati incredibilmente dalla politica.”

Ed a peggiorare la situazione l’ultima decisione contro i pendolari in partenza dalla zona sud della provincia e diretti alla zona industriale. Da pochi giorni anche il treno 8691, in partenza alle 6.23 da Modica e con fermate a Noto, Avola, Santa Teresa Longarini, è stato soppresso. Operai e studenti sono stati dirottati su un pullman. Questo ha, inevitabilmente, allungato i tempi di percorrenza visto che l’automezzo è costretto ad entrare in ogni paese per raggiungere le singole stazione ferroviarie.


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