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Ias: 12 milioni di euro per “salvarlo”. Il sindaco di Priolo, Pippo Gianni: “il depuratore lo prendiamo noi”

Il sindaco Gianni contesta la decisione della Regione di non ritirare il bando ("tra gli interventi previsti non rientrano le richieste della Procura nell'ordinanza di sequestro, quindi sarebbe necessario ritirarlo, rivederlo e in caso ripubblicarlo") e non crede nella volontà di Palermo di aspettare la nomina di un commissario

Servono 12 milioni di euro per Ias e il sindaco di Priolo Pippo Gianni si dice pronto a mettere a disposizione la somma necessaria per salvare l’impianto consortile di depurazione sfruttando l’avanzo di amministrazione che al momento è pari a 32 milioni di euro.

Per Ias la magistratura aveva richiesto la progettazione e la realizzazione di uno o più sistemi per la captazione e l’abbattimento degli odori prodotti dall’impianto tramite l’adeguamento dell’impianto di deodorizzazione costruito (mai funzionante, eccezion fatta per un nebulizzatore) oppure tramite la progettazione e realizzazione di un impianto ex novo “idoneo ed efficace allo scopo”. La Procura però ha accolto la richiesta della difesa di Ias, fissando al 15 aprile la nuova data per il versamento della fideiussione e per venire a conoscenza del cronoprogramma di investimenti necessari. Un termine, forse, in grado di dare già risposte concrete in questa querelle tra Regione Siciliana (socio di maggioranza dell’impianto attraverso l’Irsap) e Confindustria (in rappresentanza delle industrie socie di minoranza).

Per allora, si saprà se il bando per l’affidamento della gestione ordinaria, programmata e straordinaria degli impianti di depurazione per un periodo di 9 anni e un importo totale di poco più di 120,5 milioni di euro verrà ritirato (come chiesto in tavolo prefettizio da Confindustria), andrà deserto o sarà partecipato, magari da quegli investitori stranieri di cui si vocifera in questi giorni.

Ma intanto il sindaco Gianni contesta la decisione della Regione di non ritirare il bando (“tra gli interventi previsti non rientrano le richieste della Procura nell’ordinanza di sequestro, quindi sarebbe necessario ritirarlo, rivederlo e in caso ripubblicarlo”) e non crede nella volontà di Palermo di aspettare la nomina di un commissario. Ma il primo cittadino mette sul tavolo altre ipotesi: gestione ai privati ma controllo pubblico, applicazione dell’emendamento Cafeo (“cedere in concessione d’uso gli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione alle società di scopo che attualmente ne hanno la gestione, fino al definitivo subentro dei competenti gestori unici e fatto salvo l’ammortamento degli investimenti; in mancanza di società di scopo, gli impianti potranno essere trasferiti in concessione d’uso ai comuni maggiori utilizzatori”) o gestione diretta del Comune di Priolo: “io ho i soldi per farlo – sottolinea – dopodiché facciamo pagare ai privati o ci accordiamo ricevendo i soldi che oggi invece ricava Irsap”.


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