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La buona scuola non passa da Siracusa: tra soffitti crollati e infiltrazioni Quintiliano e Fermi ancora in sciopero

Doppia protesta, oggi, al liceo Quintiliano e all’istituto tecnico industriale Enrico Fermi. All’istituto di via Torino tutti fuori per chiedere maggiore attenzione verso le condizioni strutturali della scuola. Il dirigente scolastico, Alfonso Randazzo, puntualizza che sono state attivate da parte dell’istituto tutte le procedure per la messa in sicurezza della scuola, in particolare con indagini termografiche si sono potuti eliminare i pericoli imminenti di caduta calcinacci.

Alla luce di quanto è stato già fatto, lo scorso 19 settembre si è tenuta una conferenza di servizio con l’ex Provincia di Siracusa presieduta dal commissario straordinario Giovanni Arnone e i tecnici del Libero Consorzio. Il commissario aveva garantito che nel giro di una o due settimane sarebbe stata effettuata un’ulteriore indagine per la verifica statica dell’edificio, col fine di proseguire successivamente con la conclusione della messa in sicurezza dello stesso, ed i lavori di ripristino delle parti danneggiate in breve tempo. È solo che l’ente non ha soldi in cassa per provvedere alla sicurezza di circa 800 studenti iscritti.

I corridoi del quarto piano si presentano oggi per lunghi tratti con mattoni forati a vista dopo l’intervento di verifica dello scorso aprile. Nel frattempo 6 locali tra bagni, laboratori ed aule vennero dichiarati inagibili e chiusi, per paura di nuovi crolli: due bagni al secondo piano, due laboratori al terzo piano e due aule disegno sempre al terzo piano. Ma è l’intero edificio che ha bisogno di seri interventi di manutenzione. E gli studenti, in sciopero, pretendono proprio questo: sicurezza.

Luca Signorelli


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