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Nuovi avvisi di garanzia e sequestrato materiale informatico: Ias ancora sotto l’occhio della Procura

I consulenti della Procura contestano la gestione Ias in merito anche alle procedure di smaltimento dei fanghi e del loro mantenimento nell’impianto

Ias ancora sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Siracusa. Oltre all’indagine “No Fly”, infatti, gli inquirenti stanno portando parallelamente avanti un altro filone d’indagine. Proprio per questo motivo giovedì scorso gli uomini del Nictas si sono recati negli impianti del depuratore consortile Ias di Priolo, procedendo con il sequestro di materiale informatico e documentazione inerente l’attività svolta negli impianti. Da quanto si apprende, inoltre, dal Palazzo di Giustizia sono stati emessi nuovi avvisi di garanzia per inquinamento ambientale in concorso.

In pratica i consulenti della Procura contestano la gestione Ias in merito anche alle procedure di smaltimento dei fanghi e del loro mantenimento nell’impianto. Per il depuratore consortile, impianto che smaltisce tutti i fanghi provenienti dalla zona industriale, resta in piedi la richiesta della Procura – stabilita in occasione del primo filone d’indagine (No Fly) – sulla progettazione e realizzazione di uno o più sistemi per la captazione e l’abbattimento degli odori prodotti dall’impianto. In sintesi i pubblici ministeri che hanno portato avanti l’indagine hanno dato due possibilità a Ias: la prima prevede l’adeguamento dell’impianto di deodorizzazione costruito (mai funzionante, eccezion fatta per un nebulizzatore, secondo gli investigatori) oppure tramite la progettazione e realizzazione di un impianto ex novo “idoneo ed efficace allo scopo”.

Il depuratore consortile oltre a non essere mai stato soggetto ad Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e avere un’autorizzazione per lo scarico a mare scaduta da oltre 4 anni, è da anni nell’occhio del ciclone. I magistrati stanno verificando il grado di manutenzione degli impianti di depurazione delle acque e dei fanghi industriali e dei comuni di Priolo e Melilli (soci di minoranza della società, il cui azionista di maggioranza è il consorzio Irsap) ed eventuali responsabilità nella gestione. Non solo della struttura stessa, in condizioni quanto meno non ottimali, ma anche di tutto ciò che gira attorno e che consente al depuratore di scaricare in mare. Una situazione già sollevata dalle aziende del polo petrolchimico che da tempo chiedono di prendere in gestione l’impianto.

Intanto è bene dire che il depuratore consortile ha avviato l’istruttoria per essere sottoposto ad Aia regionale, così come richiesto dai Comuni di Siracusa e Priolo e dal Libero consorzio.


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