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Operazione al carcere di Augusta: sequestrati smartphone, microtelefoni e droga nella sezione di alta sicurezza

Circa 30 poliziotti penitenziari hanno preso parte all'operazione, condotta nelle sezioni del Reparto "Alta sicurezza" dove sono ristretti pericolosi detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza poiché soggetti facenti parte della criminalità organizzata

Nella serata di mercoledì, nella ampia struttura penitenziaria di Augusta, la polizia penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato 4 smartphone, 1 microtelefonini, diverse schede telefoniche e della sostanza stupefacente a disposizione di detenuti della sezione di alta sicurezza.

Circa 30 poliziotti penitenziari hanno preso parte all’operazione, condotta nelle sezioni del Reparto “Alta sicurezza” dove sono ristretti pericolosi detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza poiché soggetti facenti parte della criminalità organizzata. Il controllo, effettuato su persone e spazi, ha dato i suoi positivi risultati. Sono stati scoperti e sequestrati cellulari di diversi modelli, tra micro apparecchi e smartphone, sostanza stupefacente e diverse schede telefoniche nuove e vecchie con diversi cavi carica batterie. L’operazione deriva da un’intensa attività di intelligence dei baschi azzurri, coordinati dalla presenza del Comandante e del Vice, assieme a due sottufficiali che partecipano attivamente all’attività investigativa che porta a risultati evidenti, dove una squadra di poliziotti penitenziari hanno messo in opera la propria professionalità, senza la quale non si possono raccogliere i frutti di una precedente intensa attività investigativa.

Il segretario provinciale del Sappe, Salvatore Gagliani, elogia gli agenti e chiederà al comandante di proporre il personale a eventuali lodi ministeriali per spiccate capacità messe in atto che ne devono gratificare il sacrificio. “La complessa operazione di servizio è stata compiuta con grande capacità professionale, senza alcun problema operativo, né reazioni da parte della popolazione detenuta interessata. Tutto il materiale sequestrato ben occultato è stato rinvenuto in spazi comuni in uso ai detenuti ben nascosto. L’ istituto di Augusta negli ultimi tempi sembrerebbe essere interessato dalla criminalità esterna, basti ricordare l’ultimo drone intercettato – aggiunge –. Ricordo che la polizia penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l’ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone: non è più accettabile e tollerabile scovare anche video e messaggi di detenuti in carcere nelle varie piattaforme social”.


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