Il Presidente della Pro Loco di Pachino, L.C., ed un altro soggetto, anch’esso di Pachino, tale R.S., sono accusati dalla Procura della Repubblica di Siracusa, sulla base di quanto ricostruito dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Noto, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il coinvolgimento di L.C., in concorso con R.S., nei reati contestati, secondo la ricostruzione dei fatti contestati agli stessi, è stato desunto alla luce della presentazione al Comune di Pachino di documenti falsi attestanti la corresponsione di somme a favore di terzi, strumentali all’ottenimento di indebiti rimborsi a titolo di contributo, per cospicui importi, ricevuti dal Comune sulla base di documenti fiscali quali prove di presunte spese.
Le fatture, in realtà, sono state materialmente create ad hoc dal L.C. e dal R.S., attraverso l’apposizione di firme false e indicazione di nominativi di società esistenti e operanti, individuate proprio dal R.S. (vero e proprio “procacciatore” di eventi) ma completamente ignare del meccanismo truffaldino posto in essere.
Si fa riferimento a prestazioni documentate riguardanti, ad esempio, il “Carnevale Pachinese”, la “Notte di San Lorenzo”, il Progetto “Storia e tradizioni del mio Paese” e altre iniziative della Pro Loco. La strategia, tesa ad ottenere il rimborso spese per costi documentati con fatture fatte in ‘casa’ era la seguente:
• il R.S. e il L.C. proponevano a diversi soggetti di effettuare progetti e manifestazioni richieste dalla Pro Loco di Pachino;
• agli stessi veniva dunque erogata una somma per la prestazione eseguita che però, nei fatti, non era la stessa documentata quale giustificativo di costo, presentato al Comune per il rimborso dello stesso.
Le fatture, in sostanza, venivano paradossalmente ‘auto-prodotte’ dalla PROLOCO stessa per l’ottenimento di fondi provenienti dalle casse comunali. Il Comune di Pachino ha rimborsato alla PROLOCO circa 20.000 euro basandosi su dati arbitrariamente forniti dagli indagati che, appena hanno intuito la possibilità di essere sottoposti a controllo, hanno tentato di ‘redimersi’ cercando di convincere taluno dei presunti firmatari a coprire il meccanismo truffaldino posto in essere.
La ricostruzione, puntualmente operata dalla Procura della Repubblica di Siracusa sulla base delle indagini operate dalle Fiamme Gialle Netine, ha permesso di delimitare il dispendio di risorse pubbliche che gli indagati tentavano di distrarre a loro favore, depauperando ulteriormente le casse comunali già povere delle indispensabili risorse utili al soddisfacimento dei bisogni della collettività pachinese.
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