E’ stata presentata lo scorso sabato mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Parrocchia di S. Paolo Apostolo, una dettagliata proposta di modifica al Piano Regolatore Generale della città di Siracusa, in merito al quale sono stati individuati dal Centro studi “Davide contro Golia”, dai Grilli Aretusei e dall’associazione Natura Sicula una serie di punti nevralgici su cui occorre che le Istituzioni intervengano. Primo firmatario del documento, secondo quanto riferisce il presidente dei Grilli Aretusei, Andrea La Monica, il Prof.Salvatore Settis (in foto), ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Riportiamo di seguito il testo integrale del documento, inviato al sindaco Visentin, alla Giunta e al Consiglio Comunale di Siracusa, e trasmesso per conoscenza a numerose istituzioni regionali, nazionali e internazionali:
“A distanza di poco più di due anni dalla sua approvazione definitiva, desideriamo sottoporre agli enti in indirizzo le nostre riflessioni e le nostre proposte di modifica dell’attuale P.R.G.; stavolta sulla base delle osservazioni presentate anche dalle associazioni di categoria ed ambientaliste. Ringraziamo le autorità e le istituzioni comunali per l’attenzione con la quale – ne siamo sicuri – ascolteranno e valuteranno le nostre indicazioni e i nostri suggerimenti, formulati nell’esclusivo interesse della città, con l’intento di consegnare alle future generazioni una città più bella e più vivibile.
Non si tratta di un impegno da poco, lo sappiamo. In gioco vi sono grandi interessi e grandi e diverse opzioni di sviluppo, dalle quali scaturirà il futuro assetto da dare alla nostra città, le modalità attraverso cui procedere verso la riqualificazione di un tessuto urbano oltremodo lacerato e la valorizzazione dei nuclei storici e di tutte le aree di pregio ambientale e archeologico. Le nostre proposte di modifica muovono proprio dalla constatazione di alcune scelte contraddittorie del PRG, rispetto alle iniziali linee d’indirizzo, determinanti il tipo di sviluppo, anche economico, verso cui indirizzare la città nei prossimi decenni. Entrando nel merito delle osservazioni, sono sette i punti sui quali il Consiglio Comunale viene chiamato a rideterminarsi:
I
Espansione edilizia e riordino urbanistico
Innanzi tutto va osservato che dalle analisi eseguite dal CRESME, nonché dai già citati dati ISTAT, emergono dati molto chiari circa la mancanza di incremento demografico ed il relativo fabbisogno di alloggi. Nello specifico tali dati per il comune di Siracusa prevedono al ventennio una popolazione di 125.867 abitanti a cui dovrebbe corrispondere una cubatura complessiva residenziale, prevista per legge, di mc 12.586.700.
Ebbene la previsione di dimensionamento del PRG adottato risulta abbondantemente sovrastimato: prevede infatti una cubatura complessiva residenziale di mc 25.711.500. Si chiede che il Consiglio Comunale riveda le scelte operate per quel che riguarda l’espansione edilizia, eliminando il maxicomprensorio C6b3 in Contrada Tremmilia e ricollocando l’edilizia convenzionata e sovvenzionata nei grandi comparti previsti all’interno del tessuto già edificato.
II
Parco delle Mura Dionigiane
Il PRG, riprendendo le indicazioni dello schema di massima, riconosce l’importanza dell’area e insiste più volte sulla necessità di limitare gli interventi compatibilmente con i vincoli paesistici esistenti, ma in realtà contiene prescrizioni di segno assolutamente contrario. Si chiede al C.C. di fermare l’assedio edilizio attorno alla Neapolis, conservando gli orizzonti ancora intatti del Castello Eurialo e del perimetro delle Mura Dionigiane, impedendo le espansioni edilizie, favorendo la demanializzazione delle zone minacciate e consentendo la realizzazione del Parco dell’Epipoli, per la valorizzazione dell’ultimo caposaldo panoramico ed archeologico che resta a questa città che ha fatto scempio dei suoi monumenti più belli.
IV
Pantanelli
Come ha dimostrato l’alluvione dello scorso settembre, l’area dei Pantanelli è tra le più delicate e fragili dell’intero territorio, eppure ciò non ha impedito nel passato di insediarvi una serie disordinata di manufatti dalle più svariate funzioni. Si tratta di un’area che sin dalla fondazione della città non è stata mai utilizzata ai fini edificatori per la sua natura geologica. Infatti un parere del Genio Civile, poneva forti condizioni per determinare l’eventuale edificabilità delle singole aree ed inoltre sono stati attuati recentemente interventi di demanializzazione di alcune aree, previste dal POR “Ecomuseo degli Iblei”. Per tali ragioni si ripropone l’allargamento del perimetro della R.N.O. Ciane-Saline e della sua zona di rispetto, in continuità con la Zona E1. Ciò, a parte i vantaggi di ordine naturalistico e ambientale, contribuirebbe a una migliore tutela del territorio, che altrimenti seguiterebbe a rimanere esposto al rischio di esondazione, aggravato dal degrado e dall’abusivismo.
V
Zone T1 e T2
Il PRG attuale ripropone una grave manipolazione delle aree costiere in prossimità delle ex aree C12, ora definite T1, definite come Aree di nuovo impianto per la ricettività turistico – alberghiera, che vengono poste in prossimità di “Punta della Mola”, “Punta Tavola” e “Terrazza-Tonnara”, in C.da Isola, ricadendo all’interno della Penisola Maddalena. Quest’ultima, com’è noto, è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria con Direttiva n° cod. ITA090008. Tale direttiva ha valore di vincolo sovraordinato «con la conseguenza – come è stato chiarito dalla nostra giurisprudenza – che la disciplina pianificatoria va disapplicata» (Tar Lazio, sez. III ter, 25 Nov. 2002). Ebbene, l’esistenza del SIC è stata ignorata nel PRG ed anzi non è stata neppure menzionata nell’elenco dei vincoli. Inoltre bisogna ricordare che, allo stato attuale, nell’area in esame insiste l’area marina protetta denominata ‘Penisola Maddalena – Capo Murro di Porco’ e pertanto ogni intervento all’interno del versante orientale della Penisola Maddalena dovrà essere improntato al massimo rispetto dell’indirizzo di tutela, conservazione e valorizzazione dato dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con le istituzioni locali, come recita anche la Raccomandazione del parlamento Europeo e del Consiglio del 30 Maggio 2002. Per tutti i suddetti motivi, Si propone di modificare le aree T1 e AFM, in modo da consentire un’altezza massima degli edifici di m 3,00 entro i 1000 m e di m 7,00 dopo i 1000 m dalla linea di costa, di vietare qualsiasi nuova costruzione entro 300 m dalla linea di costa e costituire una riserva di terra a protezione del litorale antistante l’Area Marina Protetta del Plemmirio, nella quale tutte le costruzioni abusive vengano progressivamente abbattute.
VI
Viabilità di progetto – La Strada di gronda.
Questo progetto, già nella stesura dello schema di massima del PRG, appare altamente problematico, data anche la rilevanza, dal punto di vista paesistico e archeologico, delle aree investite. La giustificazione di questo nuovo raccordo, già nello schema di massima, sarebbe l’alleggerimento dei flussi di traffico nord-sud. Non va dimenticato, tuttavia, che la parte più cospicua di questi flussi (incluso tutto il trasporto pesante) usufruisce già delle arterie di grande viabilità nord-sud (asse attrezzato, autostrada Siracusa-Gela), e che, quanto ai flussi da ovest, andrebbe preliminarmente accertata la loro reale consistenza. Pertanto si chiede di dare priorità ai trasporti locali alternativi a quello su gomma (in questo caso una metropolitana leggera). In tale prospettiva questo nuovo raccordo appare superfluo e ingiustificato.
VII
Cancellazione centro direzionale
Il piano adottato ha cancellato il centro direzionale della città, previsto nella proposta nell’area ricadente tra il V.le S. Panagia (dove fra l’altro già esiste il nuovo Palazzo di Giustizia) e il V.le Scala Greca.
La scelta adottata dal Consiglio conferma la scelta di uno sviluppo urbanistico confuso, nel quale si intrecciano senza logica destinazioni residenziali, commerciali e turistiche, subordinando ancora una volta l’interesse della collettività alle iniziative imprenditoriali.
Pertanto si chiede che sia ripristinata la previsione del Centro Direzionale così come prevista nel PRG/’76 e come previsto nella proposta sottoposta al Consiglio.
Conclusioni
Per concludere non sembra superfluo ricordare le parole di Bernabò Brea, soprintendente alla antichità, e non per formalistico gusto della citazione colta, ma per ricordare chi ha saputo amare questa città e non ripercorrere gli stessi errori del passato.
Nel 1947 egli sosteneva: «Il turismo era fino a pochi anni addietro e speriamo tornerà ad essere (…) la maggiore risorsa economica di Siracusa. La cura della propria bellezza, il rispetto e la valorizzazione dei propri monumenti non sono quindi per Siracusa solo un lusso o l’adempimento di un dovere verso la cultura, ma un’intima ragione di vita e di benessere, anche dal punto di vista economico».
In anni più recenti Santi Luigi Agnello, ordinario di Archeologia Cristiana presso l’Università degli Studi di Catania e attento osservatore dei “guasti di Siracusa”, ha considerato l’intervento di Bernabò Brea “attuale ed emblematico, rappresentativo di un’opinione sul destino del nostro territorio, tanto avanzata quanto, nei fatti, perdente” ma che “rappresenta ancora oggi un programma moderno di discontinuità con il passato ed è insieme sfida per il futuro”.
Si invita quindi il C.C. a fare tesoro di queste parole, e a valutare attentamente le osservazioni e le domande di modifica appena presentate nell’esclusivo interesse della nostra città, affinché le ambiziose premesse con le quali si era partiti nel delineare lo sviluppo di questo territorio, non finiscano ancora una volta svilite e annullate dallo strapotere economico, politico e sub-culturale della rendita e degli interessi trasversali a tutte le forze politiche”.
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