Cultura

“Pietra su pietra”: 3 giorni nella natura, dopo pulizia del sito nascono sculture prossimamente in mostra a Noto

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Dalla sinergia di più associazioni, ognuna con le proprie specificità e conoscenze, nasce l’evento “Pietra su pietra”, un progetto che prendendo spunto da un laboratorio di scultura, diventa occasione per scoprire e valorizzare un’area di particolare pregio ambientale e storico. Tre giorni vissuti all’interno del canyon “cava” del Fiume Manghisi, nell’area conosciuta toponomasticamente come Case della Sorveglianza.

Il progetto si è sviluppato dal 9 al 11 settembre ed è stato realizzato dalle associazioni Collettivo Artisti Iblei, Gruppo Grotte Cacyparis, Club 4×4 Val di Noto ed Escursioni Iblee; ognuna di esse ha messo in campo e a disposizione delle altre il proprio bagaglio di conoscenze e mezzi: il Collettivo Artisti Iblei, (associazione che si occupa di valorizzare l’arte e gli artisti della pietra nell’area iblea) ha organizzato il laboratorio di scultura in riva al fiume, il Cacyparis, il Club 4×4 Val di Noto ed Escursioni Iblee si sono occupate sia della logistica che della documentazione, rilievo e fruizione degli insediamenti rupestri.

Una prima fase organizzativa è consistita nella preparazione del campo con la ripulitura dell’insediamento rupestre da rovi e spazzatura, e nel trasporto dei blocchi pietra calcarea fornite dal Sig.Tidona, cavatore di Villa Vela. Venerdì 9 settembre si è proceduto ad installare il campo e gli scalpellini si sono messi all’opera sia intagliando, sia assistendo e guidando quei neofiti che hanno voluto cimentarsi nell’arte dell’intagliare solo con attrezzi manuali. Abbastanza cospicua, nei tre giorni, l’affluenza di persone che hanno partecipato all’incontro compresa la visita del sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti e del vicesindaco dott. Pinuccio Genovesi.

Significativa è stata anche la performance musicale e teatrale degli Iblo Maldestri che si è svolta il sabato a tarda sera, all’interno del complesso rupestre scavato all’interno di un anfiteatro naturale calcareo con pareti precipiti. La performance degli Iblo Maldestri così come loro stessi la definiscono di “rappin’ theater: una fusione di sound prog rock rivisitato in chiave TripHop con impronta funk si unisce al dialecto-rap alternandosi a interpretazioni di classici della letteratura italiana. Il mix tra secca saggezza popolare e pensiero intellettuale di grandi autori si esprime in un live trascinante dall’immediata fruibilità e dal forte carico emotivo”.

Infine l’ultimo giorno è stato dedicato all’ultimazione delle sculture, dieci in totale, si è smontato il campo e ripulito il luogo. Prossimamente sarà allestita a Noto una mostra video-fotografica dell’evento realizzato e contemporaneamente verrà pubblicato il rilievo dell’insediamento rupestre.