Cronaca

Priolo: Armati di coltello e cacciavite tentano una rapina. Arrestato uno dei malviventi, caccia ai complici

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È finito in manette, accusato di rapina e tentato omicidio FINOCCHIO Giuseppe, priolese classe 1978, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Priolo Gargallo nella notte fra sabato e domenica. La notizia, data solo oggi al termine di ulteriori e approfondite indagini operate dai militari dell’Arma, ha i contorni della violenza insensata.

La vittima, un parrucchiere di Priolo Gargallo di quasi quarant’anni, è stato colpito al corpo ed al volto con estrema violenza mentre tentava di opporsi ai suoi aggressori, armati di coltello e di un cacciavite. Il fatto è occorso nella serata di sabato scorso quando l’uomo stava rincasando dopo una giornata di lavoro. Ad attenderlo due, forse tre malviventi che, dapprima gli hanno intimato di consegnare loro l’incasso della giornata e poi, viste le sue resistenze, si sono scagliati contro di lui colpendolo con un coltello ed un cacciavite. Una violenza assoluta che ha ridotto l’uomo in fin di vita. In soccorso è giunta una pattuglia dell’Arma, avvisata da qualcuno che ha sentito le urla della vittima.

I militari hanno trovato l’uomo coperto di sangue, gravemente ferito e hanno subito richiesto l’intervento del 118. Trasportato al pronto soccorso di Siracusa l’uomo è stato ricoverato in osservazione per le tante ferite riportate sul corpo e sulla testa. I Carabinieri della Stazione di Priolo Gargallo si sono quindi messi sulle tracce dei rapinatori. Raccolte le prove, ascoltati i testimoni e soprattutto, dopo aver effettuato un attento sopralluogo sulla zona dell’agguato, si sono messi sulle tracce dei fuggitivi, rintracciando subito uno di essi. Si tratta di Finocchio Giuseppe, noto alle Forze dell’Ordine.

Su di lui vi erano ancora i segni della colluttazione. I militari dell’Arma lo hanno condotto in caserma e, dopo gli atti formali, lo hanno tradotto al Carcere di Cavadonna su disposizione della Magistratura siracusana. La vittima, che in un primo tempo sembrava essersi ripresa, avrà bisogno invece ancora di lunghe cure mediche per guarire le profonde ferite infertegli. Certo lo spavento è stato forte, ma ancor più grave è stato il pericolo corso dall’uomo, e tutto per poche centinaia di euro. È ancora caccia aperta ai complici dell’arrestato ma gli investigatori della Benemerita pensano di poter chiudere il cerchio a breve: molte sono state le attività di indagine svolte dal momento dell’aggressione ad oggi ed una parte dei reperti scientifici raccolti sulla scienza del crimine è già stata inviata ai RIS di Messina.