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Priolo Gargallo, “Mistero sulle sponde dell’Anapo”: presentato un giallo esoterico, di Nunzietta Loligato, all’Unitre

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Presentata a Priolo Gargallo, all’interno della vetrina letteraria dell’Università delle Tre Età, “Incontro con l’autore”, l’opera letteraria di Nunzietta Loligato, “Mistero sulle sponde dell’Anapo”, Dante Edizioni, giorno 14 dicembre, alle ore 17:00. La serata si è dipanata tra lo scorrere di stralci di brani tratti dal libro, declamati dalla stessa autrice, e con le melodiche note del fisarmonicista, maestro Corrado Strano, che accompagnavano le calde doti vocali della cantante, l’avv. Paola Vaccarella, che ha accostato diversi brani classici della musica mondiale alle narrazioni tratte dal romanzo in oggetto.

Il libro presentato è il classico romanzo avvincente, che inizi e che non vorresti mai posare, in quanto ti catapulta in un intreccio di situazioni, emozioni e luoghi interessanti, riconoscibili e altri che senti essere solo frutto di una fervida fantasia. Certamente la bravura ha prodotto l’intricata vicenda, oltre ad un’ottima capacità dell’autrice nell’arte dell’uso della penna.

Nunzietta Loligato è nata a Palazzolo Acreide; è stata assistente sociale giudiziaria presso l’ufficio di servizio sociale minori (USSM) del Tribunale minorile di Catania. Ha partecipato, nel 2004 e nel 2005, al concorso “Il Papiro d’Oro di Siracusa”, dove ha ricevuto il secondo premio per il racconto “Il delitto senza Onore” e per le poesie “Lamento per Lele Scieri”, in vernacolo, e “Poesia d’amore”, in lingua. Ha preso parte, insieme ad un gruppo di scrittori siracusani e catanesi, all’elaborazione delle seguenti antologie di racconti: Antologia 2006, L’uomo che rubava le parole; Geografia del mistero; Sparizioni; Dipendenza; Il tempo delle farfalle.

Lo scritto della Loligato, il suo primo romanzo, un giallo esoterico ambientato a Palazzolo e nella valle dell’Anapo, scorre tra in un denso nucleo di descrizioni, che incantano il lettore, minuziose, dettagliate o profumate di erba e di antichi sapori, tipici della terra di Sicilia.

Il libro è un misto di giallo e noir, dove un mondo oscuro e misterico, quello del male, si presenta spavaldo e s’intreccia con fatti del presente e del passato, in un continuo via vai di ricordi e di memorie lontane, di nostalgia e rimpianto per il tempo andato e per la giovinezza oramai perduta.
Nella sua presentazione, la Presidente dell’Unitre, giorn Maria Luisa Vanacore, così parla del romanzo: “Nessun obbligo razionale, nell’opera della Loligato, ma, talora, solo emozioni, sensazioni, percezioni di pelle, informazioni annusate, realtà udite, oltre la barriera della mente, nel sangue, nel respiro, nella paura, nel patema, nell’intimo, nel profondo, nell’interiorità.

Questo il pensiero dell’autrice, tipico dell’universo femminile, uno spirito che conosce il mondo con il tatto, l’olfatto, l’istinto, l’intuito, la preveggenza, la sensorialità, il mistero, l’incubo, l’inconscio, il malvagio, l’eterno, l’infinito, la storia, le tradizioni, il passato, il futuro, il presente, il sogno, la magia e così via. Un pensiero che comprende tutto, il tutto della consapevolezza dell’essere e, al contempo, dell’incessante ricerca del quid mai trovato, seppur altamente agognato”.

Loligato lavora, infatti, su vissuti intuiti, su realtà sentite attraverso la propria percezione interiore, sul mondo scoperto tramite un approccio privo di razionalità e logica, ma, ricco di istinti, di verità conosciute per mezzo della saggezza interiore. Una donna che usa consapevolmente il pensiero e diviene “donna che sa”, oltre il non detto, che sa verso quale direzione andare perché dentro sente una verità forte, che le dice cosa fare. Si tratta del pensiero femminile, in cui la donna si connette alla propria forza interiore e dentro la stessa essenza sua… Una spasmodica ricerca di se stessa, della dimensione vera, dell’identità, del pregresso, ma, anche, del futuro.

Un libro che genera pathos e tiene con il fiato sospeso, un testo moderno, come i più recenti stili letterari vogliono, ma, al tempo stesso, classico, intriso d’amore e di passione, in cui l’infido trova spazio solo per evidenziare la lotta continua tra bene e male. Come in ogni buon romanzo fiabesco, la lettura può generare brividi, è vero, ma, aiuta a mantenere la convinzione che a tutto c’è sempre un rimedio.

Il maestro Corrado Strano, inoltre, ha impreziosito la serata, deliziando gli allievi dell’Unitre con le intramontabili sonorità della fisarmonica, uno strumento da lui davvero prediletto, che ha ripreso da pensionato. Da qualche anno, l’ex prof. d’inglese e l’ex dirigente scolastico, originario di Augusta, ha stretto un armonico sodalizio con l’avv. Paola Vaccarella, di Avola, cantante per passione, dotata di una calda voce, duttile e accattivante. I due non sono nuovi ad esibirsi in vari salotti musicali, offrendo un repertorio che spazia dal blues al folk, standards americani, musette francesi, melodie del repertorio classico partenopeo, con cui anche nella serata di presentazione hanno riscosso grande consenso.

M.L.V.