Si è svolta con grande successo la Giornata di Studio sulla Tutela dell’aria e dell’ambiente, promossa dall’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali in collaborazione con il Comune di Priolo Gargallo.
Nella cornice dell’Aula Consiliare del Comune di Priolo si sono confrontati sul tema della tutela ambientale, moderati dal Segretario generale dell’ISISC Avv. Ezechia Paolo Reale, Antonello Rizza, sindaco di Priolo Gargallo, la Dott.ssa Elisabetta Rosi, Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, la Prof. Federica Violi, docente dell’Università di Messina, il Dott. Anselmo Madeddu, Direttore Sanitario dell’ASP di Siracusa e la Dott.ssa Lucia Lotti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela.
In apertura, l’Avv. Reale ha tracciato un profilo dell’ISISC illustrando brevemente le attività di carattere internazionale svolte dall’Istituto, mentre il Sindaco di Priolo è entrato subito in argomento, facendo notare che il territorio in cui insistono le raffinerie forniscono circa il 46% del petrolio raffinato del fabbisogno nazionale e che ci sono oltre 8000 punti di emissione sul territorio. Ha ribadito l’impegno del Comune al tavolo dell’AIA e ha posto l’accento sul fatto che le bonifiche del territorio devono essere viste sul piano etico, in quanto influenzano in modo tangibile la vita reale dei cittadini.
La Dott.ssa Rosi ha parlato invece dell’etimologia della parola disastro e della sua applicazione ai temi ambientali, sottolineando il fatto che il bene ecologico è un diritto dell’individuo, per cui la prevenzione dei rischi ambientali è fondamentale. In tema di bonifiche invece ha sottolineato il fatto che la Corte di Giustizia Europea rimprovera all’Italia l’immobilismo in tema di bonifiche dei siti, tra cui quello di Priolo.
La Prof. Violi ha parlato delle normative europee a livello di tutela ambientale, facendo presente che l’Unione Europea è stata sempre all’avanguardia a livello di tutela ambientale, con oltre 200 atti indirizzati alla tutela e alla qualità ambientale, mentre il Dott. Madeddu ha parlato di due casi di indagine congiunta con la magistratura, che hanno riguardato casi di inquinamento ambientale da presunto uranio impoverito nella zona di Lentini e da mercurio nel pesce pescato nella rada di Augusta( poi archiviata nonostante l’azienda riconosciuta colpevole, abbia pagato oltre 20 milioni di euro come “ristoro” alle famiglie delle 101 vittime) e della raccolta dati che è stata fondamentale per gestire gli allarmi sanitari che casi come questi possono comportare.
L’ultimo intervento è stato quello della Dott.ssa Lucia Lotti, che ha preso spunto dall’intervento precedente per ribadire il valore fondamentale della raccolta dei dati e ha illustrato la situazione di Gela, partendo dal fatto che tutte le zone dove insistono insediamenti industriali hanno problemi comuni. Nel caso specifico mancano gli organi di controllo sui reati ambientali, perché si vive un paradosso legato alla normativa attuale. Infatti non è previsto il reato di inquinamento, ma quello legato alla mancata bonifica dei siti. Infatti il legislatore colpisce solo il reato di mancata bonifica, mentre sarebbe utile secondo la Lotti, legare la concessione dell’autorizzazione d’impresa alle bonifiche da portare avanti in itinere.
A Gela sono state fatte più che altro azioni civili, con la Procura che ai sensi dell’art 70, ha potuto svolgere un ruolo importante presentando in sede civile i dati e i risultati delle sue indagini e sottolineando che la giustizia penale colpisce il singolo e che nei casi delle grandi aziende i singoli sono alle volte molte decine, rendendo difficilissimo il compito.
In conclusione, l’Avv. Reale si è augurato che il messaggio molto forte scaturito da questa giornata sia stato soltanto l’inizio di una discussione molto più estesa e globale.
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