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Priolo, Si fingevano avvocato, magistrato e talvolta Carabinieri e raggiravano gli anziani. Due arresti dei militari

“Un quadro inquietante di sopraffazione”, con queste parole è stata descritta dal GIP di Siracusa, dott. Panebianco, la condotta dei due soggetti tratti in arresto dai Carabinieri della Stazione di Priolo Gargallo nella giornata di ieri, in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa (dott. Pagano) che ha coordinato le indagini. Risale agli inizi del 2012 l’attività investigativa dei militari dell’Arma, allorquando una segnalazione giunta alla Stazione di Priolo Gargallo parlava di un irresponsabile nipote che, prelevato il nonno da una casa di cura di quel comune, lo riportava alla struttura sempre ubriaco.

In più l’anziano si lamentava che il nipote gli portava via i soldi e non si curava di lui. Sono partiti quindi gli accertamenti iniziali e i successivi approfondimenti, coinvolgendo anche i servizi sociali del Comune di Priolo Gargallo, fino a che il Comandante della Stazione non ci ha visto chiaro: non si trattava di un nipote irresponsabile, ma di qualcosa di diverso e più grave, una vera e propria circonvenzione d’incapace e truffa. Le attività investigative avviate, coordinate dalla Procura di Siracusa, hanno consentito di far luce su una vera e propria attività illegale, posta in essere da due soggetti “dalle indubbie capacità intimidatorie e persuasive nei confronti di soggetti facilmente circonvenibili a cagione di circostanze di età, salute e condizione sociale”.

Approfittando in maniera indegna di iniziali atti di generosità degli anziani, carpiti con l’inganno, i due soggetti hanno nel tempo reiterato una serie numericamente rilevante di circonvenzioni, carpendo la buona fede dei malcapitati, tutti anziani, privi di reali legami famigliari consolidati, spesso privi di una reale rete sociale di protezione, e proprio per questo esposti all’azione criminosa di chi, fingendo di interessarsi a loro per fornire assistenza e compagnia, poi li ha derubati, impossessandosi dei loro beni.

I due arrestati, infatti, hanno individuato con attenzione le loro vittime, scegliendo quelle più vulnerabili, offrendosi a loro come aiutanti o badanti, finendo poi coll’intestarsi i conti correnti su cui le vittime convogliavano la pensione, usando i bancomat di cui si erano fatti consegnare i PIN, addirittura usando le abitazioni degli anziani ricoverati in strutture di accoglienza, per poi affittarle a loro insaputa ed intascare gli affitti (in questi casi la truffa era anche in danno degli occupanti, ingannati non solo sulla reale proprietà dell’immobile, ma anche perché la somma versata quale canone mensile doveva coprire le spese di energia, acqua e riscaldamento, mentre invece le bollette dei servizi non venivano mai pagate).

Uno dei malviventi, addirittura si è spinto oltre e oramai dominando la mente delle anziane vittime che si erano addirittura affezionate al loro carnefice, approfittando di questo sentimento e fingendosi gravemente malato, si era fatto consegnare ingenti somme di denaro per delle tanto fantomatiche quanto costosissime cure che doveva effettuare. Gli anziani, impietositi, pur di aiutare questa persona a loro così fintamente vicina, si erano indebitati e, in una occasione, si determinavano anche a consegnare al malvivente gli ori di famiglia, impegnando le proprie fedi nuziali.

Quando poi qualche anziano diventava dubbioso, per tranquillizzarlo apparivano alcune figure rassicuranti: l’avvocato, il giudice, il maresciallo dei Carabinieri. Con assoluta freddezza, i due soggetti riuscivano a fingersi al telefono diverse persone, mascherando la loro voce, per tranquillizzare quegli anziani che magari iniziavano a nutrire qualche sospetto. Come detto, si fingevano allora un avvocato, incaricato di aiutarli a risolvere una controversia civilistica nata anni addietro, addirittura un magistrato che doveva decidere quella causa ed in cambio aveva bisogno di soldi, fino a impersonare un fantomatico maresciallo dei Carabinieri.

Tutte voci diverse, tutte persone diverse che nascondevano invece l’unica personalità criminale di chi stava approfittando dell’ingenua e fragile personalità di anziani abbandonati. Il quadro generale è sconcertante, poiché gli anziani sono inesorabilmente trascinati in un “vortice sempre più caotico di raggiri e menzogne” dove le vittime appaiono sempre più disorientate. Ulteriormente, nel corso delle indagini, quando alcuni anziani sono stati avvicinati dai Carabinieri per essere ascoltati e anche tranquillizzati sul fatto che i militari si stavano occupando di quanto loro stava accadendo, i due arrestati si sono iniziati a preoccupare, fino a tentare di intimidire alcune delle loro vittime quando ancora si trovavano all’interno della Procura di Siracusa, convocata per essere ascoltata come parte offesa dal magistrato. Telefonate che hanno creato un tale stato di tensione nelle vittime da dover ricorrere alle cure mediche.

In totale i due malviventi si sarebbero impossessati di una cifra che supera i 60.000 euro in due anni: sono dieci le vittime accertate fino ad oggi, ma molti altri potrebbero essere caduti nella rete di inganni e menzogne dei due soggetti che ieri sono stati ammanettati e condotti in carcere. Si tratta di CIRANNA Benito, classe 1940, e LO FARO Vito, classe 1974, entrambi residenti a Priolo Gargallo. Sono accusati di circonvenzione d’incapace e truffa in concorso, commessi in Priolo Gargallo, in un periodo che parte, quasi per tutte le vittime, dall’anno 2011 ad oggi.

Il Lo Faro è accusato anche di estorsione, poiché minacciando una delle vittime di denunciarlo per usura, nel caso questi non avesse smesso di richiedergli la somma indebitamente percepita dallo stesso Lo Faro, riusciva ad ottenere la definitiva mancata restituzione del denaro. Gli inquirenti sono convinti che possano esserci altre vittime, non solo nell’area di Priolo Gargallo, ma anche in altri Comuni del siracusano e del catanese. Per questo, su concorde parere della Procura di Siracusa, vengono divulgate anche le foto dei due arrestati, proprio per favorire eventuali altri soggetti caduti nella rete dei due malviventi e per chiedere ad assistenti, personale medico di strutture di accoglienza degli anziani o parenti degli stessi, di rivolgersi ai Carabinieri di Priolo Gargallo qualora fossero entrati in contatto per qualche motivo con i due arrestati o abbiano informazioni utili per scoprire altre vittime incolpevoli.
 


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