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Revisione PRG Siracusa: un lungo documento per il Consiglio Comunale all’audizione di Grilli e “Davide contro Golia”

Audizione per i Grilli Aretusei e per il Centro Studi “Davide contro Golia” questa mattina in via Brenta, presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Siracusa, dove i rappresentanti delle associazioni siracusane si sono confrontati con i componenti del tavolo tecnico per la revisione del PRG di Siracusa. Di seguito il documento in versione integrale presentato dalle due associazioni:

“A distanza di poco più di due anni dalla sua approvazione definitiva, desideriamo sottoporre ai consiglieri comunali e ai esperti riuniti intorno al cosidetto ‘tavolo tecnico’ le nostre riflessioni e le nostre proposte di modifica dell’attuale P.R.G.; stavolta sulla base delle osservazioni presentate anche dalle associazioni di categoria ed ambientaliste. Ringraziamo le autorità e le istituzioni comunali per l’attenzione con la quale – ne siamo sicuri – ascolteranno e valuteranno le nostre indicazioni e i nostri suggerimenti, formulati nell’esclusivo interesse della città, con l’intento di consegnare alle future generazioni una città più bella e più vivibile.

Non si tratta di un impegno da poco, lo sappiamo. In gioco vi sono grandi interessi e grandi e diverse opzioni di sviluppo, dalle quali scaturirà il futuro assetto da dare alla nostra città, le modalità attraverso cui procedere verso la riqualificazione di un tessuto urbano oltremodo lacerato e la valorizzazione dei nuclei storici e di tutte le aree di pregio ambientale e archeologico.
Le nostre proposte di modifica muovono proprio dalla constatazione di alcune scelte contraddittorie del PRG, rispetto alle iniziali linee d’indirizzo, determinanti il tipo di sviluppo, anche economico, verso cui indirizzare la città nei prossimi decenni…

Le proposte di modifica del PRG si basano su motivazioni e dati rilevanti.

a. Il parere del CRU
Il Parere del C.R.U., dall’Ufficio Speciale P.R.G., acquisito al prot. gen. N. 14938 del 13/02/2007 e prot. di Settore N. 2027 del 13/02/2007 dell’Assessorato Territorio ed Ambiente, in merito alle prescrizioni al Piano Regolatore di Siracusa ha (doverosamente) fatto esplicito riferimento al fatto che non sia stata menzionata la presenza di diversi siti di interesse comunitario ed aree protette nel comprensorio urbano. Prescrive al Comune una Valutazione di Incidenza Ambientale proprio nella zona in prossimità del SIC della Maddalena. Il combinato disposto di questo atto normativo e degli altri vincoli sovraimposti (Linee Guida del Piano Paesistico ex D. A. n° 6080 del 21. 5. 1999, su cui si richiama la circolare D.R.U. n° 2 del 2000, “Indirizzi per la formazione degli strumenti urbanistici generali e attuativi”) rende del tutto incompatibili, in senso prescrittivo e non discrezionale, le aree in oggetto con le destinazioni previste dalla variante. Più specificamente, la richiamata delibera della Giunta Comunale di Siracusa rappresenta atto d’indirizzo dell’Amministrazione palesemente in contrasto con dette destinazioni.
Menziona il rischio idrogeologico nella zona dei Pantanelli (portando addirittura come esempio gli avvenimenti del 17 settembre 2003). E’ menzionato persino il rischio che corrono le mura Dionigiane a causa dell’enorme espansione edilizia di iniziativa privata.
Sebbene il parere del CRu sia stato disatteso dalla approvazione finale del PRG, tuttavia bisognava tenerne conto. Ed è necessario tenerne conto ancora oggi.

b. L’errato studio del Cresme
Così come affermato dalla Perizia del CTU nel 2006, lo studio dei Cresme nella stima del fabbisogno residenziale contiene tutta una serie di valutazioni, di fondamento per le determinazioni finali, palesemente, palesemente accresciute, alcune delle quali abilmente mascherate, il che fa fortemente presupporre la volontarietà degli autori ad incrementare il reale fabbisogno abitativo e le rispettive superfici necessarie, e quindi conseguentemente a sovradimensionare il piano.”
Questi dati pongono ovviamente delle conseguenze sulla necessità di nuove abitazioni all’interno di zone di pregio paesaggistico e naturalistico.

c. Unesco
Nel piano di gestione che enfaticamente ha accompagnato la dichiarazione UNESCO, sono previsti tre diversi ambiti territoriali di riferimento, ineludibili. I primi due abbracciano un’area ‘cuscinetto’(buffer zone) ed un’area ‘rossa’(core area) che comprende tutte le Mura Dionigiane, da Belvedere e Castello Eurialo sino Ortigia e l’intero Porto Grande compresa l’area de fiume Ciane. Ed un terzo ambito relativo ad un territorio più vasto per il quale l’UNESCO non ha definito un perimetro preciso ma piuttosto una serie di azioni strategiche variamente articolate nel territorio.
In questa previsione è evidente, ad esempio, che l’ipotesi di costruire entro i Pantanelli o la cementificazione invasiva prevista dal nuovo PRG di Siracusa dei 200.000 metri cubi di nuovo costruito all’Epipoli, in quella che pudicamente vien definita “ricucitura” tra Open Land e le rovine del Castello Eurialo, costituisce una aperta contraddizione con quella azione strategica prevista dalla dichiarazione UNESCO.
L’impegno che lo Stato, e con esso Regione e Comune hanno preso con l’iscrizione di Siracusa nella lista UNESCO non può essere eluso con le iniziative di propaganda alle quali sino ad oggi abbiamo assistito.

d. Piano paesaggistico
Il Piano paesaggistico ancora fermo alla Regione indica di altro valore paesaggistico le coste (Penisola Maddalena, Terrauzza, Ognina e Gallina) e l’Epipoli. Questa oggettiva valutazione del territorio va necessariamente considerata all’interno delle modifiche del PRG.


e. Area Marina Protetta
Il Parco Marino del Plemmirio è stato il frutto di un corale consenso sociale, di un attivo e sinergico protagonismo degli enti locali, della lungimirante gestione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. La sua istituzione pone la necessità di non esporre il territorio costiero contiguo a progetti edilizi invasivi. Infatti la fascia di territorio contigua riveste particolare importanza per la tutela dei due ecosistemi integrati marino e terrestre, come definito dalla circolare D.T.A. del 17. 7. 1997, prot. n° 16434 (‘Misure per la salvaguardia degli ambienti costieri prospicienti le riserve naturali’), la quale intende disciplinare e definire i limiti degli interventi consentiti in dette aree.

Prime conclusioni
Il disatteso parere del CRU, gli errati dati forniti dal CRESME, la cosidetta ‘zona rossa’ delimitata dall’Unesco in vista del riconoscimento della città di Siracusa, l’istituzione di una Area marina protetta, comportano una revisione del PRG, necessaria in vista del preservamento di ciò che Entrando nel merito delle osservazioni, sono sette i punti sui quali il Consiglio Comunale viene chiamato a rideterminarsi:

I
Espansione edilizia e riordino urbanistico
Innanzi tutto va osservato che dalla perizia sugli studi del CRESME, nonché dai dati ISTAT, emergono dati molto chiari circa la mancanza di incremento demografico ed il relativo fabbisogno di alloggi. Nello specifico tali dati per il comune di Siracusa prevedono al ventennio una popolazione di 125.867 abitanti a cui dovrebbe corrispondere una cubatura complessiva residenziale, prevista per legge, di mc 12.586.700.
Ebbene la previsione di dimensionamento del PRG adottato risulta abbondantemente sovrastimato: prevede infatti una cubatura complessiva residenziale di mc 25.711.500
Si chiede che il Consiglio Comunale riveda le scelte operate per quel che riguarda l’espansione edilizia, eliminando il maxicomprensorio C6b3 in Contrada Tremmilia e ricollocando l’edilizia convenzionata e sovvenzionata nei grandi comparti previsti all’interno del tessuto già edificato.

II
Parco delle Mura Dionigiane
Il PRG, riprendendo le indicazioni dello schema di massima, riconosce l’importanza dell’area e insiste più volte sulla necessità di limitare gli interventi compatibilmente con i vincoli paesistici esistenti, ma in realtà contiene prescrizioni di segno assolutamente contrario.
In vista della preservazione della ‘zona rossa’ dell’Unesco si chiede al C.C. di fermare l’assedio edilizio attorno alla Neapolis, conservando gli orizzonti ancora intatti del Castello Eurialo e del perimetro delle Mura Dionigiane, impedendo le espansioni edilizie, favorendo la demanializzazione delle zone minacciate e consentendo la realizzazione del Parco dell’Epipoli, per la valorizzazione dell’ultimo caposaldo panoramico ed archeologico che resta a questa città che ha fatto scempio dei suoi monumenti più belli.

IV
Pantanelli
Come ha dimostrato l’alluvione dello scorso settembre, l’area dei Pantanelli è tra le più delicate e fragili dell’intero territorio, eppure ciò non ha impedito nel passato di insediarvi una serie disordinata di manufatti dalle più svariate funzioni. Si tratta di un’area che sin dalla fondazione della città non è stata mai utilizzata ai fini edificatori per la sua natura geologica. Infatti un parere del Genio Civile, poneva forti condizioni per determinare l’eventuale edificabilità delle singole aree ed inoltre sono stati attuati recentemente interventi di demanializzazione di alcune aree, previste dal POR “Ecomuseo degli Iblei”.
Per tali ragioni, in seguito al parere disatteso del CRU, a motivo della zona rossa Unesco entro cui i Pantanelli si pongnon, si ripropone l’allargamento del perimetro della R.N.O. Ciane-Saline e della sua zona di rispetto, in continuità con la Zona E1. Ciò, a parte i vantaggi di ordine naturalistico e ambientale, contribuirebbe a una migliore tutela del territorio, che altrimenti seguiterebbe a rimanere esposto al rischio di esondazione, aggravato dal degrado e dall’abusivismo.

V Zone T1 e T2
Il PRG attuale ripropone una grave edificabilità delle aree costiere all’interno delle ex aree C12, ora chiamate T1, definite come Aree di nuovo impianto per la ricettività turistico – alberghiera. Alcune di queste vengono poste in prossimità di “Punta della Mola”, “Punta Tavola” e “Terrazza-Tonnara”, in C.da Isola, ricadendo all’interno della Penisola Maddalena. Una parte del territorio della costa, contigua alla zona T1 sita in contrada Pillirina, com’è noto, è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria con Direttiva n° cod. ITA090008. Tale direttiva ha valore di vincolo sovraordinato «con la conseguenza – come è stato chiarito dalla nostra giurisprudenza – che la disciplina pianificatoria va disapplicata» (Tar Lazio, sez. III ter, 25 Nov. 2002). Ebbene, l’esistenza del SIC è stata ignorata nel PRG.
Per tutti i suddetti motivi, a motivo della recente istituzione dell’Srea Marina prrotetta Plemmirio, si propone di stralciare le aree T1 e AFM poste in prossimità di Punta della Mola, Punta Tavola e Terrauzza-Tonnara, e della zona T1 in contrada Ognina. Si propone inoltre di avanzare alla regione una proposta per istituire un’area terrestre a ridosso dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, di vietare qualsiasi nuova costruzione entro i territori della Penisola Maddalena.

VI Cancellazione centro direzionale
Il piano adottato ha cancellato il centro direzionale della città, previsto nella proposta nell’area ricadente tra il V.le S. Panagia (dove fra l’altro già esiste il nuovo Palazzo di Giustizia) e il V.le Scala Greca.
La scelta adottata dal Consiglio conferma la scelta di uno sviluppo urbanistico confuso, nel quale si intrecciano senza logica destinazioni residenziali, commerciali e turistiche, subordinando ancora una volta l’interesse della collettività alle iniziative imprenditoriali.
Pertanto si chiede che si costruisca presso la fascia di terreni agricoli lungo Viale Scala Greca un unico parco urbano.

Conclusioni finali
Per concludere non sembra superfluo ricordare le parole di Bernabò Brea, soprintendente alla antichità, e non per formalistico gusto della citazione colta, ma per ricordare chi ha saputo amare questa città e non ripercorrere gli stessi errori del passato.
Nel 1947 egli sosteneva: «Il turismo era fino a pochi anni addietro e speriamo tornerà ad essere (…) la maggiore risorsa economica di Siracusa. La cura della propria bellezza, il rispetto e la valorizzazione dei propri monumenti non sono quindi per Siracusa solo un lusso o l’adempimento di un dovere verso la cultura, ma un’intima ragione di vita e di benessere, anche dal punto di vista economico»
In anni più recenti Santi Luigi Agnello, ordinario di Archeologia Cristiana presso l’Università degli Studi di Catania e attento osservatore dei “guasti di Siracusa”, ha considerato l’intervento di Bernabò Brea «attuale ed emblematico, rappresentativo di un’opinione sul destino del nostro territorio, tanto avanzata quanto nei fatti perdente» ma che «rappresenta ancora oggi un programma moderno di discontinuità con il passato ed è insieme sfida per il futuro».

Si invita quindi il C.C. a fare tesoro di queste parole, e a valutare attentamente le osservazioni e le domande di modifica appena presentate nell’esclusivo interesse della nostra città, affinché le ambiziose premesse con le quali si era partiti nel delineare lo sviluppo di questo territorio, non finiscano ancora una volta svilite e annullate dallo strapotere economico, politico e sub-culturale della rendita e degli interessi trasversali a tutte le forze politiche”.


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