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Senza dare spiegazioni, non si presenta più in Procura a Siracusa: il Csm delibera la decadenza dall’impiego della Pm

Il procuratore capo Sabrina Gambino aveva pure provato a contattare telefonicamente la collega il 16 ottobre per consegnale una comunicazione dal Csm, ma la Aprile le aveva risposto che non intendeva venire a Siracusa e che avrebbe valutato cosa fare

Siracusa non deve essere piaciuta particolarmente alla Pm Francesca Aprile. Arrivata come rinforzo della Procura della Repubblica il 3 gennaio 2018, il Csm ha stabilito la decadenza dall’impiego per non essersi più presentata in ufficio, senza alcuna giustificazione. Certo, il trasferimento magari non sarà stato gradito visto il caos scaturito dal Sistema Siracusa e dalla bufera che si è abbattuta all’ultimo piano del Palazzo di Giustizia, ma dal 5 ottobre 2019 il magistrato Francesca Aprile ha scelto di chiudere la propria esperienza con il capoluogo senza comunicare alcunché.

Il procuratore capo Sabrina Gambino aveva pure provato a contattare telefonicamente la collega il 16 ottobre per consegnale una comunicazione dal Csm, ma la Aprile le aveva risposto che non intendeva venire a Siracusa e che avrebbe valutato cosa fare. Il 22 ottobre l’ufficio di segreteria provò a ricontattarla, ma senza ricevere risposta. Il 4 novembre 2019 la Pm venne raggiunta da un’ordinanza di sospensione cautelare facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio e collocata fuori dal ruolo organico della magistratura, con corresponsione in suo favore di di un assegno alimentare.

Nel corso dell’audizione in IV commissione Csm, il procuratore Gambino ha confermato l’assenza della Aprile dal 5 ottobre 2019, di non aver mai comunicato le ragioni della sua assenza, né allegato certificati medici o formulato richieste di congedo e, sebbene più volte contattata dal dirigente, aveva inizialmente risposto al telefono senza però fornire alcuna motivazione della sua assenza dall’Ufficio per poi, successivamente, non rispondere al telefono.

Il 2 ottobre, quindi prima della scelta di non recarsi più al lavoro, la Pm aveva ricevuto un provvedimento con cui si disponeva in via cautelativa la temporanea sospensione delle assegnazioni secondo criteri automatici dei procedimenti al sostituto procuratore Aprile e l’esclusione dai turni di reperibilità per il turno esterno e il turno udienze.

Provvedimento che – ha poi sottolineato il procuratore capo – riguardava solo le nuove assegnazioni, mentre quelle che aveva ancora in carico erano rimaste regolarmente assegnate. Un provvedimento che non aveva ricevuto osservazioni dalla Aprile ed emesso in concomitanza con la comunicazione “dei procedimenti disciplinari e di altri procedimenti che erano pendenti – riferisce la Gambino al Csm – e quindi per evitare che vi fossero problemi in considerazione della gravità dell’addebito, che peraltro era stato già notificato”.

Insomma, se da un lato la scelta di non presentarsi era frutto della sospensione del 2 ottobre, dall’altro la decisione di non rispondere alle convocazioni è ritenuta ingiustificata: “non ha infine alcun rilievo l’esito del procedimento disciplinare nei confronti della Aprile – si legge nella delibera del Csm – poiché la decadenza oggetto del presente procedimento riguarda un fatto – l’assenza ingiustificata dal servizio – completamente differente da quello oggetto del procedimento disciplinare, la cui sussistenza non dipende dall’accertamento in quel giudizio. Peraltro l’ordinanza con cui la Sezione disciplinare del Consiglio ha sospeso la Aprile dalle funzioni e dallo stipendio, collocandola fuori dal ruolo organico della Magistratura, è del 4 novembre 2019, e dunque successiva all’assenza che ha determinato la decadenza. Considerato dunque che il magistrato, che non ha ripreso servizio entro i 15 giorni di assenza senza giustificato motivo, incorre nella decadenza”. A partire dal primo giorno di assenza. A meno di 2 anni dal suo arrivo a Siracusa, il rapporto di lavoro con lo Stato è definitivamente cessato.


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