Animi esasperati, non soltanto le due donne in protesta sopra la gru ma il dramma dei dipendenti della ex Provincia hanno portato gli stessi a bloccare il corso Umberto impedendo alle auto di transitare. Troppo caldo, non solo dal punto di vista climatico, e così alcuni automobilisti sono arrivati allo scontro anche con il personale di via Malta che stanco di continue promesse ha scelto di farsi sentire paralizzando il traffico in uscita dal centro storico.
Servono troppi soldi e i sindacati chiedono l’intervento dello Stato, del prefetto, non più della Regione per evitare il dissesto: servono 25 milioni circa per arrivare a fine anno e ne sono stati stanziati 6, ma la situazione critica dell’ente dipende pure dal prelievo forzoso da Roma.
“Nei confronti dei cinquecento dipendenti della Provincia di Siracusa ė stato compiuto un vero e proprio crimine politico – dichiara il deputato Nello Musumeci, leader dell’opposizione all’Ars, dopo avere incontrato a Siracusa il commissario della Provincia Giovanni Arnone e una delegazione di dipendenti provinciali – La più nera delle ingiustizie: costringerli a lavorare ogni giorno privandoli però dello stipendio per cinque mesi. Responsabile il governo Crocetta, che continua a negare a quei lavoratori ciò che invece è stato assicurato a tutti gli altri loro colleghi siciliani. Il governo dispone oggi di 26 milioni di euro: ne basterebbero 15 per ridare serenità e dignità a centinaia di famiglie ed impedire il dissesto dell’Ente. Sappiano il governatore e il prefetto, ma lo sappiano anche i sindacati, che la esasperazione di quei dipendenti pubblici potrebbe presto esplodere in una incontenibile protesta sociale. Ed allora ognuno risponderà delle proprie responsabilità, commissive e omissive“. Troppo tardi, evidentemente. O forse no.
“Piena solidarietà ai tre dipendenti della provincia di Siracusa che stamani sono addirittura saliti su una gru per protestare contro la mancata erogazione dei loro stipendi: sono cinque mesi, infatti, che i 611 dipendenti della provincia di Siracusa lavorano senza percepire alcun compenso.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della Uil-Fpl Nazionale.
La provincia di Siracusa, come molte altre, è in pre-dissesto finanziario: la dimostrazione chiara di quanto abbiano inciso negativamente le scellerate scelte politiche adottate in questi anni, che hanno condotto al collasso queste Istituzioni. “Serve una soluzione e serve subito” continua il Segretario, che chiosa “le province esistono ancora nella nostra Carta Costituzionale, dopo la vittoria del no al referendum del 4 dicembre e non è più procrastinabile una soluzione chiara e veloce da parte del Governo e delle Amministrazioni Regionali che possa permettere di chiudere i pareggi in bilancio per tutti gli enti provinciali, per consentire l’erogazione dei servizi fondamentali e per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal pagamento degli stipendi.”
“I lavoratori non possono continuare a pagare scelte politiche confuse e sbagliate” afferma il Segretario, che conclude “ci auguriamo che gli incontri programmati nei prossimi giorni con il Governatore e con il Prefetto possano mettere fine a questa ingiusta e paradossale situazione. Se non dovessero esserci le necessarie risposte, siamo pronti a iniziative di lotta ancora più incisive fin dai prossimi giorni”.
