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Siracusa, assessori assenti in aula: il Consiglio comunale contro l’amministrazione. E la presidenza chiede un confronto con il sindaco |La replica dell'amministrazione

Il presidente e la vice presidente del Consiglio comunale, Alessandro Di Mauro e Conci Carbone, hanno preannunciato una nota di protesta nei confronti proprio dell’amministrazione

Il Consiglio comunale contro l’amministrazione, assente in aula. Durante la seduta di oggi si è discusso di due punti su tre fra quelli posti all’Ordine del Giorno sul dissesto idrogeologico (sul quale è stato anche proposto un Consiglio comunale aperto), il secondo è stato rinviato a giovedì e sul terzo, relativo all’introduzione dello scuolabus, è stato affrontato senza la presenza del dirigente e dell’assessore.

A quel punto è emersa una certa amarezza, mista a imbarazzo, tra i banchi sia della maggioranza sia dell’opposizione. Il presidente e la vice presidente del Consiglio comunale, Alessandro Di Mauro e Conci Carbone, hanno preannunciato una nota di protesta nei confronti proprio dell’amministrazione che sarà inviata domani con la quale chiedere un tavolo di confronto e assicurare quanto meno la presenza degli assessori e dei tecnici per poter approfondire i temi trattati.

Oggi è rimasto tra gli scranni il solo assessore Consiglio (Granata solo nella prima parte) e in genere è il vicesindaco Edy Bandiera a presenziare mentre – a meno di casi particolari – è diventata consuetudine l’assenza del sindaco, a meno di macro temi. Il consigliere FdI Cavallaro si è rifiutato di ritirare il punto (supportato da Greco del Pd e De Simone del Misto) perché il Consiglio comunale in quanto sovrano può determinarsi ugualmente. Aloschi (Mpa) si è lamentato e rifiutato votare senza avere risposte dall’amministrazione comunale, così come Zappalà (Fuori Sistema) che ha chiesto una rimodulazione del dibattito con l’amministrazione per conoscere l’attività programmatica del Comune, con tanto di relazione semestrale del sindaco. Unica voce fuori dal coro quella di Andrea Firenze, che ha difeso la maggioranza perché presente durante le riunioni di commissione, convocate anche dallo stesso.

Alla fine il punto sullo scuolabus è stato bocciato e gli animi si sono scaldati anche tra i consiglieri stessi, con Romano (FdI) che ha usato parole poco tenere nei confronti dei colleghi e Scimonelli (Insieme) che ha abbandonato l’aula dopo aver replicato piccatamente.

“Dispiace constatare la mancanza di rispetto dell’Amministrazione comunale nei confronti del Consiglio comunale. È capitato già troppe volte che nelle sedute di consiglio comunale, in occasione di discussioni importanti per la città, manchino dirigenti e assessori – le parole del consigliere Cavallaro – È successo anche oggi in occasione della discussione sull’atto di indirizzo che mirava ad inserire lo scuolabus nel prossimo bando del trasporto urbano, visto che il servizio attuale scade il prossimo anno; e ciò è stato utilizzato come scusante per motivare l’astensione da parte della maggioranza dei consiglieri presenti, sottolineando purtroppo la confusione sulle competenze degli organi comunali, e la posizione di sudditanza politica e di carenza di autonomia quando sono da approvare provvedimenti utili ai cittadini. È stato inutile sottolineare l’ importanza dello Scuolabus per rafforzare l’autonomia dei nostri ragazzi, per ridurre l’inquinamento dell’aria, per contenere i costi delle famiglie, costrette oggi ad impegnarsi nella spesa per l’acquisto di minicar e motocicli, per decongestionare il traffico nelle ore di punta, alimentato da migliaia di autovetture guidate da genitori e parenti in veste di tassisti, molto spesso obbligati per carenza di servizi adeguati. Tuttavia, il pensiero espresso resta sospeso nelle aule che lo raccolgono e, come già successo in passato, mi auguro possa trovare concreta realizzazione. Se la maggioranza non vuole dare soddisfazione al mio lavoro e agli altri consiglieri di opposizione libera di farlo, ma per il bene della città ascolti le nostre proposte di buon senso e le realizzi, invece di ripetere prove muscolari che fanno male solamente ai cittadini che aspettano servizi e risposte alle loro legittime e quotidiane esigenze”.


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