“Abbiamo perso la battaglia, ma non la guerra! Il secondo Outlet a Melilli, per buona pace del sindaco Sorbello, si farà. Ma non è stata vana la presenza “scomoda” della delegazione del Cenaco Acradina Grottasanta e di alcuni rappresentanti del coordinamento provinciale dei CCN insieme a me e ad Arturo Linguanti della Confesercenti”. A parlare è lo stesso Veneziano, il quale riferisce inoltre che, pur sapendo di ingaggiare una lotta contro i mulini a vento, si è combattuto in campo sino alla fine.
Con il SI della Camera di Commercio “dal punto di vista dell’impatto del bacino d’utenza”, con il SI della Regione Siciliana che “assicura che con l’avvento del neo assessore Venturi le regole del commercio siciliano cambieranno innanzitutto con la chiusura nei confronti di qualsiasi altra istanza da parte di grossi ipermercati”. E ancora il SI già annunciato del sindaco di Melilli, Pippo Sorbello che ha voluto e con forza il secondo Outlet “San Sebastiano” (nei pressi dell’ex Emmezeta) “per tutelare gli interessi dei propri concittadini”. “Quando invece i negozi di vicinato, quei pochi sopravvissuti, a Melilli stanno languendo”, commenta con amarezza Veneziano.
Alla conferenza dei Servizi ha partecipato personalmente l’On. Nicola Bono, in rappresentanza della provincia Regionale di Siracusa. Il Presidente ha dichiarato:
“Ho voluto andare di persona per la prima volta ad una conferenza dei servizi per affermare con forza la necessità di fare cessare questo inaccettabile Far West che sta devastando il sistema distributivo siracusano.
Non è possibile che le scelte assunte da un Comune possano determinare guasti in gran parte del territorio provinciale, senza che ci sia la possibilità di porvi alcun freno, da parte delle istituzioni che vedono l’errore di una tale impostazione, ma non hanno gli strumenti per impedirlo.
Non vi è dubbio che c’è un difetto di fondo, gravissimo, nella legislazione regionale, che determina squilibri intollerabili in un settore delicato come quello della distribuzione commerciale, che in provincia di Siracusa ha raggiunto livelli non più sopportabili.
Non si può spiegare in alcuna razionale maniera il perché la provincia di Siracusa abbia il triplo di superficie commerciale lorda affittabile rispetto alla provincia di Palermo, che ha quattro volte in più di abitanti e, soprattutto, che la provincia di Siracusa abbia la più alta percentuale di rapporto tra la superficie commerciale lorda e la popolazione rispetto a tutte le altre province siciliane, cioè lo 0,40 che è un valore più alto di tre volte la media regionale che è di 0,12.
La Regione Sicilia non può consentire tali squilibri e far finta di non vedere, continuando a rilasciare autorizzazioni per nuovi insediamenti commerciali.
Per tali ragioni, se prima non viene approvata una modifica normativa che chiuda con l’attuale sconsiderata e penalizzante impostazione e determini una diversa programmazione della distribuzione commerciale, basata sul principio di una corretta coesistenza tra grande e piccola distribuzione, è necessario bloccare qualunque ulteriore di concessione.
Non vi è alcun pregiudiziale contro la grande distribuzione, il cui ruolo economico è certamente positivo specie in ordine alla tutela dei consumatori. Vi è però un problema di equilibrio.
A chiunque continui a sostenere, inoltre, che ogni nuovo centro commerciale determina incremento occupazionale, ritengo necessario rispondere che ad ogni posto in più nella grande distribuzione, corrisponde in una realtà devastata come quella siracusana, uno e forse più posti perduti nella distribuzione al dettaglio.
La responsabilità degli Enti Pubblici, non è quella di guardare solo alle tabelle che indicano risultati positivi, ma di valutare gli effetti di ogni scelta che incida sull’economia e sul mercato del lavoro e, il saldo nel settore del commercio dal punto di vista occupazionale è purtroppo largamente negativo.
Per tali ragioni ho ribadito il parere contrario all’insediamento del nuovo centro commerciale e inoltre, il rinvio a tempo indeterminato della conferenza di servizi, per chiarire in via definitiva e preliminare tutti gli aspetti legati ad una corretta, necessaria e non più differibile programmazione delle modalità di organizzare, dell’intero settore distributivo nel territorio siciliano.”
La contrarietà del Comune di Siracusa è stata espressa dall’assessore Fortuna: “Ma che senso la conferenza dei servizi oggi quando i giochi sono stati già fatti?!”. Applausi per Fortuna da parte dei commercianti in sala. Dopo il Comune di Priolo, è la volta di Augusta: sconfessata la chimera dei posti di lavoro, l’assessore Fratarrigo ha chiesto alla Regione di rivedere la legge che attiene al commercio siciliano e che “fisserebbe lo stop ai grossi iper”.
E’ la volta di Arturo Linguanti presidente Confesercenti: “Reitero un atto di indirizzo chiaro e inequivocabile da parte della Regione per bloccare le grandi strutture di vendita. Per questo chiedo la sospensione della trattazione della pratica e l’intervento diretto del presidente della Regione Lombardo”.
Di seguito la dichiarazione del presidente del Cenaco Acradina Grottasanta, Francesco Veneziano, a conclusione della conferenza dei servizi che ha rilasciato parere favorevole per la realizzazione dell’Outlet S Sebastiano di Melilli.
“Abbiamo ancora una volta espresso la nostra preoccupazione con questa ulteriore concessione del Comune di Melilli e abbiamo fatto rilevare una incoerenza palese nella Camera di Commercio: il presidente Lo Bello contrario a nuove aperture, ma di fatto sotto l’aspetto tecnico la CamCom da parere favorevole seconda una mera valutazione tecnica, non politica. A questo punto, a nostro avviso, la Cam Com non dia nessun parere, solo tecnico, ma al di fuori della conferenza dei servizi. Siamo rimasti con il presidente Lo Bello che per il 17 ottobre indiremo una grande manifestazione alla presenza dei commercianti e dell’assessore regionale Venturi sullo sviluppo economico e la ripresa del commercio siracusano.
Stamattina scontato l’esito del risultato col parere favorevole della Camera di Commercio, del Comune di Melilli, e con una certa arroganza del sindaco Sorbello con sorrisini e ammiccamenti a mo di sfottò. Oltre al danno, la beffa per noi commercianti. Anche il Comune di Siracusa, cosi come quello di Augusta, ha motivato il suo dissenso, perplessità invece per il comune di Priolo che ha fatto solo una osservazione tecnica senza rilasciare un parere vero.
Sibillino il voto della Camera di Commercio, coerente il presidente della Provincia Bono. Insomma, la Regione si trincera dietro un discorso già fatto e pensato artatamente nonostante quella delibera della giunta regionale del 4 settembre scorso. Unica carta vincente di Sorbello? Il Puc. Piano urbano commerciale. Che Siracusa per esempio non ha.
La Regione deve fare il salto politico di intervento. Auspichiamo che questo disegno di legge ci sia al più presto che stoppa per un periodo altri insediamenti di grossi iper mercati. Melilli già è satura, grande soddisfazione del sindaco Sorbello che provocatoriamente si metterà a capo di una petizione contro i centri commerciali, lo fa soltanto ora, però!
I benefici di questo OutLet non li avranno nemmeno i commercianti melillesi . Speriamo che il 17 si dia una svolta al rilancio del mercato siracusano , che si parli di un nuovo disegno di legge regionale e di chiusure domenicali. L’auspicio del coordinamento cittadino dei CCN comunque oggi assenti e silenziosi, e non li giustifico. La lotta non deve farla solo il Cenaco di viale Tisia. Da soli non si vince e non si va avanti. Occorre un segnale tangibile ai fini del riconoscimento dei centri commerciali con risorse pesanti per il rilancio del territorio e delle infrastrutture. Non basta la legge, ora vogliamo i fatti”.