“E’ il momento di “salvare l’Italia”, questa la parola d’ordine pronunciata da Cristina Comencini, tra le fondatrici del Comitato Se non ora quando, durante l’assemblea nazionale tenutosi un mese fa a Roma. Il suo appello è stato raccolto e messo in pratica dalle donne siciliane aderenti al movimento nato dalla mobilitazione del 13 febbraio scorso, che si sono riunite sabato a Siracusa per cominciare a fare rete.
L’incontro regionale si è svolto in due principali momenti, il primo organizzato nella Sala Costanza Bruno della Provincia regionale di Siracusa, durante il quale esponenti del mondo accademico e delle tessuto produttivo della provincia di Siracusa, hanno relazionato sui temi relativi all’economia e allo sviluppo. Il secondo nel pomeriggio, presso la sede Arci in Piazza S. Lucia, per coordinare l’attività del neonato coordinamento regionale e la stesura di un documento comune da presentare quale proposta operativa di respiro nazionale. Ha introdotto i lavori, in veste di padrona di casa, la vice presidente della Provincia regionale di Siracusa ed assessore alle PP.OO. Lidia Pannuzzo, a seguire le relazioni dell’economista Olivella Rizza che ha parlato di Economia Civile un concetto che vede strettamente interconnessi l’insieme delle leggi che regolano il mercato e l’attuale società che con le sue dinamiche ne diventa spesso vittima sacrificale, annullando il fattore umano.
Si è anche parlato del ruolo delle donne in Europa e dei fondi strutturali europei che, se opportunamente utilizzati, potrebbero rappresentare un ottimo strumento di rilancio, supporto e aiuto all’economia siciliana. “I dati in questo senso sono sconfortanti, – come sottolinea la relatrice Marina Magnani – è infatti emerso che dei fondi messi a disposizione dall’UE per il quinquennio 2008-2013, la Regione Sicilia è riuscita ad utilizzarne e impegnarne una percentuale compresa tra il 5 e il 10%. Dunque una esigua parte del “tesoretto” che tra breve, (nel 2013) rischia di tornare indietro inutilizzato”. Concetti concretizzati da ottimi esempi di Project financing esposti da Renata Giunta della Camera di Commercio siracusana, per rilanciare le economie dei comuni della provincia attraverso dei piani di sviluppo strategici, nati dalla partnership tra pubblico e privato.
A chiudere la prima parte della giornata, l’intervento di Luciana Vermiglia, vice presidente della CIA di Siracusa, in rappresentanza dell’Associazione Donne in Campo, che ha illustrato i dati riguardanti le donne impegnate in agricoltura. Una categoria di imprenditrici sempre più attente alla qualità delle produzioni, orientate verso il biologico ma estremamente in difficoltà a causa della mancanza di accesso al credito. La sessione pomeridiana ha consentito ai gruppi provenienti dalle realtà di Palermo, Catania, Gela, Ragusa, Siracusa e buona parte del distretto siciliano del sudest, (Noto, Pachino, Rosolini e Pozzallo) di confrontarsi sul piano organizzativo e programmatico con la stesura di una piattaforma comune.
Tra le proposte emerse nel pomeriggio dai comitati nelle varie province, quella di sensibilizzazione le nuove generazioni sulla diffusione dell’immagine femminile nei media e in pubblicità, attraverso un lavoro sulle scuole; pretendere parità di rappresentanza all’interno delle istituzioni che siano esse comunali, regionali o nazionali, anche attraverso l’introduzione della “doppia preferenza” di genere ed infine la presentazione di un’interrogazione al governatore Raffaele Lombardo, in cui si chiedano delucidazioni sul mancato, o in taluni casi esiguo, utilizzo dei fondi stanziati dalla comunità europea, risorsa che certamente faciliterebbe innanzi tutto il rilancio della microeconomia.