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Siracusa, Fiera del Sud: i funzionari del Comune tutti assolti con formula piena. Queste le motivazioni del giudice

“Un intreccio di vicende giurisdizionali certamente complesso, essendo stato caratterizzato da un alto tasso di difficoltà tecnica (stante le questioni giuridico amministrative sollevate dai ricorsi) e dagli esiti non omogenei delle pronunce rese dagli organi di giustizia amministrativa di primo e secondo grado”

Un anno dopo la sentenza che ha visto assolvere tutti i funzionari del Comune sulla vicenda Fiera del Sud, il Gip Andrea Migneco ha depositato le motivazioni della sentenza a carico di Natale Borgione, Raffaele Gallo e Vincenzo Trigilia. Assolti tutti con formula piena. Il Giudice non interviene sul contenzioso amministrativo, valutato solo per saggiare l’eventuale dolo nei comportamenti dei funzionari, ma ammette che gli eventi ricostruiti riguardano “un intreccio di vicende giurisdizionali certamente complesso, essendo stato caratterizzato da un alto tasso di difficoltà tecnica (stante le questioni giuridico amministrative sollevate dai ricorsi) e dagli esiti non omogenei delle pronunce rese dagli organi di giustizia amministrativa di primo e secondo grado”.

Tentata concussione contestata a Natale Borgione: “Assolto perché è quanto meno insufficiente e contraddittoria la prova che l’espressione riferita dalla persona offesa costituisse davvero un tentativo di estorcere un ingiusto profitto all’impresa, non potendosi ritenere raggiunta, oltre ogni ragionevole dubbio, la prova della colpevolezza dell’imputato”.

Secondo l’accusa il dirigente, dopo aver imposto la propria presenza nei cantieri dell’ex Fiera del Sud, avrebbe svelato un interesse personale nel procedimento legato al rilascio della concessione edilizia. Una dichiarazione (“le sorti del progetto dipendevano dal progettista che intendevano nominare… e che il progettista glielo avrebbe dato lui, solo in questo modo non avrebbero avuto alcun problema oltre che la certezza che il progetto sarebbe passato anche in tempi brevi perché tanto lo avrebbe firmato lui”) riportata dal socio Open Land Rita Frontino alla presenza di un testimone, l’avvocato Giuseppe Calafiore. Il dirigente si sarebbe più volte recato negli uffici dell’impresa per affrontare problematiche e questioni relative al progetto che si doveva presentare.

Ma la frase incriminata poteva essere letta sia come un tentativo di concussione sia nell’ottica di una collaborazione con il privato per agevolare un gruppo che stava pianificando un progetto importante e di forte impatto economico. Una frase detta una volta, peraltro ambigua, e senza alcun seguito. Anzi, l’interlocuzione privata poteva sembrare inopportuna e deontologicamente scorretta – secondo il Gip – ma soprattutto per l’immagine dell’ente e non per quella dell’imprenditore. E appare strana, l’ipotesi di concussione, anche perché a Capodanno del 2008 Borgione e la moglie avevano prenotato un viaggio in un resort di Sharm El Sheick e – dopo aver sentito telefonicamente i signori Frontino-Calafiore – avevano prenotato verbalmente anche per loro. Quindi le due coppie avevano programmato assieme le vacanze, il che testimonierebbe quanto meno rapporti cordiali tra le parti.

Abuso di ufficio contestato a Borgione, Trigilia e Gallo: “Assolti perché manca, o è comunque insufficiente la prova che il fatto costituisca reato”.

Secondo l’accusa il dirigente Borgione, il responsabile del procedimento Vincenzo Trigilia e il tecnico istruttore Raffale Gallo avrebbero intenzionalmente procurato alla società un danno grave negando la concessione sui lavori di demolizione e ricostruzione della Fiera del Sud. In questo caso, in un certo senso, è proprio la differenza di pronunciamento tra Tar e Cga a far decadere l’accusa. Già il tribunale etneo e quello palermitano hanno espresso sentenze difformi con i giudici dell’appello amministrativo che scrivevano addirittura che la concessione “non avrebbe mai potuto essere in alcun modo accolta, difettando in radice i presupposti urbanistici per il suo legittimo rilascio”. Quindi, i tre funzionari comunali avevano ragione a non accogliere l’istanza presentata da Open Land, che ha poi comunque costruito il centro commerciale. E non si trova, dunque, una plateale e indiscutibile violazione di legge. Nemmeno la nota interna firmata da Trigilia e Gallo (e indirizzata a Borgione) con quella serie di perplessità tecniche poi inserite nel provvedimento finale di rigetto può essere considerata di preventiva ostilità nei confronti del privato, proprio per quelle interpretazioni giuridiche difformi già tra i giudici amministrativi.

Falso per soppressione contestato a Borgione: “Assolto per non avere commesso il fatto, non sussiste

Secondo l’accusa il dirigente Borgione avrebbe soppresso oppure occultato alcuni importanti atti del procedimento amministrativo per impedire la concessione. A partire dalla comunicazione di inizio lavori. Anzi, dalle comunicazioni: una per procrastinare il potere di intervenire per revocare il silenzio assenso e l’altra sulla decadenza della prima concessione del 2008, relativa alla ristrutturazione funzionale e manutenzione del complesso. Se i lavori non fossero iniziati entro 12 mesi dal rilascio del titolo, si sarebbe verificata la decadenza dello stesso. Il Gip anche in questo caso ritiene insufficienti le prove per dimostrare la colpevolezza di Borgione, anche perché non c’è alcuna prova che le due comunicazioni siano mai arrivate al dirigente. Di più, il primo atto è certamente arrivato al protocollo generale, del secondo non c’è alcun riscontro se non l’attestazione della ricezione apposta sull’atto in possesso dell’impresa. Su questo argomento il parlamentare 5 Stelle Stefano Zito aveva pure chiesto di sapere alla Regione di verificare come è stato possibile che la documentazione presentata al protocollo generale non sia arrivata in tempo all’ufficio urbanistica.

Falso contestato a Borgione in concorso con Corrado Gianna: “Assolti per perché il fatto non costituisce reato

Gli agenti della Municipale in forza all’ufficio repressione Abusivismo edilizio erano stati incaricati di recarsi nell’area dell’ex Fiera del Sud per verificare lo stato dei luoghi. Se, quindi, la società avesse iniziato i lavori di ristrutturazione. Borgione aveva modificato il contenuto del verbale – riscritto da Corrado Gianna e firmato dai due vigili urbani – omettendo un periodo invece presente nell’atto manoscritto dai due vigili. Secondo l’accusa, per occultare il fatto che erano già iniziati i lavori nella prospettiva di giustificare la decadenza della concessione del 2008 e il successivo diniego della variante. Secondo il Gip, il fatto però non ha alcuna rilevanza penale.

Falso contestato a Emanuele Serra: È l’unica condanna nella vicenda, per una questione marginale: l’allora segretario Emanuele Serra modificò un verbale di commissione invece di procedere a a un’attestazione di rettifica del dato verbalizzato nella seduta successiva e non cancellando o sostituendo la frase. Il Gip ha riconosciuto le circostanze attenuanti e applicato la diminuzione di un terzo della pena condannando il dipendente a sei mesi (sospesa con la condizionale) e al pagamento delle spese processuali.


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