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Politica

Siracusa, Il “valore” della cultura per il turismo

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Il “valore” della cultura per il turismo, questo è il titolo del primo incontro organizzato, ieri pomeriggio, dall’associazione Energie Nuove nell’auditorium del Museo Paolo Orsi.

Si è trattato del primo appuntamento di una serie che l’associazione, fondata da Rosario Lo Bello, Mariarita Sgarlata e Andrea La Monica, vuole dedicare alla rigenerazione di Siracusa.

Ora più che mai, appare infatti concreta la possibilità di disegnare un nuovo sviluppo per la nostra città, proprio partendo dal primo, vero successo ottenuto grazie alla straordinaria sinergia tra la mobilitazione della società civile e le scelte operate dall’attuale governo regionale, l’istituzione della riserva terrestre del Plemmirio, di durata biennale.

Partendo quindi da “il valore culturale e naturalistico del Plemmirio” con l’intervento del dott. Fabio Morreale, socio fondatore e presidente dell’associazione Natura Sicula, che ha prefigurato quello che potrebbe essere il percorso archeologico, geologico e botanico della riserva, si è passati ad un esempio concreto di parco periurbano, quale il Parco Agricolo Sud Milano.

A parlarne è stato invitato il responsabile dell’Ufficio Risorse Naturali e Riqualificazione Ambientale del Parco, dott. Fabrizio Scelsi, impegnato da anni nella progettazione e gestione delle aree naturalistiche del Parco, che ha dimostrato, dati alla mano, come le Aree Protette, che possono destagionalizzare e delocalizzare le presenze turistiche, sono un tassello fondamentale per qualsiasi politica territoriale e forniscono un indubbio beneficio non solo per la conservazione della biodiversità ma anche per l’economia locale e nazionale.

E’ stato trattato il tema dell’utilizzo dei fondi europei e delle modalità per accedervi. Il progetto Periurbans Parks, cui ha aderito il Parco Sud Milano, come altri in Europa, prevede un capitolo di spesa legato alla valorizzazione e alla realizzazione delle infrastrutture turistiche (e molte sono le aziende agrituristiche con ospitalità rurale, che sono nate grazie ad un corretto utilizzo dei fondi europei).

La dott. Elisa Bonacini dell’Università degli Studi di Catania ha affrontato il tema delle “Potenzialità economiche della cultura e v@lorizzazione negata in Sicilia”. L’Europa è ben consapevole di quale sia la sua ricchezza effettiva rispetto ad una concorrenza globale schiacciante: non ci sono pozzi di petrolio, né diamanti, né materie prime. Ma c’è la cultura ed oggi la cultura è economia, nel senso che una cultura evoluta genera buona economia, redditi e profitti. In un quadro di arretratezza generale dell’Italia rispetto agli altri paesi, la Sicilia è fra le regioni più disagiate al riguardo e l’intervento della Bonacini ha messo in evidenza la mancanza pressoché totale di una capacità imprenditoriale e manageriale del ‘sistema’ culturale regionale attraverso la rete.

Il primo passo è convincere gli imprenditori siracusani che il treno dello sviluppo economico non passa solo dalla stazione “Cemento Sud” e che esiste un treno alternativo che ha portato, in Europa come in Italia, un inaspettato benessere economico a chi ha avuto la lungimiranza di prenderlo; si tratta ovviamente di una strategia non di immediato vantaggio per pochi ma di un ritorno economico per molti sulla lunga durata. I dati sul turismo in Italia del 2010 ci dicono che la domanda si dimostra sempre più attenta ad aspetti come i parchi nazionali, le infrastrutture sportive, eventi di richiamo culturale, religioso e legati al patrimonio enogastronomico. Ancora i dati presentati ci dicono che, nonostante la crisi, nel 2010 in Italia il turismo culturale è cresciuto del 5.8% e che sempre il 2010 è stato l’anno record dell’arte (+15.4% visitatori rispetto al 2009) con 104,5 milioni di introito dei biglietti mentre l’anno precedente era 97, 7 milione (quindi + 7.7%).

Perché questo trend non tocca la nostra città e cosa le serve veramente per invertire la rotta?

La vivace e partecipata discussione che ha seguito la fine degli interventi ha cercato di dare risposte, che l’associazione intende valorizzare nei prossimi mesi con tavoli di lavoro e con contributi il più possibile allargati ai cittadini.

Serve una politica culturale che intenda i cittadini non come consumatori o clienti ma come persone che possono crescere, una politica che elabori progetti non per una visibilità immediata e per il vantaggio che ne deriva. La cultura e il paesaggio devono diventare una nuova occasione per il rilancio economico di Siracusa.

C’è una necessità urgente di mettere a punto misure più efficaci e un adeguato sostegno tecnico e finanziario per gestire al meglio e valorizzare i beni culturali e le aree protette e, in questo contesto, la comunità imprenditoriale siracusana giocherà un ruolo importante, comprese le piccole e medie imprese. Magari si comincia con progetti piccoli, figli di una crisi economica che non si può ignorare, per poi arrivare a progetti più ambiziosi. Un’attenzione particolare dovrà essere riservata a quelle piccole imprese private, capaci di portare avanti una nuova progettualità in ambito culturale con il ricorso a contributi e finanziamenti, mirati a produrre cultura in modo più innovativo (portali, digitalizzazione, risorse virtuali e web). Sfide significative ci attendono nel saper chiedere e utilizzare i finanziamenti europei.

Elisabetta la Micela

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