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Siracusa: La crisi economica nei conti della Camera di Commercio

Presentata dalla Camera di Commercio la relazione sullo stato dell’economia siracusana relativo all’anno 2009.

Un’ analisi del territorio della provincia, un’introduzione sintetica di Ivan Lo Bello, presidente della Camera di Commercio, che non ha mancato di  ricordare che bisogna vincere le opposizioni preconcette – come quella del rigasificatore – e non farci male con autolesionismi vari  ma combattere il trend negativo con riflessioni strategiche.

Poi la parola agli esperti, riuniti stamane in un albergo, per leggere i dati e capire i numeri dei conti che non tornano. Quelli per intenderci che collocano, secondo l’indagine del Sole 24 ore, la nostra provincia in fondo alla lista, in una posizione di arretratezza rispetto alle altre provincie italiane.

Dati alla mano il 2009 è stato un anno difficile, fra i più neri di questa grande crisi che non ha fatto sconti a nessuno.

Maurizio Caserta, docente universitario di Catania, analizza i conti di un PIL negativo ( prodotto interno lordo) della provincia dove però c’è un paradosso: in controtendenza il tasso di occupazione è cresciuto. Nella flessione della produzione c’ è una crescita di occupazione nel settore dei servizi – tradizionale e avanzato – che ha compensato la riduzione di occupazione del settore industriale.

La crisi non ha risparmiato nessun settore dell’economia: diminuzione di esportazioni di prodotti petroliferi raffinati, calo di presenze turistiche, contrazione del settore agricolo e creditizio. Tutti hanno avuto la loro sofferenza.

“Occorre un percorso di ristrutturazione “ ha concluso il docente Caserta –  prima di passare  la parola a Carlo Trigilia, docente universitario di Firenze, e coordinatore del gruppo di Coordinamento dei tre piani provinciali (Siracusa, Augusta, Avola) del Piano Strategico.

“In questa nuova sinergia del piano strategico, istituito per il coordinamento e la pianificazione di tutte le forze economiche del territorio ha detto Trigilia – bisogna affrontare i nodi strategici della globalizzazione che favorisce la concorrenza e la diminuzione di risorse dal centro (governo) alla periferia (ente locale).

Dopo gli anni 70 quando il PIL siracusano era quasi pari alla media nazionale abbiamo assistito ad un lento e graduale declino legato ad un’elevata dipendenza dal ciclo del petrolchimico. Non si possono avere le uova tutte nello stesso paniere – ha continuato Trigilia – il deficit di governo dello sviluppo può essere contrastato con un progetto consapevole che curi un turismo di qualità ed un agricoltura di eccellenza conservando tutte le potenzialità del polo industriale.”
Ed infine ha ricordato come non è necessario chiedere soldi alla politica e come  gli operatori possono collaborare tra di loro promuovendo l’innovazione, ricucendo le fratture territoriali ed accrescendo la qualità ambientale e sociale.”

 


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