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Siracusa: la Procura emette cinque ordinanze di custodia in carcere, destinatari funzionari pubblici

Nella mattinata odierna personale della Sezione di P.G. – Aliquota Polizia di Stato – della Procura della Repubblica di Siracusa, coadiuvato da personale della D.I.G.O.S. della Questura di Siracusa ha dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Siracusa, che ha accolto la richiesta avanzata dalla locale Procura.
Destinatari delle misure in carcere risultano essere i seguenti soggetti:

• LOREFICE Giuseppe nato a Rosolini il 29.1.1953, all’epoca dei fatti in servizio presso l’Ufficio Volontaria Giurisdizione del Tribunale di Siracusa ed attualmente in servizio presso la Sezione Distaccata del Tribunale di Augusta;
• TROMBATORE Salvatore nato a Siracusa il 5.1.1962, funzionario istruttore in servizio presso la Camera di Commercio di Siracusa;
• COMPARONE Giovanni Battista nato a Caserta il 3.10.1943, ex Ufficiale Giudiziario già in servizio presso il Tribunale di Siracusa, Sezione Distaccata di Augusta;
• COLOSI Giacinto, nato a Siracusa l’8/11/1955, presidente A.T.U.C.E.C. (Associazione Tutela Utenti del Credito e Consumo) di Siracusa;
• D’AMICO Vincenza, nata a Siracusa il 21/12/1960, Vice Presidente A.T.U.C.E.C. (Associazione Tutela Utenti del Credito e Consumo) di Siracusa.

Il LOREFICE deve rispondere del reato di corruzione per avere ricevuto quale Cancelliere in servizio presso il Tribunale di Siracusa, Ufficio Volontaria Giurisdizione, in più occasione e con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, da COLOSI Giacinto e D’AMICO Vincenza, rappresentanti in fatto ed in diritto dell’ A.T.U.C.E.C. (Associazione Tutela Utenti del Credito e Consumo) di Siracusa, somme di denaro al fine di compiere atti contrari ai doveri d’Ufficio e segnatamente al fine di fare ottenere ai soggetti indicati da COLOSI e D’AMICO decreti di riabilitazione emessi dal Tribunale di Siracusa utilizzando quale motivazione illegittimità o erroneità della levata del protesto, e ciò in assenza dei presupposti di Legge ed in assenza della documentazione giustificativa o in favore di soggetti non residenti nel circondario di competenza.
Inoltre dovrà rispondere del reato di peculato, in quanto nel corso del periodo di tempo che và dal 2003 al febbraio 2009 avendo la disponibilità del denaro consegnato dalle parti per l’acquisto delle marche relative al contributo unificato da apporre sui singoli procedimenti, se ne appropriava per un ammontare complessivo di circa 200.000,00 euro.

Il TROMBATORE deve rispondere del reato di falso informatico, in quanto operando quale funzionario della Camera di Commercio di Siracusa abilitato all’inserimento dati nel Registro Informatico dei Protesti tenuto presso la Camera di Commercio di Siracusa, su richiesta di COLOSI Giacinto, D’AMICO Vincenza e COMPARONE Giovanni nell’interesse di innumerevoli utenti protestati, operava falsamente e senza che ne sussistessero i presupposti di Legge, la cancellazione per riabilitazione dei debitori, inserendo nel sistema informatico dell’Ente il riferimento a determine dirigenziali relative ad altri soggetti ed il pagamento di diritti di segreteria in realtà mai corrisposti.
Contestualmente si rendeva responsabile di abuso d’Ufficio e truffa, traendo in errore la Camera di Commercio di Siracusa in merito all’avvenuto pagamento da parte degli utenti dei diritti di segreteria dovuti per la procedura di cancellazione ed in realtà mai corrisposti, ma comunque inseriti come versati nel registro informatico dei protesti.

Il COLOSI e la D’AMICO dovranno rispondere a loro volta dei reati di corruzione di Pubblico Ufficiale, truffa e falso in concorso con i nominati LOREFICE Giuseppe e TROMBATORE Salvatore.

Il COLOSI in particolare dovrà rispondere di un singolo episodio di falso, perché al fine di ottenere la cancellazione per intervenuta riabilitazione del proprio nominativo dal Registro Informatico dei Protesti tenuto presso la Camera di Commercio di Siracusa, produceva ricevute liberatorie relative all’avvenuto pagamento degli effetti protestati (ventisette cambiali) da parte degli asseriti creditori, inducendo in errore il Presidente del Tribunale di Siracusa che emanava un decreto di riabilitazione fondato su presupposti inesistenti e successivamente il Segretario Generale della Camera di Commercio di Siracusa che emanava la relativa determina Dirigenziale anch’essa falsa nei presupposti, atteso che i reali creditori portati dai titoli non risultano essere stati soddisfatti nelle loro ragioni creditorie.

La Procura ha altresì richiesto alcune misure interdittive nei confronti di altri funzionari pubblici la cui posizione è al vaglio del competente Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Siracusa.

L’attività d’indagine, supportata anche da strumenti tecnologici (intercettazioni telefoniche ed ambientali) è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, è stata svolta dalla Sezione di P.G. – Aliquota Polizia di Stato.


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