Pubblichiamo di seguito una sintesi dell’intervento del Sindaco Paolo Amenta, nel suo ruolo di vice presidente regionale dell’Anci, alla manifestazione di ieri in piazza Archimede per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la Manovra economica del Governo:
«Al di la delle appartenenze – ha detto Amenta – qui c’è una parte della società che è chiamata a pagare per tutti la manovra di un governo che ha perso la direzione di marcia. Questa è una mano-vra che fa spaccare il vaso e fa esplodere il sistema, che taglia i fondi ai Comuni costringendoli a non erogare più servizi, soprattutto nel sociale, dove il disagio si allarga sempre più, e chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini con l’addizionale Irpef, in particolare in Sicilia dove la Regione non ha ancora provveduto ad erogare le compensazioni dei tagli, che invece il resto dei Comuni italiani ha già ottenuto. E ancora peggio sarà il 2012 dove si preannunciano tagli del 40- 50 per cento.
Siamo di fronte – ha continuato Amenta – ad un governo che pur di fare bella figura in Europa, non esita a far morire le piccole imprese e gli artigiani, che sono la ricchezza produttiva del paese. Un governo che taglia la spesa sociale, che non aiuta l’economia reale, le famiglie, i lavoratori, i giovani.
Oggi registriamo oltre due milioni di disoccupati, e il governo non ha una politica per l’occupazione. Nella nostra provincia da anni ormai si parla di trasformare il polo chimico in polo energetico, e nel frattempo la zona industriale muore. Bisogna allora puntare sul lavoro, sull’innovazione, e sui giovani, perché senza giovani non c’è futuro, non c’è Stato. Abbiamo bisogno di uno Stato serio che ridia dignità ai nostri giovani. E allora, insieme, ad iniziare da questa piazza, fermiamoli, fermiamoci! Prendiamo il coraggio con le mani e cambiamo questo stato di cose con le proposte e non solo con la protesta. Di destra, di sinistra , di centro, non ha importanza, non ci importa da dove arrivino, l’importante è trasformare questo Stato.
Iniziando dalla legge elettorale, dal ridimensionamento della politica, dalle ineguaglianze, perché non è possibile avere un dipendente a mille euro al mese e un dirigente a 250 mila euro l’anno. C’è bisogno di persone per bene nello Stato – ha concluso il vice presidente regionale dell’Anci Sicilia – che ridiano dignità al Paese e ai giovani. Questo l’obiettivo che ci deve vedere tutti assieme, lavoratori, artigiani, imprese, Comuni, giovani, donne, cittadini».
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