In tendenza

Siracusa, Mangiafico: “Università in città, solo slogan e delusione”

L'azione dell'attuale Amministrazione, secondo l’analisi di Mangiafico, appare carente di un progetto coerente per lo sviluppo della città

Siracusa non è una città universitaria, e non lo sarà per i prossimi anni. Questo l’allarme di Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4, in tema di politiche culturali messe in campo dall’attuale Amministrazione comunale, all’interno della quale mette in luce incoerenza e mancanza di programmazione.

“Per avere un quadro complessivo – dice Mangiafico – bisogna partire dalla scarsa chiarezza degli obiettivi delineati nel programma con cui l’attuale sindaco si è presentato alla città sei anni fa, in cui si parlava di potenziare l’area dell’Architettura e introdurre nuovi corsi di laurea. Nonostante siano trascorsi undici anni dall’insediamento, inizialmente come assessore e successivamente come primo cittadino, l’unico risultato tangibile è stato l’istituzione di un corso triennale sul “patrimonio culturale”, in collaborazione con Catania.”

Si tratta di una “delusione” per Civico 4 la delibera 68 del 23 dicembre 2022, ampiamente pubblicizzata durante una campagna elettorale, “in cui il sindaco e i suoi sostenitori esaltavano un accordo con Messina per l’introduzione di corsi di laurea in Giurisprudenza, Consulenza del Lavoro, Scienze giuridiche, Scienze Politiche, Scienze Motorie e Scienze Infermieristiche. Tuttavia, tali corsi non sono mai stati avviati, e sarebbero stati ospitati in una struttura non ancora ristrutturata, come l’ex liceo Classico, che è stato proposto anche come sede per la biblioteca.”

L’azione dell’attuale Amministrazione, secondo l’analisi di Mangiafico, appare carente di un progetto coerente per lo sviluppo della città.

“Manca una visione condivisa sul futuro – ancora Mangiafico – e una strategia per la costruzione di un’offerta formativa che rispecchi le esigenze della comunità. Si assiste a un declino rispetto al periodo finale degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000, quando furono introdotti corsi come “Architettura” e si consolidarono convenzioni nel campo dei Beni culturali.”

Peraltro, “Consorzio Universitario Archimede”, – aggiunge il leader del movimento – che un tempo svolgeva un ruolo fondamentale come intermediario con l’Università di Catania, sembra ora una struttura vuota, priva di attività e aggiornamenti. L’Amministrazione comunale sembra ora preferire un dialogo con università italiane e straniere anziché con il Consorzio.”

Una mancanza di pianificazione che secondo Mangiafico si è “manifestata nella conferenza stampa dello scorso 14 marzo, in cui è stato annunciato un corso in “Scienze infermieristiche” con Catania, mentre l’accordo di programma siglato con Messina è stato lasciato sullo sfondo”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni