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Siracusa: Mercato storico di Ortigia, l’assessore Muti propone l’iscrizione nel Registro dei Beni immateriali della Regione

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“Ritengo che esistano tutte le condizioni per procedere all’iscrizione del mercato storico di Ortigia nel Registro delle Eredità immateriali della Regione Siciliana. Questo riconoscimento potrebbe mettere la parola fine alle tante discussioni e polemiche sull’utilizzo del sito ma soprattutto darebbe una sua nuova connotazione all’intera area”. Lo dichiara l’assessore alle Politiche culturali Mariella Muti, che rilancia l’idea della richiesta di iscrizione nel REI del mercato storico di Ortigia.
Istituito nel 2005 dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione, il Registro delle Eredità Immateriali (REI) e il Programma Regionale delle Eredità Immateriali hanno come finalità l’attività di identificazione e registrazione delle eredità culturali della Sicilia, contribuendo altresì alla loro salvaguardia, con particolare riguardo per quelle a rischio di scomparsa o alterazione, nonché alla loro adeguata promozione e fruizione.
Il Registro delle Eredità Immateriali è costituito da quattro Libri, ciascuno dei quali raccoglie una particolare Eredità Immateriale a seconda della sua natura. Secondo l’assessore alle Politiche culturali “L’Antico mercato potrebbe rientrare nel “Libro Espressioni” in cui, oltre alle tradizioni orali che caratterizzano l’identità di una determinata comunità, sono iscritti gli spazi culturali, intesi come luoghi delle espressioni legate ad attività quotidiane che costituiscono un riferimento per la popolazione di quel luogo, come i monumenti storici”.

Aggiunge la Muti: “D’altronde i mercati costituiscono un insieme di antiche consuetudini che si svolgono sulla strada, fatti di precarie architetture, banchi di vendita, prodotti merceologici, un paesaggio anche sonoro come già evidenziato dal Pitrè che scriveva “ le voci con le quali i venditori gridano la loro roba a coloro che vorranno comprarla, sono curiosità nel campo dei nostri studi”.

Aggiungo che seppur soffocati dall’incalzare della città e dai mutamenti delle società i mercati tentano di mantenere la loro originaria configurazione e funzione, dunque a pieno titolo costituiscono l’identità di una comunità che va da preservata”.

Conclude l’assessore : “Siracusa deve avere l’ambizione e l’orgoglio di pensare in grande. Nelle scorse settimane avevo lanciato la proposta di fermarci un attimo ed avviare invece un confronto sereno e costruttivo, aperto al contributo di tutti per individuare una scelta non solo condivisa ma anche rispettosa della grande tradizione culturale di Siracusa che ambisce a diventare capitale europea della cultura. Ritengo che l’iscrizione nel Registro dei Beni immateriali della Regione Siciliana, in uno a quelli già conseguiti per la festa di Santa Lucia e per il Papiro, costituiscano uno dei presupposti per sviluppare questo grande progetto a cui il territorio ambisce”.